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Da Barbie alla vita reale: quando la passione per il canto invade la vita dei bambini

E' uscito il nuovo cartone animato di Barbie, che prova a diventare una pop star, e sono sempre di più i bambini di oggi che sognano di poter diventare cantanti: ecco cosa ne pensa il musicologo Riccardo Nardozzi

Lo scorso 3 ottobre è uscito in Dvd il nuovo cartone animato di Barbie (GUARDA LE FOTO), la famosa ed amata bambola della Mattel. In "Barbie La Principessa e La Popstar", Barbie è alle prese con il desiderio di cantare, salire su un palco e diventare una Popstar. Un argomento oggi, molto attuale anche grazie ai tanti programmi televisivi musicali che portano i nostri bambini a sviluppare un desiderio analogo. Abbiamo intervistato Riccardo Nardozzi, Musicologo, Musicista ed Insegnante Didatta Aigam, autore di libri, saggi ed articoli sull’apprendimento musicale del bambino e sulla Music Learning Theory.



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Oggi sono sempre di più i bambini che sognano fin da piccoli di poter  cantare e magari di salire su un palco. Secondo la vostra esperienza,  quanto questo rispecchia veramente i desideri dei più piccoli e quanto quelli dei genitori?
Mi sono sentito spesso chiedere da mamme o papà se l’età del proprio piccolo fosse giusta per iniziare lo studio del  canto o per iniziare a suonare uno strumento musicale. La verità è che prima dell’età anagrafica del bambino conta molto l’età musicale del piccolo. Si tratta di una distinzione a cui tiene molto il Prof. Edwin Gordon, musicista, ricercatore, psicologo della musica ed autore della Music Learning Theory, la teoria di apprendimento musicale del bambino che, come insegnante AIGAM (Ass. Italiana Gordon per l’Apprendimento Musicale) porto avanti nei miei corsi di musica con bambini.

Se un bambino viene accompagnato fin dai primissimi anni di vita all’apprendimento musicale attraverso una guida informale che provenga da un adulto competente musicalmente e/o dai genitori, il bambino avrà molte possibilità di considerare la musica come parte integrante del proprio patrimonio espressivo e comunicativo, per cui sarà per lui naturale cercare la musica e continuare quando sarà più grande. Diverso è il discorso se i suoi genitori lo spingono in modo forzato, direttamente o indirettamente, consciamente o inconsciamente,senza rispettarne i tempi di apprendimento e le fasi di sviluppo musicale, cognitivo ed emotivo. Se il desiderio è dei genitori ben venga, nella misura in cui questo faccia compiere loro tutti quei passi necessari e attenti che coinvolgano intelligentemente il piccolo, mettendogli a disposizione un ambiente ricco di stimoli musicali e rivolgendosi ad insegnanti competenti.







Qualora vi capitasse di accorgervi che il bambino è spinto all’attività del canto più dal genitore che per scelta personale, che accorgimenti prendete?
L’insegnamento di qualsiasi strumento musicale e del canto più di tutti, deve arrivare se il bambino è pronto musicalmente ed emotivamente. E’ importante far capire al genitore che la musica è un patrimonio comunicativo, artistico ed emozionale importante, ma il cui apprendimento rispetta stadi e fasi molto precisi, proprio come accade per l’apprendimento linguistico. Un bambino che non abbia superato la fase delle vocalizzazioni musicali, e che non sia arrivato ancora a coordinare i suoni che emette e canta con il respiro ed il movimento del corpo, non è ancora pronto per intraprendere lo studio di uno strumento musicale. E’ necessaria un’attività di compensazione che attraverso l’esempio diretto dell’adulto che canta, si muove e conduce attività musicali insieme al gruppo di allievi, porti il bambino alla possibilità di sviluppare la propria audiation, ovvero il proprio pensiero musicale. Non è assolutamente scontato che un bambino di 6, 7, 8 anni o più abbia trovato la propria voce cantata se non è stato opportunamente guidato.

