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Legame madre-figlio: si ricrea in acqua

In alcuni casi può accadere, magari per ragioni di carattere medico, che un bimbo subito dopo la nascita debba essere allontanato dalla propria madre, come per un parto cesareo oppure nelle nascite premature. Ecco come ricreare il legame

548169Siamo ormai profondamente consapevoli dell'importanza del legame madre-figlio: un'unione primordiale in grado di sancire l'intera vita psichica di un individuo. In alcuni casi può accadere, magari per ragioni di carattere medico, che un bimbo subito dopo la nascita debba essere allontanato dalla propria madre, come in quelle situazioni che richiedano un parto cesareo oppure nelle nascite premature.
Sebbene si tratti di separazioni brevi e temporanee, non consentono l'immediato consolidamento del legame del bambino con la madre, ed ecco comparire anomalie nel ritmo sonno-veglia o legate alla nutrizione. Si tratta di turbe del comportamento del neonato che tuttavia non necessitano di facili allarmismi: infatti è possibile ripristinare il legame madre-figlio mediante un elemento presente in natura : l'acqua.

L'acqua, che nella psicologia è sinonimo di liquido amniotico e ci riporta alla figura delle nostre madri, è l'habitat naturale per un neonato: il bambino appare subito a suo agio immerso nella vasca del bagnetto (ovviamente con le dovute cautele) e se un neonato ha paura dell'acqua, ci si dovrebbe interrogare sul rapporto della madre con il proprio bambino. Ecco dunque l'intuizione di alcune equipes di medici che hanno proposto una terapia da effettuare in piscina, al fine di ristabilire un contatto corporeo tra la mamma ed il neonato, anche laddove quest'ultimo presenti risposte anomale a stimoli specifici o problematiche nella coordinazione neuromotoria. E' come se l'acqua in un certo senso, ricreasse quel caldo abbraccio che il piccolo percepisce all'interno dell'utero materno immerso nel liquido amniotico, e con questa terapia assolutamente graduale, riuscirà a raggiungere quello stato di galleggiamento che gli sarà possibile dopo essersi abbandonato alle cure amorevoli della madre, che da principio lo sosterrà in braccio nell'acqua della piscina. La terapia si esplica in un diverso numero di incontri, in base alle risposte del bambino e del tempo che gli sarà necessario per conseguire un certo grado di tranquillità in braccio alla madre, dalla quale verrà successivamente allontanato fino a che avrà raggiunto lo stato di galleggiamento individuale. A seconda dei disturbi presentati dal neonato, seguirà infine il programma terapeutico maggiormente adatto.

FONTI :   G.Enciclopedia Medica De Agostini

Antonella Marchisella
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