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Bambini attratti dalla televisione: fa male?

La televisione è davvero tanto nociva per i nostri bambini? Quanto tempo possono stare i bimbi davanti alla TV? Quali sono i programmi più adatti a loro? Spesso genitori ed educatori criticano l’effetto della televisione sulla vita dei bambini e le motivazioni sono diverse

kidstvLa televisione è davvero tanto nociva per i nostri bambini? Quanto tempo possono stare i bimbi davanti alla TV? Quali sono i programmi più adatti a loro? Spesso genitori ed educatori criticano l’effetto della televisione sulla vita dei bambini e le motivazioni sono diverse.
A differenza di un gioco con vere persone e oggetti, guardare la tv non richiede nessuna partecipazione, manipolazione fisica o concentrazione ma, allo stesso tempo, ha un fascino indiscutibile.

Per i bimbi infatti, la combinazione di immagini e suoni, di movimenti e colori rende il televisore un mezzo con un grande potere comunicativo. Ecco perché è indispensabile che i momenti che un bambino trascorre davanti allo schermo siano pochi e ci sia sempre un controllo vigile da parte degli adulti.

Quanto tempo possono trascorrere i bimbi davanti alla TV? Siamo di fronte ad un grande dilemma. All’interno di giornate scandite da scuola e attività sportive i piccoli spettatori possono guardare limitatamente la tv a patto che i programmi o i cartoni animati vengano scelti accuratamente dagli adulti per la loro qualità e che i divieti vengano motivati da spiegazioni esaurienti da parte di mamma e papà.

Solo così si potrà abituare i piccoli a sviluppare un atteggiamento critico nei confronti di ciò che vedono e si insegnerà loro a scegliere il meglio.

Personalmente sono a favore dei cartoni animati in DVD con le storie classiche come Pinocchio, Biancaneve, Cenerentola o Peter Pan. La costruzione delle scene e dei personaggi è stata studiata da team di psicologi, pediatri e pedagogisti al fine di proporre ai piccoli un prodotto di qualità senza spaventarli in alcun modo.
Il modo migliore di presentare un DVD animato è quello “a tempo”. La pedagogia moderna raccomanderebbe di non far stare i piccoli per più di mezz’ora al giorno davanti al televisore, la mia esperienza come educatrice prima, pedagogista e mamma poi, suggerisce di dividere il DVD in primo e secondo tempo, da guardare in due giorni diversi. Di solito un cartone animato dura circa 90 minuti: il bambino potrà guardare la prima parte del DVD in un giorno e la seconda parte in un altro.

Il sabato e la domenica rappresentano una eccezione a questa regola: il DVD può essere suddiviso tra mattina e pomeriggio e, visto che siamo più liberi anche noi genitori, potremmo sederci tranquillamente accanto ai nostri bambini e guardare i cartoni animati con loro in modo da poter rispondere alle loro innumerevoli domande.

Il problema della relazione bambino-tv però riguarda anche i più piccoli. Bambini di pochi mesi, attratti da immagini e suoni, possono affezionarsi al televisore prima ancora di coglierne il significato perché percepiscono quello che vedono e sentono come una persona.
È una cattiva abitudine perciò lasciare che la tv rimanga accesa come sottofondo, che ci si abitui a lei come a un amico o che venga vissuta come un’alternativa al gioco.
Bisogna sempre tenere presente inoltre che il modo con cui un bambino guarda la televisione è diverso da quello con cui la guarda un adulto.

I più grandi guardano la tv principalmente per divertirsi e rilassarsi, mentre un bambino la utilizza per farsi un’immagine del mondo, per capire meglio ciò che lo circonda. Cerchiamo quindi di vedere telegiornali e film con scene non adatte ai piccoli quando questi non sono presenti nella stanza, o, meglio ancora, mentre dormono.
Fin verso i sei/sette anni infatti, un bimbo non è in grado di distinguere sempre le immagini vere da quelle false: ecco perché un programma contenente scene violente o poco adatte a lui potrebbe non solo dargli dei cattivi esempi ma anche turbarlo.
Seguendo queste poche norme di buon senso, sicuramente, potremo vivere con serenità i momenti selezionati di televisione insieme ai nostri bambini

A cura della pedagogista dott.ssa Mariaelena La Banca

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