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Kinder+Sport promuove la “gioia di muoversi”

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Fare sport è importante per la buona salute, ma bisogna farlo con gioia. Lo ricordano gli esperti interpellati dal gruppo Ferrero per il progetto Kinder+Sport Joy of Moving

Kinder Sport Village Expo

"Uno stile di vita attivo contribuisce, non solo allo sviluppo fisico, ma anche a quello cognitivo, emozionale e sociale": è con questa consapevolezza che il gruppo Ferrero si è fatto promotore del progetto Kinder+Sport, Joy of Moving. Un'iniziativa lanciata nel 2005 che, ad oggi, è presente in 27 Paesi, Italia compresa, e che si rivolge ai più giovani.

Tra le tante attività promosse dal brand si inserisce anche quella di Expo 2015, a cui Ferrero partecipa come partner ufficiale e dove ha realizzato un'area dedicata ai bambini e alle famiglie. Un luogo coloratissimo che offre un percorso educativo pensato proprio per trasmettere la "gioia di muoversi" attraverso macchine motorie davvero originali, come grandi biciclette, cavalli di legno da cavalcare e far muovere manualmente e windsurf sui quali allenare l'equilibrio.

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Joy of moving: un confronto europeo

È qui che ci siamo recati anche noi per partecipare a uno dei tanti incontri promossi per discutere del l'importanza degli stili di vita attivi per i giovani. Il tema era "joy of moving meets Europe", per tentare un confronto con altre realtà europee impegnate a raggiungere gli stessi obiettivi. A partecipare alla discussione sono stati chiamati tre professori coinvolti in ricerche ed esperimenti sull'argomento: Claude Scheuer presidente di EUPEA (European Physical Education Association), il professor Paul Gately, fondatore di MoreLife (programma legato alla cura e prevenzione dell’obesità), e la professoressa Caterina Pesce dell'Università Foro Italico di Roma che ha condotto un esperimento presso il Kinder Village di Alba.

L'intenzione del brand è, infatti, mettere a confronto diversi modelli europei relativi all'attività motoria nei vari sistemi scolastici, partendo dalle premesse comuni secondo cui uno stile di vita attivo produce cittadini migliori e che un approccio in età precoce ha effetti benefici sia sul singolo che sull'intera comunità.

Claude Scheuer ha offerto una panoramica sull’attuale situazione europea relativa all’approccio del sistema scolastico con l’educazione fisica, partendo dal presupposto che “non c'è educazione senza educazione fisica”. Un assunto molto forte e significativo, se pensiamo a quanta poca importanza e spazio siano spesso dati a questa materia nelle nostre scuole. A sostegno di ciò Scheuer ha mostrato come l’inattività fisica in tenera età influisca negativamente sulla vita adulta dei soggetti. In sintesi: bambini inattivi diventeranno molto probabilmente adulti inattivi, andando incontro al problema dell’obesità e con effetti negativi anche sociali, legati ai costi sanitari che ne derivano. Di contro bambini attivi fisicamente

vanno meglio a scuola, ottengono migliori risultati, stanno meglio di salute, e hanno maggiori probabilità di rimanere attivi in futuro. La scuola è l’unico posto dove possiamo raggiungere tutti i bambini, perché tutti i bambini vanno a scuola e lì trascorrono larga parte della loro giornata.

Ovviamente la situazione europea varia molto da Paese a Paese, a seconda del livello economico di questi ultimi.

Il problema spesso è che nelle scuole elementari a volte l’insegnamento dell’educazione fisica è affidata a docenti generici. Questo ostacola un insegnamento corretto e completo per i ragazzi.

Con i bambini all'EXpo di Milano

Un altro aspetto molto interessante sottolineato da Scheuer è che

il livello di attività fisica svolto dai bambini dipende molto da quello dei genitori. Quindi è importante concentrarsi anche sui genitori per ottenere migliori risultati e aumentare la consapevolezza.

Il problema dell'obesità: Italia al terzo posto

Paul Gately ha portato il suo contributo, frutto di 15 anni di esperienza nel Regno Unito con il programma MoreLife che mira proprio a stimolare la consapevolezza e ad affrontare il “problema globale dell’obesità”.

Nel Regno Unito abbiamo esaminato il peso dei bambini negli ultimi 8 anni (dall’età di 5 anni in poi) e abbiamo scoperto che l’incremento significativo del peso arriva in età scolastica.

  ha spiegato Gately, che ha anche sottolineato un aspetto molto interessante:

L’obesità riguarda un gruppo limitato della popolazione che risulta più vulnerabile a questo riguardo. Questo ci permette di avere un approccio corretto, concentrandosi sui bambini più a rischio

Gately ha mostrato anche una tabella europea relativa al numero di persone obese nella quale l’Italia si trova al non invidiabile terzo posto, dopo Grecia e Spagna. Il problema non è da sottovalutare, visto che conseguenze dell’obesità sono anche il diabete, gli ictus infantili, la depressione, i problemi cardiovascolari, una bassa autostima e quindi anche una minore probabilità di portare a compimento gli studi, di sposarsi e mantenere il posto di lavoro.
Ultima a intervenire è stata la professoressa Pesce, che ha parlato della sua esperienza al Kinder Village di Alba (storica sede di Ferrero), dove viene messo in pratica un approccio diverso all’attività fisica, strettamente connesso, appunto, alla “gioia di muoversi”, come recita il claim di tutto il progetto.

Attività mente-corpo aumentano la creatività

Molto appassionato e sentito è stato il suo intervento in cui la professoressa ha voluto precisare il suo intento iniziale nel prendere parte al progetto:

Non limitare l’attività motoria associandola a un semplice consumo di calorie, bensì a una vera e propria educazione, attraverso il gioco.

In quest’ottica ha preso vita l’esperimento portato avanti al Village, dove si è svolta una ricerca scientifica della durata di 3 anni,

volta all'implementazione di un nuovo metodo educativo in grado di contribuire allo sviluppo psicomotorio del bambino e del cittadino di domani

La professoressa ha mostrato gli incoraggianti risultati secondo i quali “la percentuale di bambini con qualche problematica motoria che sono passati ad averne meno o non averne più è risultata più alta nel nostro gruppo sperimentale Joy of Moving”. Tra le attività proposte rientravano le abilità locomotorie (correre, saltare, galoppare) e la capacità di controllo degli oggetti (manipolare, lanciare, acchiappare). Approfondendo il tema della creatività la professoressa Pesce ha mostrato come

le attività mente-corpo stimolano alcuni fattori chimici nel cervello che aumentano la creatività dei bambini e l’originalità di pensiero

Il filo conduttore di tutto lo studio, ribadito nelle conclusioni dalla professoressa Pesce, resta 

il Joy of moving, la gioia di muoversi, per rimanere tutti attivi per tutta la vita. Altrimenti tanti vengono persi per strada, con le conseguenze gravi che abbiamo visto.

Se volete approfondire l’argomento potete consultare il libro Joy of Moving (Calzetti Mariucci), di cui la professoressa Pesce è uno degli autori e che spiega un metodo educativo che parte “dallo sviluppo del corpo in movimento per giungere alla formazione del cittadino” e insieme offre 80 schede di giochi di movimento da fare a casa e all’aria aperta coi bambini

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