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Dove e come far dormire il neonato nei primi mesi

Dove far dormire il neonato nei primi mesi? La scelta tra culla, lettino o carrozzina e la posizione per la nanna sono importanti per la qualità del riposo e per la prevenzione del soffocamento

DOVE DORME IL NEONATO I PRIMI MESI - Quando si prepara il corredo per un bambino che deve nascere è molto importante scegliere con cura dove dorme il neonato i primi mesi. La scelta tra culla o lettino per il neonato, del materasso adatto, così come della posizione durante la nanna sono rilevanti per la qualità del riposo e per la prevenzione del soffocamento.

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Arredando la cameretta di solito la scelta è tra culla o lettino per il neonato, ma per i primi mesi si può considerare anche la navetta o la carrozzina. Il bambino appena nato ha bisogno di un ambiente raccolto in cui si senta protetto come nella pancia della mamma. Sta bene in braccio perché, oltre al contatto umano, si sente contenuto. Avvolgerli nella copertina come si faceva una volta è un metodo per tranquillizzare il bambino. Per questo motivo un lettino troppo ampio in cui non riesce a raggiungere il contatto con le sponde potrebbe farlo sentire tanto a disagio da non riuscire a prendere sonno e chiedere con il pianto di essere preso in braccio. Il lettino andrà bene dai sei mesi in avanti e inizialmente dovrà essere utilizzato con un riduttore.

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Fare dormire il neonato nella carrozzina è un'alternativa spesso dettata dalla praticità. Il bambino si addormenta diverse volte durante il giorno, anche fuori casa, motivo per cui la carrozzina va preparata con attenzione scegliendo un materassino sottile e duro specifico antisoffocamento. Il cuscino non è necessario nei primi mesi di vita, eventualmente se ne può acquistare uno molto basso con l’intenzione di sostituirlo spesso per i lavaggi.
Le indicazioni pediatriche per prevenire la morte in culla hanno stilato una serie di consigli molto chiari sulla qualità dell’ambiente in cui deve dormire il bambino per prevenire il soffocamento. Della cosiddetta SIDS (Sudden Infant Death Syndrome), Sindome della Morte in culla, non si sa molto, ma l’ipotesi maggiormente considerata è sia causata da una condizione di asfissia.

Il neonato non dovrebbe dormire nel letto con i genitori, per non essere urtato malamente durante il sonno o per il rischio di avere troppo caldo. La temperatura è un elemento importante: è bene scegliere lenzuola e copertina in fibre naturali, controllando spesso che il bambino non stia sudando, soprattutto durante il sonno. Sono preferibili le lenzuola con gli angoli elastici, che rimangono aderenti al materasso senza rischio di attorcigliarsi sul corpo del bambino. Evitare decorazioni che possono staccarsi o rendersi pericolose in caso di avvolgimento attorno al bambino: perline, nastri, lacci, volants o piumini come quelli della lana d’angora. Nel luogo dove dorme il neonato i primi mesi non andrebbe inserito assolutamente niente di non necessario: giocattoli, peluche, collanine, sonagli potrebbero diventare un pericoloso ostacolo per la respirazione.

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Da non dimenticare che la migliore posizione della nanna per il neonato è a pancia in su che permette di avere le vie respiratorie libere. Far dormire il neonato sul fianco non va bene, perché in caso dovesse muoversi e ritrovarsi a pancia sotto rischierebbe di avere naso e bocca ostacolati.
Oltre a dove e come dorme un neonato è importante chiedersi anche di quale qualità siano la culla o il lettino. Le aziende produttrici di articoli per l’infanzia hanno adeguato il loro catalogo ai requisiti di sicurezza, ma è opportuno conoscerli in caso si valuti di utilizzare una culla o un lettino per il neonato che siano prestati o appartengano al corredo di famiglia da generazioni. La distanza tra le sbarre deve essere tra i 6 e i 7,5 cm. La sponda non deve superare i 60 cm quando è alzata e i non deve scendere sotto i 20 cm quando è abbassata. Il paracolpi deve rispettare le stesse indicazioni di sicurezza indicate per la carrozzina: essere ben fissato per evitare che cada sul bambino e non avere parti pericolose che si possano staccare o attorcigliare al collo
 
a cura di Daniela Poggi


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