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Il reflusso gastro-esofageo (o RGE)

Un articolo completo ed esauriente su uno dei disturbi più comuni del neonato: come si riconosce, come si cura, come è possibile confonderlo con altre malattie

di Sara Cignitti

Cos'è?
E' una condizione in cui il contenuto dello stomaco risale lungo l'esofago: è il classico "rigurgito".  E' assolutamente naturale, sia nel bambino che nell'adulto, e normalmente l'attività motoria dell'esofago riesce a far tornare prontamente nello stomaco il materiale che era risalito.

Come mai succede così spesso al bambino piccolo
Il reflusso nel bambino è favorito da un ritardo di maturazione dello sfintere esofageo inferiore: in un periodo che va dai due mesi a un anno - anno e mezzo di vita questo sfintere raggiunge le capacità di quello di un adulto; inoltre l'esofago del lattante non lavora bene come quello dell'adulto, è più lento nel rimandare indietro quanto proviene dallo stomaco.
Inoltre, non meno importante da segnalare, il latte, essendo un liquido, è sicuramente più facile da rigurgitare rispetto ad un cibo solido.


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Quando il reflusso gastro-esofageo è una malattia?
L'esofago, attraverso la faringe, collega la bocca allo stomaco: è un tubo delicatissimo, di colore arancione-rosato, ed ha il compito di convogliare il bolo alimentare.
Per questa sua funzione è tarato a sopportare un ph=7, ossia un ph neutro: il materiale che si trova nello stomaco invece è acido, ed è facile intuire che, a lungo andare, la risalita di questo materiale acido prima andrà a causare un' infiammazione, poi un'ulcerazione dell'esofago. (ulcerazione= ferita). Possiamo dividere il RGE in:
1) reflusso sintomatico funzionale--> la condizione tipica del lattante nei primi mesi di vita con rigurgito post-prandiale ed un quadro di benessere generale, in cui il reflusso è contenuto e il bimbo è in completo benessere. In questi casi non occorre intervenire.

2) malattia da RGE--> il reflusso è abbondante e molto acido, e si protrae per diverso tempo, arrecando danni all'esofago.

Quando possiamo pensare che sia malattia da RGE?
Se: il bambino presenta più di 3 vomiti a settimana, ha pianto notturno inconsolabile, diminuzione dell'appetito, diminuzione della crescita, rigurgiti frequenti a volte con strie di sangue.


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Segni tipici della malattia da RGE:
Il bambino rifiuta di alimentarsi, piange in coincidenza delle poppate perchè ogni deglutizione gli provoca dolore, gira spesso la testa da un lato (per far diminuire il reflusso), e nel rigurgito si trovano strie di sangue.

Altre manifestazioni di questa malattia sono: perdita di peso (perchè mangia di meno), tosse dopo il pasto (allontana così il reflusso), raucedine (l'acido brucia in gola), crisi di apnea notturna con possibile cianosi (il bambino ha le labbra bluastre), laringospasmo (ossia, il bimbo fa fatica a respirare. Può sembrare una crisi di asma, ma non lo è: è dovuta al fatto che il bambino può inalare il materiale acido, e in questo modo i polmoni cercano di difendersi dall'arrivo del corpo estraneo), "asma", specie notturna (vale quanto spiegato prima per il laringospasmo), polmoniti frequenti (il materiale inalato può causare una polmonite da ingestione, che guarisce più lentamente di una polmonite semplice. Se la malattia di base non viene curata, torna anche la polmonite).
Nelle forme severe si può arrivare all'anemia, per il sangue perso nelle feci e nel vomito.

Da cosa dobbiamo distinguere la RGE?
Questi sintomi posso essere espressione di altre malattie, per cui è necessario distinguerla da altre, che necessitano ovviamente di un altro approccio da parte dei genitori e del medico curante:
1) Malformazione delle prime vie digerenti
2) Intolleranze alimentari
3) Infezioni intestinali
4) Disordini del metabolismo (quasi sempre malattie ereditarie)
5) Malattie neurologiche (es: traumi cranici, infezioni, assunzione di farmaci che possono influire sul comportamento del bimbo)
6) Malattie respiratorie (es: asma)

Prendiamo in considerazione le più frequenti:
1) Queste malformazioni sono presenti dalla nascita, e le più comuni sono: stenosi del piloro e malrotazione intestinale.


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Il piloro è una valvola che si trova a monte dello stomaco, ed in questa patologia risulta essere ispessita, fino a chiudere completamente il passaggio del cibo nel duodeno: all'inizio si presenta con rigurgito, quando poi l'ispessimento muscolare si fa più evidente, la valvola si chiude del tutto, portando alla situazione de "bambino mangia e subito vomita". Quindi la differenza con RGE è l'evoluzione verso il vomito costante dopo ogni pasto. Si verifica con un' ecografia, e la soluzione è l'intervento chirurgico.

