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Il rigurgito del neonato: cause e consigli per evitarlo

Il rigurgito del neonato coinvolge frequentemente il piccolo. Cosa fare per prevenirlo e quando bisogna preoccuparsi? Ecco i nostri consigl

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di Antonella Dilorenzo

Il rigurgito (LEGGI) del neonato è uno di quei tipici fenomeni che coinvolgono frequentemente il piccolo.
Consiste nella fuoriuscita di cibo (latte) e saliva dalla bocca del bambino e spesso si manifesta durante la poppata o nelle ore avvenire, durante la digestione. Compare già dalle prime assunzioni di latte e tende a scomparire intorno ai 12, massimo 18 mesi di vita.
Può essere fisiologico, ed in questo caso non è da ritenersi preoccupante per la sua salute, oppure cronico con calo visibile della crescita, in tale occasione la mamma dovrebbe rivolgersi al pediatra per capire la causa e risolvere immediatamente il problema.




A cosa è dovuto?
Nel primo anno di vita la causa di questo fenomeno fastidioso è l’immaturità dell’apparato digerente che non è ancora abituato a lavorare in quella maniera per alimentare l’organismo del piccolo. In effetti, tutto ciò è relativo all’anormale funzionamento del cardias, la valvola che trattiene il cibo ed evita di  farlo risalire nell’esofago.

Cosa succede nello specifico?
Il cardias non si contrae, l’esofago non si appiattisce ed il cibo risale comportando la fuoriuscita dalla bocca.
Può anche succedere che il piccolo assuma il latte dalla mamma con foga e lo stomaco non accetti questo surplus: non è in grado di lavorare in modo adeguato per la quantità di latte in arrivo. Il rigurgito (LEGGI) è inevitabile.
Ma se le cause sono queste, il fenomeno è da ritenersi fisiologico e seguendo solo alcuni consigli è possibile evitarlo o, per lo meno, calmierarlo.
Se, invece, il rigurgito persiste nel tempo anche dopo il periodo ritenuto “fisiologico”, oppure gli episodi sono abbastanza frequenti, allora bisognerebbe prendere provvedimenti seri per evitare che la crescita del piccolo si blocchi e siano necessari altri interventi per aiutarlo a crescere.

Il questi casi, ovviamente, è consigliato sempre contattare il pediatra che saprà come agire ed aiutare il piccolo. Saranno consigliati antiacidi, piuttosto che la sostituzione del latte o consigli sull’alimentazione dl piccolo, oppure l’utilizzo di altri farmaci mirati al problema


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I segnali di un rigurgito non fisiologico
Il  reflusso è facilmente riconoscibile e si differenzia dal vomito per l’assenza di conati. Se il fenomeno è persistente, può comportare irritazione all’esofago del bambino che avvertirà fastidio esternandolo con il pianto.
Le apnee, come anche i laringospasmi sono altri segnali di una manifestazione fisica (rigurgito) che si ripropone più del dovuto e va oltre quello che potrebbe essere definito un episodio “normale” o fisiologico.

Alcuni consigli per evitare il rigurgito
Cercare di porre il piccolo in una posizione favorevole alla digestione e che contrasti la risalita di latte e saliva. Porlo per circa 15 minuti dopo la poppata in posizione verticale, oppure adagiarlo sul letto disponendolo con il capo sollevato di 30 gradi, di modo che il latte possa rimanere nello stomaco per la digestione e la valvola possa compiere il suo normale lavoro




I miglioramenti
Quando il reflusso è di tipo fisiologico, i miglioramenti si avranno con il tempo, innanzitutto perché il cardias si abituerà a lavorare in maniera regolare e l’apparato digerente raggiungerà una maturità tale da comportare un equilibrato e normale ciclo digestivo. Anche l’introduzione di cibi solidi (LEGGI), nella dieta del bambino, favorisce la scomparsa del fenomeno, che si accentua in presenza di liquidi eccessivi. In effetti, il materiale che risale dall’esofago qualche ora dopo la poppata, può essere completato, oltre che da latte e saliva, anche da succhi gastrici i maggiori coadiuvanti nel processo digestivo ed i maggiori nemici dell’esofago – tendono ad irritarlo. I cibi solidi, invece, sono di aiuto perché tendono ad assorbire queste liquidi corrosivi, per cui a lenire il fastidio che è accentuato qualora vengano introdotti, oltre al latte, altri liquidi come acqua o sostanze nutrienti

Fonti: amicopediatra.it