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Il Drago Invisibile: un’incredibile avventura Disney per tutta la famiglia

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Un film pieno di spunti, temi e di emozioni: la versione live action targata Disney de Il Drago Invisibile è da vedere abbracciati ai propri bambini, per ricordare - anche da grandi - che “Se non vedi qualcosa non vuol dire che non esista”

Il Drago Invisibile recensione

Coraggio, paura, amicizia, bisogno di affetto, appartenenza, stupore, crescita, perdita, ricerca di sé, rispetto del diverso e della natura. Sono davvero tanti i temi racchiusi ne Il Drago Invisibile, il nuovo film Disney in arrivo al cinema il 10 agosto (anche in 3D) e che vi consigliamo di andare a vedere coi vostri bambini. Lo apprezzeranno i più piccoli (già dai 3-4 anni), ma piacerà anche ai più grandicelli e agli adulti, per i quali, questa sarà un’occasione preziosa per condividere con i propri figli tante emozioni e affrontare argomenti importanti.

Noi genitori sappiamo molto bene, infatti, quanto un bel film, con una storia coinvolgente e ricca di spunti possa essere, oltre che un bellissimo momento di svago condiviso, anche una grande chance per far nascere domande e dare voce a paure e dubbi nei nostri bambini.

Il Drago invisibile, trailer

Il Drago Invisibile: un’avventura senza tempo

Molte di noi ricorderanno di certo il musical in tecnica mista (ovvero realizzato sia col live action che con l’animazione) del 1977 Elliott, Il Drago Invisibile, con protagonisti il piccolo Peter (in carne e ossa) e il simpatico draghetto verde con ali rosa (in versione cartoon). Un pezzo cult dell’infanzia di noi mamme che ora torna in una forma completamente rinnovata e differente - sia nella trama che nella resa visiva - per i nostri bambini. Questa volta la storia è ambientata nelle lussureggianti foreste del Pacific Northwest americano, in un passato che ha il sapore degli anni ’70-80 ma che non è mai definito, come spiega anche il regista e sceneggiatore David Lowery:

Ambientare la nostra storia nel passato ci ha consentito di immergere il film in un’atmosfera senza tempo: non è chiaro in quale epoca storica sia ambientato, ma si capisce che ci troviamo in un periodo passato.

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Il bisogno di affidarsi e di non essere soli

Sopravvissuto a un incidente stradale che uccide entrambi i suoi genitori, il piccolo Peter (5 anni) trova il coraggio di uscire dalla sua auto capovolta e di addentrarsi nella foresta in cerca di qualcuno o di qualcosa che possa aiutarlo e proteggerlo. È qui che incontra per la prima volta un enorme e docile drago, a cui darà il nome di Elliott, il cucciolo protagonista del libro che stava leggendo poco prima. Il desiderio di affidarsi a qualcuno è proprio una delle prime tematiche affrontate nel film ed emerge subito nella sua accezione più pura, ovvero nell’ingenuità autentica e istintiva di un bambino che sa di avere bisogno di qualcun altro per poter vivere e crescere. Una verità tanto semplice quanto illuminante e che riempie noi adulti di un’immensa e bellissima responsabilità.

Gli anni (6 per la precisione) passano e il piccolo Peter cresce, come un piccolo selvaggio, insieme ad Elliott, che diventa per lui un inseparabile compagno di giochi, nonché fonte di protezione e affetto. Meravigliose le scene che raccontano questa amicizia, con le corse sui prati, i salti tra gli alberi, i voli nei cieli limpidi e i bagni nei torrenti. Grande merito di ciò va anche alla Weta Digital, la compagnia per gli effetti speciali (famosa per la trilogia de Il Signore degli anelli, Lo Hobbit e molti altri film di successo) che ha saputo realizzare in digitale un drago dall’aspetto amichevole e rassicurante, animandolo in modo davvero sorprendente.

