gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Infanzia tecnologica: il baby-traduttore del pianto

Di quanto migliorerebbe la vita quotidiana con un bebè se si riuscisse a capire subito il significato dei suoi pianti? La risposta in un apparecchio, in arrivo sul mercato, in grado di farlo

pianto-bimbo-4Di quanto migliorerebbe la vita quotidiana con un bebè se si riuscisse a capire subito il significato dei suoi pianti? La risposta in un apparecchio, in arrivo sul mercato, in grado di farlo.

È ancora in fase di progettazione, ma il passaparola a tamburo battente gli sta già facendo guadagnare spazi sempre maggiori su network d’informazione e forum specializzati : il “baby-traduttore”, nome provvisorio di un dispositivo che sembra promettere benone quanto a potenziale riscontro di vendite, è ufficialmente in cantiere e, se una volta immesso sul mercato dovesse rispettare quanto prospettato dalla designata azienda costruttrice, potrebbe in futuro rivelarsi – e chi lo sa - un buon alleato magari non indispensabile ma di sicuro utile per la categoria dei neo-genitori.

L’intenzione è ambiziosa: stando a quanto pubblicato sull’ultimo numero della rivista scientifica “Journal of Biometrics”, il team di ricercatori del Dipartimento di Informatica e Ingegneria dei Sistemi del Muroran Institute of Technology, nell’isola di Hokkaido, sarebbe attualmente impegnato nella messa a punto di un apparecchio concepito allo scopo di interpretare il pianto dei neonati, funzione che al momento troverebbe la sua maggiore difficoltà pratica, come sottolineato anche da Tomomasa Nagashima, referente del progetto, nell’impossibilità di poter avere una conferma verbale da parte del bambino stesso in merito all’effettiva veridicità della “traduzione” di volta in volta effettuata.

La macchina, pensata dunque per segnalare se il proprio bimbo, con il suo pianto, stia cercando di far capire di avere paura o semplicemente fame, o sete, o magari freddo, oppure stia invece soffrendo per un qualche disturbo o dolore fisico di cui  - in mancanza di ematomi o altri segnali visibili - non sarebbe possibile accorgersi altrettando velocemente a occhio nudo, si baserà su un sistema di analisi statistica: misurando la frequenza dei versi emessi e la potenza dello spettro audio, si cercherà infatti di elaborare una dettagliata classificazione di riferimento, il che permetterà di mettere insieme un vero e proprio database di tutti i possibili differenti tipi di suono che può “articolare” un bebè.

bimbo-dispositivo-elettroIntanto, il portavoce dell’ufficio stampa del Muroran Institute ha anticipato le prime indicazioni su quello che sarà il design del dispositivo: sicuramente piccolo, il “baby-traduttore” avrà le stesse dimensioni contenute di un cellulare o meglio ancora di un lettore mp3 di ultima generazione, cosa che renderebbe fattibile il farlo indossare al lattante proprio come se si trattasse di un braccialetto o di un orologio di pochi grammi. L’apparecchio, atteso nei negozi entro la fine di quest’anno, sarà inoltre dotato di un monitor: le indicazioni su cosa stia cercando di comunicare il bambino saranno trasmesse infatti proprio tramite display.

La prospettiva, importante soprattutto nell’ottica di una migliore qualità dei futuri responsi pediatrici, resta comunque nulla se messa a confronto con i nuovi scenari aperti da “Skinput”, prossima tappa tecnologica che ancor più ambiziosamente si propone di fare del corpo umano – in questo caso adulto - una sorta di vera e propria interfaccia: già testato con successo nelle settimane scorse da un campione di 20 volontari, “Skinput” permetterà all’utente di digitare direttamente sul palmo della propria mano numeri di telefono, comandi per la navigazione e la ricerca in rete, scelta della playlist del lettore mp3, traffico sull’account personale dei social-network, movimenti bancari e chi più ne ha più ne metta, il tutto con un semplice tocco dell’avambraccio.

Al contrario di quanto se ne potrebbe dedurre, non si tratterà di una periferica impiantata sottopelle, bensì di un meccanismo azionato da un microfono ipersensibile che, registrando le impercettibili vibrazioni prodotte dal tocco di un punto piuttosto che di un’altro della pelle, indicheranno quale “tasto” (realmente visualizzabile sulla mano tramite un sistema di micro-proiettori ultraleggeri), sia quello sollecitato. Il futuro è dunque già qui? Per fortuna e purtroppo, sembra proprio di sì

Manuela Bianchi
gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0