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Giornata Mondiale del Sonno 2017, come migliorare il sonno dei bambini

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Giornata Mondiale del Sonno 2017: allarme bambini, sempre più connessi ai cellulari fino a pochi minuti prima di dormire

; 3 Giornata Mondiale del Sonno

Il 17 marzo di ogni anno si celebra la Giornata Mondiale del Sonno, un'occasione per fare il punto sui disturbi del sonno che affliggono adulti e bambini, ma anche per scattare una fotografia realistica delle abitudini legate al sonno. E se guardiamo ai più piccoli non c'è da star tranquilli.

Sappiamo bene quanto il sonno notturno sia fondamentale per la salute psicofisica dei bambini. Di notte vengono prodotti importanti ormoni e si consolida la memoria: una carenza di sonno può compromettere le performance cognitive, il rendimento scolastico, può indebolire le difese immunitarie e causare stress, stanchezza ed irritabilità.

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Eppure, anche se noi genitori siamo ben consapevoli di quanto sia importante garantire ai nostri figli il giusto numero di ore di sonno notturno, ci impegniamo ancora troppo poco per una buona qualità del sonno. Sì, perché ciò che conta non è solo il numero di ore che si dorme, ma anche come si riposa. Molti bambini si addormentano tardi davanti alla televisione e vengono spostati dal divano al letto, con un'interruzione del sonno che ne mina la qualità. Oppure si addormentano nel letto dei genitori per essere spostati nel cuore della notte.

A conferma di queste preoccupazioni arrivano i risultati di uno studio condotto dai ricercatori dell'università di Parma nell'ambito del progetto Giocampus (promosso, tra gli altri, da Barilla). Questi i dati emersi dall'indagine, condotta su 720 bambini:

  • la maggior parte dei bambini dorme il numero raccomandato di ore per notte, cioè nove;
  • il 19% dei bambini, però, ha una scarsa qualità del sonno;
  • l'84% si sente stanco al risveglio;
  • il 73% soffre di sonnolenza diurna, a metà mattina o metà pomeriggio;

Dall'analisi emerge chiaramente che anche se ci impegniamo affinché i bambini dormano le canoniche nove ore per notte ciò non toglie che alcune abitudini possano pregiudicare pesantemente la qualità del sonno e quindi renderli stanchi, nervosi e poco concentrati nelle attività diurne. In particolare emerge che:

  • il 44% dei bambini subisce un'interferenza esterna dovuta alla condivisone della stanza o del letto, ad esempio con altri familiari o con un animale domestico;
  • l'1,4% usa il cellulare mentre è a letto;
  • il 29,85 dorme con la luce accesa parzialmente o completamente;
  • il 70,3% beve caffeina prima di coricarsi;
  • il 30,7% si alza per andare in bagno anche più volte durante la notte.

Francesca Scazzina, responsabile scientifica del progetto. Spiega che dalle analisi condotte sui bambini di Parma, presi come campione di riferimento per i bambini italiani in genere:

Andrebbe migliorata la qualità di questo sonno e, forse, relativamente a questo aspetto sarebbe utile immaginare alcuni interventi di educazione al sonno che si aggiungano a quelli di educazione alimentare e stimolo al movimento che stanno dando risultati interessanti. Abbiamo ad esempio constatato che molti bambini fanno uso di smartphone o tablet prima di dormire si potrebbe quindi pensare di intervenire proprio all’interno di Giocampus su queste abitudini, con programmi di educazione al sonno

E proprio l'uso dei cellulari e in generale dei dispositivi tecnologici è una delle abitudini più gravi che si stanno diffondendo tra i bambini italiani: si usano cellulari e tablet fino a pochi minuti prima di coricarsi e qualcuno li porta a letto con sé.

Stando ai dati raccolti dal Centro di Medicina del sonno dell’IRCCS San Raffaele Turro di Milano, nell’ultimo decennio i bambini e ragazzi con problemi legati al corretto dormire sono passati dal 10% al 18-20%.

E' possibile educare i bambini al sonno?

Il progetto Giocampus

Il progetto di educazione alimentare e motoria Giocampus – fondato da Barilla, Coni, Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, CUS Parma e Ufficio Scolastico Regionale - da 15 anni aiuta i bambini delle scuole di Parma a mangiare e muoversi meglio, ponendo l'attenzione sull'importanza della Dieta Mediterranea e dell'esercizio fisico, ma anche del sonno, che gioca un ruolo fondamentale per il benessere del bambino. In particolare il progetto si snoda attraverso due ore di lezioni settimanali nelle scuole elementari dedicate all’attività motoria e all’educazione alimentare, e negli ultimi 3 anni ha contribuito ad una riduzione del 25% del numero di bambini di Parma in sovrappeso, coinvolgendo più di 40mila bambini delle scuole primarie e le loro famiglie.

La Giornata Mondiale del sonno

La Giornata è organizzata in tutto il mondo dalla World Sleep Society, l'Associazione Mondiale di Medicina del Sonno, che in questa occasione intende richiamare l'attenzione sui disturbi connessi al sonno, un'attività che dovrebbe occupare un terzo della nostra vita e che invece viene relegata sempre di più ai margini della nostra giornata e spesso è condizionata da stili i vita scorretti, abitudini sbagliate e stress.

ASSIREM, l'associazione Scientifica Italiana per la Ricerca e l'Educazione nella Medicina del sonno, ricorda che negli ultimi 50 anni si è verificato un calo medio di sonno giornaliero pari a circa 1,5-2 ore ed è sempre in aumento è il numero di persone che soffrono di insonnia.

Si stima che in Italia siano almeno 9 milioni le persone con insonnia cronica, che dura da oltre tre mesi, mentre più del 45% della popolazione soffre di insonnia acuta o transitoria. La riduzione di sonno è causa di problemi e disturbi a breve e lungo termine:

  • il giorno seguente provoca stanchezza, sonnolenza, deficit di concentrazione e di memoria, disturbi dell’umore con depressione ed ansia,
  • su lungo periodo una cronica riduzione di sonno contribuisce alle epidemie di obesità, diabete, ipercolesterolemia, depressione favorisce l'insorgenza di disturbi cardiocircolatori.
     
 
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