Di solito l'età in cui insorge il sospetto sono i 2 mesi, per questo percorso --> rigurgito-->vomito-->vomito proiettivo--> blocco della crescita. Situazione simile con la malrotazione, che dà sempre rigurgito e poi vomito. Si verifica con ecografia, clisma opaco, radiografia del piccolo intestino.

2) L'allergia al latte vaccino è una delle 6 allergie più importanti e frequenti dell'età pediatrica. Se il bambino è intollerante al latte vaccino lo dimostra rigurgitando e vomitando, l'organismo non permette di accettare un alimento che non è in grado di tollerare. Se si sospetta questa allergia, è necessario escludere l'alimento ed orientarsi verso le varie formule di latte artificiale, cercando quella con meno presenza di proteine del latte vaccino. Meglio di tutto, ed è quasi ovvio, sarebbe il latte materno

3) Si presentano in effetti come l'RGE (quindi rigurgito e vomito) ma hanno in più la componente diarrea, oltre spesso a presentarsi con febbre o febbricola, ed il bambino risulta disidratato: sono molto facili da diagnosticare, quindi non c'è da preoccuparsi.

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Come facciamo a sapere che si tratta di RGE?
La prima base fondamentale è il buon senso, ossia non allamarsi subito se il bambino presenta rigurgito, o vomito: se non c'è pianto o risveglio notturno e se il bambino cresce bene, non sono necessari accertamenti diagnostici, sono soltanto uno stress per il piccolo. Se invece il bambino ha costante rifiuto del cibo, pianto intrattabile, sintomi respiratori con broncocostrizione, o apnea, allora è il caso di verificare con degli esami adeguati, che verranno prescritti dal medico a seconda del caso.

Ci sono molti esami possibili, ma quello che è considerato il "gold stardand" (ossia, il migliore per risultati ed affidabilità) per verificare la presenza di RGE è la ph-metria , che dura per 24 h: il ph-metro è un sondino di diametro 1,2 mm, alla punta del quale è presente un rilevatore ph-metrico--> lo strumento è sensibile alle variazioni di ph e viene posizionato dal medico 4-5 cm sopra l'imbocco dello stomaco. Viene dato alla mamma questo ph-metro e le si chiede di registrare (su un apposito foglio dato dal medico) quando il bambino mangia, quando piange, quando tossisce. Queste registrazioni, dopo le 24 h, vengono messe nel computer e si controlla se nei momenti di pianto/tosse il bambino ha avuto il reflusso, oltre a verificare, con appositi parametri, se la misurazione ha trovato valori patologici (troppo acidi) o meno. E' un esame solitamente ben tollerato, che si può eseguire a qualunque età.

L'esame invece che verifica la presenza di possibili lesioni, dovute all'acido, all'interno dell'esofago, è l'esofagoscopia, con la quale possiamo vedere se ci sono ulcere sulla superficie dell'organo.


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Come si cura?
Prima di tutto, anche qua, io consiglio il buon senso, prima di arrivare a dare farmaci al bambino senza criterio: ricordiamoci che i farmaci, dati senza criterio, anche quelli da banco, creano più danni della malattia stessa. Di solito, come ho già detto, il problema si risolve spontaneamente nel 95% dei casi.
Un metodo efficace è l'ultilizzo della cosiddetta "posizione antireflusso": si solleva la testa del bambino, a letto, di 30 gradi, e tutto l'acido che poteva risalire mentre il bimbo è in posizione supina, grazie a questa inclinazione prontamente ritorna nello stomaco. La mamma, per calcolare l'inclinazione giusta, può utilizzare una penna: la mette sul letto e vede l'inclinazione alla quale la penna inzia a scivolare verso il basso.

NON è assolutamente vero che il bambino deve dormire in posizione prona: se vuole dormire nella posizione che preferisce va bene, ma l'importante è che abbia la testa sollevata. Per non far scivolare il bambino sul letto inclinato (scivolando potrebbe finire a testa in giù ed otterremmo l'effetto contrario, peggiorando la situazione) si possono utilizzare dei semplici accorgimenti, ad esempio mettendo un sacchetto di sabbia o di riso sotto il sedere che evita lo scivolamento, e un rotolo di asciugamani a destra e a sinistra per evitare che ruoti a testa in giù, oppure fissarlo con un'imbragatura (tipo paracadute).

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Se il rigurgito dopo pasto è il sintomo preminente può essere utile il frazionamento dei pasti.

Quando l'RGE è una malattia (e deve esserci quindi la conferma data dagli esami richiesti dal pediatra), vengono somministrati farmaci, volti a tamponare o ridurre l'acidità gastrica, a velocizzare lo svuotamento dello stomaco e rafforzare il tono dello sfintere esofageo.
In caso di insuccesso della terapia medica (evento molto raro, per fortuna), si ricorre all'intervento chirurgico, se si presentano le situazioni di: frequenti aspirazioni pomonari, peggioramento netto del quadro clinico e complicanze delle ulcere esofagee.
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