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I bambini simulano il pianto per attirare l'attenzione dei genitori

Uno studio scopre che non sempre il pianto dei bambini piccoli è causato da una qualche necessità legata alla sua sopravvivenza

Uno studio condotto da alcuni ricercatori giapponesi dell'Università del sacro Cuore di Tokio  avrebbe scoperto che i neonati sono perfettamente in grado di simulare il pianto solo per attirare l'attenzione dei loro genitori.


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Una teoria che contrasta con quanto oramai sembrava essere consolidato: i neonati piangono solo per qualche necessità legata in qualche modo alla loro sopravvivenza (fame, sonno, bisogno di affetto, paura etc...) e non per capriccio.

Lo studio, i cui risultati sono apparsi a dicembre scorso sulla rivista specializzata Infant, ha preso in considerazione i comportamenti di due bambini di 7-9 mesi nel corso di 68 episodi di pianto. L'obiettivo degli scienziati nipponici era quello di dimostrare (oppure no) che il pianto del neonato non sempre è legato ad un bisogno primario, cioè alla propria sopravvivenza.


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Insomma i neonati sono perfettamente capaci di piangere solo per attirare l'attenzione e in tal caso le caratteristiche del pianto sono molto diverse da quelle del pianto per bisogno primario.

Il bambino che piange per necessità ha il volto e lo sguardo rivolto verso il basso, e piange con lacrime vere e durature. Al contrario se il bambino cerca solo attenzione sorriderà e smetterà di piangere non appena un genitore entra nella camera ed entra nel suo spazio visivo.

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Secondo il responsabile dello studio, Hiroko Nakayama, questa simulazione non può essere liquidata come un semplice capriccio, infatti non solo contribuisce molto allo sviluppo sociale ma anche allo sviluppo emotivo perchè le false lacrime sono un ottimo strumento per affermarsi tra i fratelli e per attirare l'attenzione della madre su di sè.

Di certo si tratta di uno studio molto piccolo che ha preso in esame i comportamenti di solo due bambini. C'è ancora molto da approfondire.

Fonte: Magic Maman

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