La paura di crescere e il desiderio di famiglia

Trasformatosi in una sorta di “creatura del bosco”, Peter rimane folgorato quando, dall’alto di un ramo, avvista una bambina, Natalie (Oona Laurence), figlia di Jack (Wes Bentley) proprietario della segheria locale, giunto nel bosco per controllare il lavoro di disboscamento (senza scrupoli) svolto dal fratello Gavin (Karl Urban). Quest’ultimo rappresenta nel film l’animo corrotto degli adulti, e le derive di egoismo che li trasformano in esseri incapaci di meravigliarsi di fronte alla bellezza e al mistero delle cose.

Con loro c’è anche la protagonista femminile del film, Grace, guardia forestale amante della natura a tal punto da aver fatto della sua difesa una missione di vita. A interpretarla è Bryce Dallas Howard, che con la sua dolcezza ricorderà al piccolo Peter la tenerezza di sua madre, scatenando in lui il desiderio di avere ancora una famiglia. Un desiderio che dovrà confrontarsi al tempo stesso col dolore per la perdita (dell’amico drago) e la paura di crescere.

L’attrice ha raccontato di avere accettato subito con entusiasmo la parte e di avere da sempre un legame speciale con il film originale:

Durante l’infanzia, era uno dei miei film preferiti. Elliott Il Drago Invisibile è il primo film che ricordo di aver visto. Quel film possiede qualcosa di unico… non so cosa sia, ma ogni volta che lo vedo mi sembra di tornare bambina.

La nuova versione del film ha letteralmente conquistato la Howard che ha commentato:

È un film intelligente per tutta la famiglia, ma si tratta anche di un’avventura avvincente. I migliori film Disney sono quelli catartici, incentrati su personaggi che inizialmente non hanno nulla, ma poi riescono a ottenere tutto ciò che desideravano e anche di più. Quei film aiutano i bambini a gestire emozioni complesse e David (Lowery, il regista ndr) è riuscito a fare la stessa cosa con Il Drago Invisibile

Proprio grazie all’incontro con Grace e con gli altri personaggi positivi del film il piccolo Peter sentirà risvegliarsi dentro di sé anche il senso di appartenenza al genere umano. Contemporaneamente, però, scoprirà anche la crudeltà e l’egoismo di uomini come Gavin, pronti a tutto pur di ottenere successo e fama, anche di catturare una creatura fantastica e pacifica come il drago Elliott.

La capacità di stupirsi e di credere all’incredibile

A fare da contraltare a Gavin c’è anche un altro protagonista maschile nel film, il signor Meacham (Robert Redford), un vecchio intagliatore di legno nonché affettuoso padre di Grace. Lui, con la sua capacità di “stupirsi” e di credere alla “magia della vita” rappresenta il lato migliore dell’adulto e la possibilità di crescere, conservando il fanciullino che è dentro ciascuno. "Se passi la vita a credere solo a quello che hai davanti agli occhi rischi di perderti molte cose" dice l’uomo a un certo punto a sua figlia Grace, che non accetta di credere al racconto del piccolo Peter, sul suo amico drago. Un racconto a cui invece Meacham crede subito.

Lui stesso, molti anni prima, aveva infatti incontrato Elliott in quella stessa sconfinata foresta. Un incontro stravolgente a cui, invece di rispondere con la paura e lo scontro, l’uomo aveva risposto con l’accettazione dell’incredibile, cambiando per sempre il suo modo di guardare il mondo e le persone. Ecco perché il personaggio di Redford diventa il portavoce del messaggio chiave del film, che lui stesso esplicita in una battuta rivolta sempre alla figlia: “Se non vedi una cosa non vuol dire che non ci sia”.

Il momento del suo nuovo incontro con quel drago visto molti anni prima sarà molto emozionante, ma il resto della storia è da scoprire al cinema…

Informazioni su "Il Drago Invisibile"

  • Data di uscita: 10 agosto 2016
  • Regia: David Lovery
  • Attori: Oakes Fegley, Bryce Dallas Howard, Wes Bentley, Karl Urban e Robert Redford
  • Distribuzione: Walt Disney Productions
  • Walt Disney Studios su Facebook
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