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La prima uscita di coppia senza il bebè

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Come sarà la prima uscita dei genitori senza bebè? Ecco il racconto ironico della serata tipo

La prima uscita senza bebè

Finalmente dopo mesi passati in simil reclusione è arrivato il momento: la prima uscita da soli senza bebé al seguito. E' come andare in bicicletta: anche se non lo si fa da molto tempo, poi si riprende come se nulla fosse. Eppure non avete fatto i conti con lui, il vostro capo, il vostro tiranno, il vostro peggior incubo: sì, avete capito giusto, stiamo parlando del vostro bambino.

Quell'essere alto meno di un metro, sbavante, gorgogliante, pieno di sorrisi e gengive sdentate non accetterà tanto volentieri che passerete una serata senza di lui. Perché i bambini hanno il radar per fiutare che state per fare qualcosa che non preveda la loro presenza. E' insito nel loro dna di lillipuziani il fatto di mettere in atto la Legge di Murphy: “se qualcosa andrà male, inevitabilmente lo farà”.

Vediamo ora come si potrebbe sviluppare la preparazione ad una serata che non preveda l'alto tasso “nanesco”:

  • Ore 17: il bambino si muove vispo nella sua sdraietta: è pulito, ha mangiato, sorride allegramente. E' giunto il tempo di fare una doccia.
  • Ore 17.15: appena si entra in doccia, il bambino- in bagno con voi sulla sdraietta - comincia a piangere. Provate a cantargli una canzoncina, a dirgli “tranquillo, la mamma è qui”, ma niente: piange ancora di più e diventa tutto rosso e senza fiato.
  • Ore 17.16: uscite dalla doccia bagnate con la vista annebbiata dallo shampoo e - senza premurarvi di mettervi addosso l'asciugamano - prendete il pargolo tra le braccia e cercate di calmarlo. Ovviamente trascorrerete il resto della doccia con una gamba fuori dondolando un bambino umido, lavandovi per metà.
  • Ore 18.00: vi vestite mentre il bimbo dorme. Riuscite persino a truccarvi. Sorridete: la vita è bella. Quando ormai siete in ordine e pronte per assaporare la vostra uscita, sentite un “eeehm” e sapete che sta per succedere il cataclisma. Il bambino si sveglia, pretendendo il vostro capezzolo SUBITO. Allora con una mossa da maestro di yoga vi slacciate l'intricato sistema di lampo del vostro vestito, maledicendo la scelta. Lo allattate e lo sollevate per fargli fare il ruttino. Peccato che il cucciolo che stringete si trasforma nel parente più prossimo dell'Esorcista e che vi inondi di latte cagliato l'abito e i capelli.
  • Ore 18.45: mentre cercate di togliervi le tracce di rigurgito, sentite la certa puzza da slum di Calcutta. Il marcio proviene da lì, dal pannolino del “nano”. Lo prendete e quando lo appoggiate sul fasciatoio, vi accorgete che la sua pupù liquida non solo ha sporcato lui dalla testa ai piedi, ma anche il vostro secondo vestito (bianco).
  • Ore 19.00: finalmente arriva la nonna che farà da babysitter. Un attimo di respiro.
  • Ore 19.30: vostro marito vi passa a prendere direttamente uscito dal lavoro. Il bambino sta giocando a terra con la nonna. Si può uscire, non prima di aver lasciato scritti su un foglietto il nome del ristorante, il numero di telefono, la località, il numero della Protezione Civile, dell'Esercito e della Marina Militare. Si sa mai.
Le mogli preferiscono uscire piuttosto che stare coi mariti
  • Ore 20: siete al ristorante, soli. Ridete persino ai nomi sul menù da quanto la libertà vi dà alla testa. Cercate di rilassarvi, bevete del vino, siete felici. Dobbiamo farlo più spesso, vi dite.
  • Ore 20.20: driiin. Suona il cellulare: è vostra madre. Non trova i pannolini. Le dite dove sono.
  • Ore 20.22: driin.  Suona il cellulare: è vostra madre. Il bambino ha uno strano sfogo sul culetto. Scatta una filippica di 5 minuti sul fatto che forse l'alimentazione che sta seguendo non è corretta e che bisogna chiamare subito il pediatra. Adesso avete bisogno di bere. Molto.
  • Ore 21.30: cominciate a sentire la nostalgia del vostro figliolo. Sia tu sia tuo marito prendete i vostri cellulari e guardate le facce buffe che ha nelle 1300 foto conservate in memoria.
  • Ore 22:  driiin. Suona il cellulare: è vostra madre. Il bambino può mangiare un biscotto? Sarebbe bello se avesse i denti.
  • Ore 22.30: decidete di tornare a casa senza neanche aspettare il dolce.
  • Ore 22.40: aprite la porta e trovate vostra madre che russa mentre il bambino gorgheggia con piacere.
  • Ore 22.50: Messo a letto il bimbo, vi mettete anche voi sotto le coperte. La prossima volta portare anche lui a cena. Un bambino lo puoi gestire, una nonna ansiosa no.



 

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