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Le principali preoccupazioni dei genitori quando i figli iniziano la scuola

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Quali sono le principali preoccupazioni dei genitori quando inizia la scuola? Tutto è cambiato e le ansie di oggi sono più complesse rispetto alle paure che avevano le nostre mamme

Preoccupazioni dei genitori quando inizia la scuola

Un recente sondaggio ha svelato quanto sono variegate, oggi, le preoccupazioni di un genitore quando il proprio bambino deve iniziare la scuola. Se i nostri genitori avevano paura di problemi con lo studio, con la maestra, i compagni e simili, oggi tutto è cambiato e le nostre ansie sono diventata più complesse.

Il sondaggio ha rivelato che molti genitori temono, ad esempio, il bullismo e il cyberbullismo, e per delle buone ragioni, date le recenti tragedie che hanno avuto luogo anche nel nostro Paese. Chi è straniero o ha la pelle scura teme il razzismo da parte di compagni, genitori e insegnanti. Ancora, si temono gli incidenti stradali, la violenza, un’alimentazione sbagliata, nonché il contatto con la droga e il suo abuso e, più in generale, stress e depressione. Nonostante il sondaggio sia stato condotto negli Stati Uniti, non è difficile identificarsi in almeno alcune di queste preoccupazioni, a cui a volte se ne aggiungono altre molto comuni. Vediamo quindi quali sono e come affrontarle.

Quando inizia la scuola?

Le attività extrascolastiche costano soldi e energie: non solo le nostre in qualità di “tassiste”, ma soprattutto quelle dei bambini. Da anni è in atto una battaglia da parte di pediatri e psicologi contro la tendenza a riempire i bambini di impegni, creando dei ritmi di vita troppo frenetici per la loro età - è uscito persino un libro sull’argomento, dal titolo eloquente “Bambini centrifugati” di Gaia Sacchi. Oltre alle ripercussioni in termini di salute (ovvero stress e stanchezza), va anche considerato un altro fattore. I bambini hanno bisogno di “annoiarsi”. È il tempo vuoto che permette loro di pensare, inventare giochi incredibili dal nulla, osservare il mondo. E le mille attività alla fine non divertono più, non vengono più vissute come un regalo, un’occasione che viene loro offerta. Non sentitevi in colpa, quindi, se lavorando o per altri motivi non riuscite a iscrivere i vostri bambini a tante attività, anzi! State facendo la cosa migliore per loro.

  • Il bullismo o cyberbullismo 

Se il pericolo del cyberbullismo è scongiurato finché i bambini sono troppo piccoli per usare il cellulare o il pc, non lo stesso si può dire, purtroppo, del bullismo. Un fenomeno di cui evidentemente si parla ancora troppo poco, dato che rimane in larga parte nascosto: le vittime spesso infatti si vergognano a parlarne oppure temono le ritorsioni. Ma è inutile andare in ansia in anticipo, rischiando di trasmettere al nostro bambino insidiose insicurezze. Meglio continuare ad insegnargli l’autostima, anche attraverso l’esempio, incoraggiandolo a sviluppare le sue abilità e a credere in sé stesso. E soprattutto, costruiamo un rapporto che mette al centro la sincerità e la comunicazione, oltre che l’affetto. Se ci saranno dei problemi, lo scopriremo: è probabile che il piccolo non ci dica nulla, ma ci sono dei chiari segnali che, da mamme attente, sapremo cogliere (un esempio classico è il rifiuto di andare a scuola). In via preventiva, è sempre meglio essere chiare con lui e spiegargli chi sono i bulli e cose fare nel caso lo/la infastidiscano: andarsene, dirlo agli insegnanti, scegliere altri bambini con cui giocare. Sapere cosa fare al momento del bisogno sarà di grande aiuto!

  • Farà amicizia con i compagni? 

Soprattutto se il nostro bambino è timido e introverso, una delle nostre paure è quella che non abbia mai amici e che, anche senza subire atti di vero e proprio bullismo, resti escluso ed emarginato dai compagni. Magari come è successo a noi: la cosa ci brucia ancora e abbiamo il terrore che capiti anche ai nostri figli. E oggettivamente ci sono bambini che non hanno un carattere estroverso, e hanno bisogno di un piccolo aiuto. Se pensiamo che sia questo il caso, non esitiamo a prendere in mano la situazione: fin dalle prime settimane di scuola possiamo organizzare merendine e playdate con i nuovi compagni. O magari attaccare bottone con una mamma che abita vicino e accordarci per portare i bambini a turno: in questo modo faranno amicizia facilmente. E poi, incoraggiamoli sempre ad avere una atteggiamento positivo verso gli altri e impegniamoci a far loro frequentare coetanei. 

  • Riuscirà ad imparare?

Ogni bambino ha diversi ritmi di apprendimento, e questo gli insegnanti lo sanno bene. Per sentirvi più tranquille, potete iniziare a insegnargli qualcosa (ad esempio a scrivere le lettere o iniziare a contare) durante le vacanze, ma senza esagerare. Tenetevi in contatto con le maestre, e impostate con loro un rapporto di dialogo e collaborazione.

  • Riuscirò a conciliare tutto?

Un’altra paura comune non riguarda i nostri bambini, ma noi se siamo mamme lavoratrici. Non sempre è possibile godere della flessibilità necessaria a poter conciliare il lavoro con gli orari scolastici, gli impegni pomeridiani, gli imprevisti continui e la routine domestica. Soprattutto se non abbiamo i nonni a disposizione. Insomma, già durante le vacanze estive capita di sentirsi in preda all’ansia; l’unica è mettersi a tavolino e cercare di organizzarci al meglio. Individuiamo i problemi, cerchiamo soluzioni che siano il miglior compromesso tra le esigenze di tutti e chiediamo la collaborazione di familiari e amici, ma soprattutto del partner. Certo, la giornata no potrà sempre capitare, ma se alle spalle c’è una solida pianificazione ci sentiremo molto più tranquille!

  • E se l'insegnante non mi/gli piacesse?

Le maestre sono figure di riferimento fondamentali per i bambini. Niente di strano, quindi, se abbiamo delle preoccupazioni in tal senso. Se la maestra non sapesse come prendere il nostro bambino? Se non capisse le sue potenzialità accanto ai difetti? Di solito, sono ansie che svaniscono dopo che inizia la scuola, ma per tenerle a bada la cosa migliore è cercare di conoscere meglio quelle che, prima che essere maestre, sono persone. Cerchiamo l’occasione per parlare con loro, facciamoci dare la mail e, se ne abbiamo il tempo, partecipiamo ad attività extrascolastiche.

  • La regola d'oro: pensare in positivo

Per tenere a bada le nostre preoccupazioni, però, c’è una cosa che dobbiamo tenere sempre a mente: un atteggiamento ansioso non potrà che peggiorare le cose. Non si scappa: anche se non sono più neonati, i nostri figli continuano ad essere estremamente sensibili al nostro stato d’animo. E se ci vedranno così preoccupate per l’inizio della scuola, inizieranno a pensare sul serio che potrebbe accadere loro qualcosa di brutto. Dobbiamo invece comportarci come se stessero iniziando una fantastica avventura, perché in fondo la è. Pianifichiamo con cura la settimana in modo da viverla con il minore stress possibile, salutiamoli ogni mattina con un sorriso e non smettiamo di essere, nemmeno per un momento, le loro fan numero 1!

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