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The Dream Cradle, Renault e Chicco presentano la culla dei sogni

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Dalla collaborazione tra Renault e Chicco, è nata The Dream Cradle, la culla dei sogni, la prima base per navicella in grado di riprodurre i movimenti dell’automobile. Ecco come funziona e quando sarà possibile acquistarla

The Dream Cradle, la culla dei sogni

In occasione del Sei Nazioni di Rugby, lo scorso 10 marzo, nella suggestiva cornice dello Stadio Olimpico di Roma, Renault, sponsor ufficiale degli Azzurri, e Chicco hanno presentato un progetto a misura di bambino e, forse anche di più, a misura di genitore. Si tratta di The Dream Cradle, la prima base per navicella capace di riprodurre le oscillazioni dell’automobile che, come tutti i genitori sanno, hanno il potere di conciliare il sonno anche dei bimbi più irrequieti e insonni. Un progetto che molte mamme e papà apprezzeranno e con il quale Chicco e Renault vogliono correre insieme per il miglioramento della qualità della vita dei loro principali clienti: le famiglie.

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The Dream Cradle, cos’è

Da anni molti genitori desiderano un’invenzione del genere, qualcosa che possa evitargli di uscire a qualunque ora del giorno e della notte, in preda alla disperazione e allo sconforto, per mettersi in macchina con il proprio bebè, perché sembra essere questo l’unico modo per farlo addormentare. Ma se ci fosse un piano B? Una soluzione più comoda e meno stressante per le mamme e i papà italiani e non solo? Proprio pensando a loro, Renault, azienda automobilistica che da sempre punta all’Easy Life per i suoi clienti e Chicco, leader nella comodità e nella sicurezza del bambino a 360 gradi, hanno iniziato un’interessante e produttiva collaborazione.

Nuove tecniche infallibili per far dormire i bambini

The Dream Cradle rappresenta la prima soluzione nata dalla partnership tra le due aziende, che sarà messa a punto nei prossimi mesi e presentata ufficialmente e portata nei negozi e nelle concessionarie nella seconda metà del 2017.

The Dream Cradle, come funziona

La base-prototipo creata da Renault e Chicco può essere attaccata ad ogni presa di corrente, su di essa va posizionata, ad incastro, la navicella, la quale inizierà ad essere cullata, proprio come fa l’automobile in strada. I movimenti della base sono regolabili attraverso un’app scaricabile sul proprio dispositivo mobile, che permette di cambiarne intensità, direzione e pendenza. The Dream Cradle è stata pensata soltanto per navicella (e non per ovetto o altri tipi di culla), proprio perché, come Marco Schiavon - Regional Manager Chicco Italia, Spagna e Portogallo – ha spiegato all’anteprima stampa, è la navicella il posto giusto dove i neonati devono dormire per periodi più o meno lunghi.

La collaborazione con Renault e con la Fir è nata parlando di un argomento comune e cioè del fatto che la maggior parte dei bambini si addormentano in macchina; ci siamo interrogati su una possibile soluzione e da lì è partito questo progetto. Il prototipo di The Dream Cradle è ancora in via di perfezionamento e sarà pronto per la seconda metà dell’anno - ha dichiarato Schiavon, sottolineando che, nel processo di perfezionamento, c’è anche l’idea di rendere la base compatibile con altre navicelle Chicco.

Sebbene non sia ancora possibile parlare di un prezzo preciso, Marco Schiavon ha infine aggiunto che il costo The Dream Cradle dovrebbe aggirarsi intorno ai 100 euro.

Siamo partiti da un’esigenza reale – ha raccontato Francesco Fontana Giusti, Direttore Comunicazione & Immagine Renault Italia – quella dei genitori che molto difficilmente riescono ad addormentare i loro bambini; c’è però uno stratagemma, che funziona da tante e tante generazioni, ed è quello di portare il bambino in auto, poiché questa concilia il sonno. L’unico problema è che una volta arrivati sotto casa il bambino ricomincia a piangere. Partendo da questa reale difficoltà, Renault, che fa del concetto Easy Life la sua promessa al cliente, ha trovato in Chicco, leader nel settore dell’infanzia e specialista dei bambini a 360 gradi, il partner ideale per fornire una risposta concreta a questa esigenza ed è nato così The Dream Cradle - ha concluso Fontana Giusti.

The Dream Cradle, il papà testimonial The Dream Cradle non poteva che essere presentato da un genitore, da un papà nello specifico e, nell’ambito della Nazionale di Rugby, George Biagi sembrava essere il testimonial migliore. Diventato papà da pochi mesi di una femminuccia, la seconda linea della Nazionale italiana di Rugby si trova quotidianamente alle prese con il problema di far addormentare la sua piccola. Protagonista di un video spot divertente, George Biagi ha presentato The Dream Cradle, la culla dei sogni nata dalla collaborazione di Chicco e Renault, come la soluzione ad un dilemma che accomuna milioni e milioni di genitori. Niente più viaggi in auto a notte fonda, niente più paure che il bebè si svegli non appena il motore della macchina venga spento, perché, con The Dream Cradle il viaggio in auto si fa direttamente a casa, senza semafori, senza clacson, senza motore acceso. Non resta che attendere la seconda metà del 2017 per poter vedere e comprare la base innovativa presso i rivenditori Chicco e in alcune concessionarie Renault.

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