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Bambini al mare: come prevenire malori e congestioni

Pochi giorni fa un bambino di 5 anni è annegato a causa di un malore. Come difendere i bambini dai rischi dell'acqua

Un bimbo di 5 anni di nazionalità cinese è morto al mare mentre nuotava. Causa della morte una congestione: il piccolo aveva mangiato poco prima di tuffarsi e ha avuto un malore dopo pochi minuti. A nulla sono valsi i tentativi di rianimarlo, il bambino è morto in ospedale.


GUARDA IL VIDEO: BIMBI IN ACQUA CHE IMPARANO A NUOTARE CON LA CIAMBELLA


Il tragico episodio ci ricorda quanto sia importante seguire importantissime regole quando si trascorre la giornata al mare insieme ai bambini. Un'indagine della Croce Rossa statunitense ha mostrato quanto poco le persone sappiano delle precauzioni da prendere quando si sta in acqua e non sappiano come comportarsi in modo corretto in caso di emergenza.

Qualche esempio?
Molte persone credono che sia sufficiente fare il bagno in compagnia di qualcuno per essere più al sicuro oppure che basti fare il bagno con l'ausilio di galleggianti, come braccioli o ciambelle (LEGGI).
Ma la Croce Rossa ricorda che non sono sufficienti gli amici e neppure i braccioli per tenere i bagnanti al sicuro.
Inoltre è importante prevenire le congestioni. Dopo aver mangiato il sangue affluisce in maggiori quantità verso lo stomaco e l'apparato digestivo, per favorire la digestione, ma se ci si butta a mare l'acqua fredda oppure l'esercizio fisico fatto per nuotare possono richiedere maggiori quantità di sangue verso i muscoli, togliendoli allo stomaco e causando così una congestione digestiva.


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Meglio, quindi, aspettare un paio d'ore prima di far fare il bagno ai bambini se hanno fatto un pasto ricco, basta meno invece se hanno mangiato un piccolo panino. L'importate è che l'acqua sia bassa  e mai troppo fredda.

E come comportarsi se ci si accorge che qualcuno è in difficoltà?

"Raggiungere o gettare alla persona un dispositivo di salvataggio o di galleggiamento e dire a questi di afferrarlo, poi chiamare il 118, se necessario", spiegano dalla Croce Rossa.

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Ma molto spesso la persona che si trova in difficoltà difficilmente spreca energie per chiedere aiuto, ma solo per cercare di tenere la testa fuori dall'acqua per respirare, quindi è bene prestare attenzione ad altri segnali che possono indicare che un nuotatore ha bisogno di aiuto: cercare di tenersi a galla e agitare un braccio;  cercare di nuotare senza riuscire ad avanzare; aggrapparsi a una corda di demarcazione galleggiante; fluttuare sulla schiena agitando le braccia; tenere la braccia tese di lato o di fronte, premendo verso il basso per ottenere supporto, ma senza riuscire ad avanzare; essere posizionato verticalmente in acqua, ma non scalciare con le gambe; andare o essere sott’acqua per più di 30 secondi; galleggiare in superficie, a faccia in giù, per più di 30 secondi.

In questi casi gli esperti sconsigliano vivamente di entrare in acqua e salvare il nuotatore in difficoltà, a meno che non si abbia una preparazione specifica. Spesso le persone muoiono nel tentativo di salvare qualcun altro.


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