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Rigurgito, vomito e diarrea nei primi mesi

Nei primi mesi di vita è possibile che il bambino soffra di disturbi legati principalmente all’alimentazione quali vomito e diarrea. Ecco come comportarsi

di Beatrice Spinelli

Nei primi mesi di vita è possibile che il bambino soffra di disturbi legati principalmente all’alimentazione quali vomito e diarrea. Per i neo-genitori, soprattutto se alla prima esperienza, fenomeni del genere possono essere motivo di ansia e preoccupazione anche se non sempre sono il sintomi evidente di infezioni in atto.
È  importante innanzitutto saper distinguere il vomito dal rigurgito: quest’ultimo si presenta quando il bambino espelle, insieme all’aria inghiottita attraverso la suzione, una quantità esigua di latte.
Alcuni bambini rigurgitano il latte dopo ogni pasto e solo se ciò si verifica con una certa frequenza e con un espulsione abbondante, è bene consultare il pediatra (LEGGI).


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In genere basta controllare che non vi siano altri disturbi, che il bambino continui a bagnare il pannolino (LEGGI) di pipì come al solito e a crescere di peso; in questo caso, con il rigurgito, il bambino elimina il latte in eccesso. Seguendo alcuni semplici accorgimenti è possibile ridurre al minimo i fenomeni di rigurgito:
-  è importante tenere il più possibile dritto il bambino mentre lo si allatta in modo da permettere all’aria incamerata con la suzione di salire oltre il livello del latte;
- se il bambino è allattato artificialmente è bene controllare che il flusso del biberon non sia troppo lento e tenere il biberon nella giusta inclinazione in modo che la tettarella sia sempre piena di latte (esistono in commercio dei biberon che riducono al minimo il rischio l’ingestione di aria)
- è necessario fare attenzione a non muovere troppo bruscamente il piccolo subito dopo il pasto


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Se il latte eliminato è in quantità notevole e si presenta “a ricottina” si tratta di vomito. Tale sintomo, a prescindere da quale sia la causa del disturbo e soprattutto se accompagnato da diarrea, deve essere considerato un campanello d’allarme da non sottovalutare, perché può provocare una riduzione dei liquidi presenti nell’organismo. Considerate le esigue riserve idriche di un bambino di pochi mesi è importantissimo tenere sotto controllo tali fenomeni per scongiurare il rischio di disidratazione. La presenza di disidratazione nel proprio bimbo si può riconoscere se si notano:

- apatia
- lingua e bocca asciutte
- notevole diminuzione della produzione di urine 
- difficoltà nel risveglio

rigurgito-vomito-diarrea


In questo caso è importante cercare di far assumere al bambino molti liquidi in modo da scongiurare il rischio di disidratazione. In ogni caso, se si riconoscono tali segni e il vomito è accompagnato da febbre alta e difficoltà nell’assumere liquidi per bocca bisogna consultare il pediatra.

La diarrea non infettiva può essere il sintomo di intolleranze alimentari, può presentarsi come conseguenza dell’assunzione di antibiotici o può essere dovuta ad un’alimentazione eccessiva. Quando è causata da virus e batteri può accompagnarsi a stati di irritabilità, inappetenza e febbre. In questi ultimi casi bisogna consultare il pediatra, soprattutto se la diarrea si manifesta con frequenti scariche di feci liquide e verdastre le quali, è bene ricordarlo, sono estremamente irritanti per la pelle delicata del bambino.
Per ridurre al minimo il rischio di irritazione della pelle è importante lavare il sederino dopo ogni scarica usando acqua e un detergente delicato, e asciugarlo tamponando leggermente la pelle senza strofinare. Può essere utile in questo caso l’utilizzo di paste protettive contenenti ossido di zinco
 

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