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Non vuole fare il riposino pomeridiano: che fare?

Il riposino pomeridiano è molto importante per l'equilibrio di ogni bambino piccolo, serve per rigenerare le energie ma anche a favorire l'apprendimento! Cosa fare e cosa non fare se il vostro bambino non ama dormire

p1000374_1Il riposino pomeridiano è molto importante per l'equilibrio di ogni bambino piccolo, serve per rigenerare le energie ma anche a favorire l'apprendimento! Il bambino mentre dorme, infatti, rielabora le informazioni raccolte durante la giornata. Secondo alcuni studi i piccoli che hanno una percentuale alta di sonno REM cioè il sonno profondo sia notturno che diurno sono dotati di un'intelligenza molto vivace.
A partire dai tre e quattro mesi la giornata di un bambino assume giorno dopo giorno ritmi sempre più regolari. Il sonno diurno dovrebbe suddividersi in due o tre pisolini: uno la mattina, uno nel pomeriggio (quello più lungo) e talvolta la sera. Il riposino pomeridiano a differenza degli altri rimane inalterato fino all'età di tre anni. Alcuni bambini conservano l'abitudine fino alla scuola elementare, cioè fino ai sei anni.

Quando il bambino si rifiuta di fare il riposino pomeridiano occorre avere molta pazienza: se frequenta il nido e non vuole dormire fuori casa occorre accordarsi con le educatrici per trovare il rituale quanto più simile a quello a cui è abituato a casa. Con il tempo si abituerà anche al riposino al nido, i bambini hanno bisogno di tempo per affezionarsi alle consuetudini che danno loro molta sicurezza. E' invece inutile insistere se dopo mezz'ora il bambino non vuole dormire meglio lasciarlo sveglio. Il rischio è che si instauri un vero e proprio braccio di ferro che diventa controproducente.
E' importante anche non mostrarsi irritati; il nervosismo dei genitori (o delle educatrici) aumenta la tensione nel bambino. Spesso il sonnellino diventa un'esigenza per i grandi che possono contare su una pausa lunga senza doversi occupare del piccolo. Spesso con i bambini che hanno risvegli notturni frequenti si ha la tentazione di fargli saltare il riposino pomeridiano, ma risulta essere un metodo controproducente poiché il bambino arriva all'ora di cena molto stanco e con poca voglia di mangiare e ciò può pregiudicare ancora di più il sonno notturno per il carico di stress e di tensione accumulato nel corso della giornata.

Per favorire il riposino durante il giorno non bisogna creare nella stanza un buio completo si può lasciare magari dopo l'anno solo una leggera penombra.
Il bambino fin da subito deve imparare a distinguere il giorno dalla notte.

Alcuni bambini rifiutano il sonnellino perché temono di perdersi qualcosa; è utile spiegare al bambino che necessita di una pausa per ricaricarsi e poter fare ancora più cose dopo la nanna. Un altro consiglio è di farlo riposare sempre nello stesso posto non usare ad esempio il lettino per la notte e il passeggino per il giorno. Il bambino capirà che quando viene messo nel lettino è l'ora della nanna.
Se poi il bambino piange quando l'adulto si allontana dalla stanza occorre non intervenire subito ma aspettare un paio di minuti. Il momento che precede il sonno è caratterizzato da un aumento dell'eccitabilità dovuto ad un assestamento degli ormoni che regolano il sonno, una volta scarica la tensione il bambino si addormenta. Anche se si oppone al sonno è meglio far rimanere il bambino nel lettino dove rimarrà disteso e potrà fare giochi tranquilli.
Una pausa per ricaricarsi è importante comunque a qualsiasi età!!!

d.ssa Giuliana Apreda
Psicologa Psicoterapeuta
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