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Come regalare ai bambini un’estate in stile anni Settanta

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Se ripensiamo a noi da piccole ricorderemo di aver vissuto estati fantastiche, all’insegna della libertà. Ecco una lista di attività per regalare ai bambini un'estate in stile anni Settanta

I bambini nell'estate anni '70

L’estate con i bambini: più che un miraggio, per molte mamme affette da manie di perfezionismo può rappresentare un periodo di stress e super lavoro. Da ogni dove ci giungono consigli su cosa fare con i bambini in questa stagione, perché il solo gestirli senza il supporto della materna o del nido sembra non essere sufficiente.

Vuoi forse negargli una piscina gonfiabile in giardino dove organizzare festicciole a base di ghiaccioli vegani fatti in casa e spiedini di anguria biologica tagliata a stellina e cuoricino? O la gita all’imperdibile parco naturale a 6 ore di macchina, cui seguirà un viaggio di rientro all’insegna della discussione familiare sulle teorie scientifiche appena apprese?

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E non penserai forse di tenerli meno di un mese al mare, provandoli dell’aria buona e dello iodio che fa diventare intelligenti, anche se ciò significa vendere un rene per pagare l’affitto di un bilocale che in alta stagione costa quanto un attico a Mahnattan? Ma se ripensiamo a noi bambine ricorderemo di aver vissuto estati fantastiche, all’insegna di una libertà anche data dalla generale assenza di spettatori adulti: sia che si andasse in spiaggia, sia al parco, generalmente nostra madre si limitava a sguinzagliarci e dimenticarsi di noi fino al calar del sole.

Il problema cibo era molto ridimensionato rispetto al resto dell'anno, nel tacito presupposto che erano vacanze anche per lei, che ci guadagnava in buonumore e serenità. A nessuno importava nulla o quasi di dettagli di trascurabile importanza come avere vestiti puliti. Noi bambini sapevamo bene come fare per divertirci, e lo facevamo da soli. Ma come fare a trovare un compromesso tra la felice inconsapevolezza degli anni Settanta e Ottanta e gli standard di oggi?

  • Giocare fuori

D’estate è quasi obbligatorio vivere fuori di casa: in spiaggia se è possibile, ma anche in giardino, o al parco, o in piscina. Anche il solito campo giochi o centro estivo può diventare il palcoscenico ideale per giocare a nascondino, cercare le coccinelle, trovare l’incredibile nell’ordinario, mentre la mamma si rilassa leggendo una rivista sotto l’albero. Ecco, forse bere dalla stessa fontanella dei cani lo si può evitare.

  • Mangiare ciò che si vuole

La classica pizzetta unta e dura come una ciabatta dopo il bagno. Succhi di frutta pieni di zuccheri e niente affatto biologici come se piovesse. Gelati confezionati e the freddo alias “il male incarnato”, fatto con la polverina. Sciroppi densi e stomachevoli versati dentro un bicchiere di ghiaccio triturato con la macchinetta a manovella per fare la granita.

Questi sono solo alcuni dei grandi must delle nostre estati da bambini: probabilmente nessuna di noi oggi avrebbe il coraggio di distribuire ogni giorno pezzi di focaccia come pranzo, ma qualche piccolo strappo alla regola non li ucciderà.

  • Pigiama Party

Probabilmente quando eravamo bambini c’era molta più disinvoltura nel lasciare il bambino a dormire da un amichetto: i pigiama party erano piuttosto frequenti e permettevano alle coppie di genitori di passare a turno una serata in santa pace. Anche oggi lo si può senz'altro organizzare con gli amichetti i cui genitori sono nostri amici, persone di fiducia.

  • Giocare senza i giocattoli

Il garage o la cantina erano miniere di oggetti interessantissimi con cui riuscivamo a divertirci per ore, molto più che con qualsiasi altro giocattolo. Tutto ciò che è spazzatura pronta per la discarica può fare la felicità di un bambino: nemmeno Google saprebbe dire come intrattenersi per mezza giornata con due pezzi di compensato e una corda, ma i bambini lo sanno.

  • Fare gli “spettacoli”

Prendi quattro o cinque bambini che si vedono ogni giorno al parco, in piscina o in spiaggia, e, almeno all’epoca, era altamente probabile che mettessero in piedi uno “spettacolo” che consisteva in una recita o nel semplice cantare e ballare senza alcun senso apparente. Tutto questo lo facevamo senza il minimo intervento degli adulti: niente tema, niente costumi ne’ indicazioni di alcun tipo. E nessuno lo riprendeva o lo metteva su Youtube: era solo una cosa di quel momento. Almeno in estate, lasciamoli fare.

  • Costruire una fortezza in cortile

Oggi, se vedessimo uno dei nostri figli uscire in cortile armato di copripiumino seminuovo e scatoloni di cartone, subito ci intrometteremmo cercando di limitare i danni e offrendoci di "aiutarlo": in realtà, se la pensiamo come negli anni Settanta, la cosa non ci riguarda affatto.

  • E i veri giocattoli?

Nel bagagliaio dell’auto in partenza per le vacanze gli unici giochi che trovavano posto erano: un freesbee, una palla, un hula hoop, l’aquilone, eventualmente i pattini. E nessuno ci fotografava o riprendeva mentre li usavamo.

  • I “programmi”

Queste erano alcune delle semplicissime attività dei bambini nelle estati degli anni Settanta e Ottanta da cui prendere ispirazione. E le mamme? Probabilmente, la regola d’oro era solo una: nessun programma, ne’ appuntamenti, ne’ liste, ne’ itinerari. Altrimenti che razza di vacanza è?

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