Non tutti conoscono il vostro metodo di insegnamento. In cosa consiste e perché si differenzia dagli altri?
I nostri corsi di musica si basano, come ho detto, sulla Music Learning Theory (MLT)di Edwin Gordon. Più che di un metodo si tratta di una vera e propria teoria dell’apprendimento musicale. La MLT mette infatti a disposizione dell’insegnante un apparato teorico che spiega passo per passo le fasi di sviluppo musicale del bambino, e un modello pratico che spiega cosa fare e cosa proporre al bambino a seconda dello stadio di apprendimento musicale in cui si trova. Seguiamo i nostri allievi fin dalla nascita. L’attitudine musicale del bambino è massima al momento della nascita e poi, se non stimolata efficacemente da un ambiente ricco di stimoli musicali tende a decrescere fino a stabilizzarsi all’incirca ai 9 anni di età del bambino. Per questo è molto importante fare moltissimo fin dai primi mesi di vita. Ciò che distingue in modo particolare la MLT dalle altre metodologie di apprendimento musicale sta nel cuore della MLT stessa: l’audiation. Assolutamente necessaria per la comprensione della musica, l’audiation può essere spiegata facendo una analogia con il linguaggio. Quando parliamo, o ascoltiamo qualcuno parlare, ‘conserviamo’ le parole appena dette o ascoltate, all’ interno di una sequenza che ne mantiene il significato. Questo ci consente di non perdere il filo del discorso e di anticiparne l’evoluzione. Lo stesso procedimento avviene per i suoni di un brano musicale ascoltato o eseguito. Nei nostri corsi aiutiamo tutti i bambini allo sviluppo della propria audiation, attraverso il canto, il corpo in movimento, il gioco, silenzi ricchi di eco interiori, ascolti e produzione di brani. 



GUARDA LE FOTO: Bambini e musica



Tutti i bambini possono accedere al vostro programma di insegnamento? E da che età consigliate di frequentare il vostro corso?
Gordon sostiene che la capacità potenziale di comprendere la musica non è un’attitudine speciale concessa a pochi eletti ma che tutti gli esseri umani la possiedono. Per cui ogni genitore è invitato fortemente a portare i bambini a questo tipo di corsi di musica. Riguardo l’età mi riallaccio a quanto detto precedentemente. Se parliamo di apprendimento musicale non è mai troppo presto mentre potrebbe essere facilmente tardi. Per questo l’ideale è cominciare con i corsi di Musicainfasce®, che si rivolgono ai bambini dai 0 ai 36 mesi. Se parliamo  di uno strumento musicale il discorso cambia: è importante considerare, come dicevo più sopra, non tanto l’età anagrafica del bambino quanto la sua età musicale e le sue pregresse esperienze con la musica.

Quali sono i benefici che pensate possa trarne un bambino da questa attività?
Attraverso i nostri corsi di musica, a prescindere dal fatto che il bambino possa un giorno essere un musicista professionista o meno, un cantante di successo o meno, sarà sicuramente comunque un individuo capace di scegliere, ascoltare e produrre musica con passione e partecipazione. Ritengo che la musica contribuisca all’arricchimento del patrimonio comunicativo, espressivo ed emozionale di ciascun bambino. L’educazione musicale incoraggia una crescita più sana, armoniosa e completa dell’individuo, in modo prezioso, ricco ed importante. La musicalità innata nel piccolo dovrebbe sempre poter essere salvaguardata. Se la musica può essere infatti una preziosa alleata per il bimbo nel suo percorso di crescita, sarà poi per lui sempre un’altrettanto preziosa alleata nella vita.



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La consigliereste come terapia per bambini con problemi comportamentali o psico-motori?
Anche se durante i nostri corsi di musica ho assistito spesso a grandissimi benefici che la musica ha portato a piccoli con ritardi psico-motori, o problemi nell’apprendimento linguistico, o di altra natura, con mio grande entusiasmo e commozione, ci tengo tuttavia a sottolineare che i nostri corsi si rivolgono ai bambini e agli adulti nella misura di un percorso di educazione musicale. L’educazione musicale è altro rispetto alla musicoterapia. I musicoterapisti lavorano con gli strumenti che la musica mette loro a disposizione per aiutare ed agevolare nell’espressione bambini e adulti con difficoltà o individui diversamente abili. Non è quello di cui ci occupiamo noi. Il nostro obiettivo, per dirla direttamente con Gordon, è quello di favorire la crescita di generazioni capaci di ascoltare e di capire la musica, di comunicare musicalmente, di fare musica nelle loro famiglie, con i loro amici, di improvvisare.

Per maggiori informazioni sui corsi suddetti si rimanda ai siti internet www.muped.eu e www.aigam.org. Ed ecco una clip tratta dalla nuova avventura di Barbie:

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