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Al cinema arriva "Mio papà" con Giorgio Pasotti

Al cinema la storia di Lorenzo e Claudia e del rapporto che lui riesce ad instaurare con il figlio della sua compagna

Mio papà

Quando si parla di famiglie allargate spesso non si ha un'idea realistica di ciò che vuol dire confrontarsi con i figli del proprio compagno o della propria compagna.

Saper gestire un rapporto così speciale e diverso da quello che si instaura tradizionalmente tra genitore e figlio è una grande sfida per chi si innamora di una persona che ha già dei bambini.

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Per questa ragione la storia raccontata dal regista Giulio Base nel film "Mio papà" - con Giorgio Pasotti, Donatella Finocchiaro e il piccolo Niccolò Calvagna -  è estremamente attuale.

Questa la trama del film.

Lorenzo è un uomo a cui piace la libertà, lavora come subacqueo su una piattaforma poco distante dalla costa adriatica, nella sua professione è uno dei migliori, ma non vuole nessun legame e se scende sulla terraferma è solo per divertirsi. Finché una sera incontra Claudia, bella, diversa dalle altre. Con lei è subito passione, forse amore, però Claudia non è sola: ha un figlio, Matteo, sei anni.
Lorenzo da principio vede la cosa come un ostacolo, ma dopo qualche scontro nasce tra i due una sorta di complicità, affetto, un vero rapporto tra padre e figlio.
Il destino porterà gli eventi verso una conclusione inaspettata.

Film da vedere al cinema a Natale

Come è nata l'idea di girare questo film?
Lo spiega il regista Giulio Base

Ricordo perfettamente la prima volta che abbiamo parlato di questo film con l'amico Giorgio Pasotti: eravamo in treno e non mi raccontava una semplice idea, mi raccontava un pezzo della sua vita. Ne sono stato rapito da subito perché era anche un pezzo della mia vita, che poi è simile a quella di moltissimi altri padri adottivi: l'esperienza di amare figli ‘non propri’.
Spesso mi ritrovo a pensare che con la mia figlia non di sangue il cimentarsi dell'affetto paterno sia ancora più forte, proprio perché non è dovuto, non è imprescindibile, non è immediatamente naturale. Ci si studia, e poi -solo poi- si sceglie di amarsi.

Potrei aggiungere qui discorsi altisonanti sul linguaggio del cinema e su ellissi e metafore di racconto... bla bla bla... ma stimo tutti voi che leggerete queste note per non sapere che sapete che un film non consta di quello. Un film sta soprattutto in un'idea di mondo che propone e sebbene non sia certamente io il prototipo del regista ribelle, nell'idea di mondo che questo film suggerisce c'è un tipo di amore paterno che - al momento - è fuorilegge.
 

Il film è uscito nelle sale il 27 novembre.

Una clip in esclusiva del film Mio Papà
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