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Aprile dolce dormire... e se il bebè non dorme?

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Noi grandi siamo spesso più stanchi ad Aprile, mentre i bambini non hanno quella stanchezza diffusa, propria del cambio di stagione. I consigli della pediatra per facilitare il sonno dei bambini ed evitare i frequenti risvegli notturni

Cosa fare se il bambino non dorme

La primavera è arrivata, le giornate si allungano e il tempo migliora, noi siamo stanchi e forse desideriamo ancora un po’ godere del letto e del sonno per quella stanchezza diffusa, ovvero la mancanza di forze, che è propria del cambio di stagione quando i primi tepori si fanno sentire. Ma perché siamo stanchi ad Aprile? Perché le giornate si allungano e il nostro organismo si deve abituare all’aumento dell’ora di luce dato anche dal cambio dell’ora a fine marzo.

Questo strano senso di stanchezza per alcuni di noi grandi dura da pochi giorni od un paio di settimane, per altri invece può protrarsi per parecchio tempo fino a sembrare immutata anche con il riposo, infatti più si dorme e più ci si sente stanchi. Per combattere questo stato è doveroso avere uno stile di vita corretto e tranquillo, adottare una dieta sana ed equilibrata: una colazione abbondante con carboidrati, frutta e verdura crudi al naturale e acqua in abbondanza con l’aggiunta ricostituenti come di pappa reale, China rubra, Ferrum phosphoricum.

I trucchi per far dormire i bambini

Ma per i nostri bimbi che invece non dormono e non sono mai stanchi cosa possiamo fare?

Il sonno è indispensabile per ripristinare le funzioni del cervello, infatti, senza sonno si muore. Al sonno tutti, grandi e piccini, dobbiamo sicuramente cedere, tuttavia molti sono i genitori che affermano di avere difficoltà con i loro figli che non si addormentano o per i loro frequenti risvegli notturni e sono alla disperata ricerca di consigli, metodi, soluzioni, comportamento sul da farsi. Va subito detto che i momenti importanti nello sviluppo neurologico del bambino per acquisire un ritmo sonno-veglia adeguato sono due: il primo a 3-4 mesi, quando il piccolo si adatta al ritmo luce- buio ed il secondo a 8-9 mesi, quando angoscia dell’estraneo e ansia di separazione, la paura di essere abbandonato dalla madre compaiono e aumentano.

  • Il ritmo sonno-veglia del bambino nei primi mesi di vita è molto diverso da quello dell'adulto; nei primi mesi infatti il bambino non conosce la differenza fra giorno e notte, il suo ritmo è indipendente dall'ambiente, regolato dai bisogni interni legati alla fame e alla sete e dura intorno alle 25 ore. Stare con un bambino nei primi mesi significa adattare i propri ritmi ai suoi e non cercare di resistere o modificare solo alcune abitudini per continuare a fare le cose che si facevano prima.
  • Dopo i 4 mesi, gradualmente si verifica il contrario; il bambino si adatta progressivamente ai ritmi esterni e delle abitudini regolari lo aiutano a sincronizzare il ritmo endogeno con quello esterno e a concentrare il sonno nelle ore notturne: è questa una tappa fondamentale nello sviluppo del bambino.

Bisogna ricordare che il buon sonno è una condizione che si apprende nei primi mesi di vita e conoscere come si sviluppa l'organizzazione del sonno del bambino è fondamentale per un genitore per comprendere ed adattarsi ai suoi ritmi, per capire come e quando questi vanno modificati e come e quando invece bisogna rispettarli. Quasi tutti i bimbi tra 1 mese e 3 anni hanno bisogno della presenza del genitore per addormentarsi e la maggior parte di loro richiede un contatto fisico, il tocco della mano sul corpo dei genitori, la presa dei capelli della mamma, etc., di conseguenza dormono insieme ai genitori, nel lettone, anche se non tutte le notti.

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Successivamente dai 3 ai 5 anni, la percentuale scende sensibilmente ed oltre i 5 anni sono veramente pochi i bambini che dormono nel lettone, questo probabilmente per una spontanea e naturale evoluzione delle abitudini del sonno dei bambini verso una autonomia. Quindi i neonati ed i bambini, specie nel primo anno, cercano naturalmente un contatto fisico con i genitori per addormentarsi e dormire sonni tranquilli. La spiegazione a questo comportamento può essere data dall’aver vissuto per 9 mesi dentro la sua mamma, allietato dalla sua voce e dalla sua musica, cullato nel momento del riposo, sballottolato dai suoi movimenti, riparato dalla luce esterna, ma intimamente legato ai suoi ritmi, inoltre è difficile pensare che, dopo questo paradisiaco benessere, il bimbo sia in grado di gestire il suo sonno ed il suo risveglio automaticamente, senza un periodo di adattamento.

Per fargli acquisire il ritmo sonno-veglia, velocemente, alcuni esperti consigliano di esporlo durante il giorno e di notte al buio, altri propongono un rituale fisico costante e giornaliero prima del sonno notturno, esempio il bagnetto, l’indossare il pigiamino, la filastrocca, una ninna nanna cantata, che possono essere certamente utili e valide soluzioni, ma che non possono escludere il contatto fisico con la propria mamma e la necessità di avere del tempo per adattarsi, necessità che non necessariamente coincidono con quelle dei genitori.  

Errori comuni, o conoscenze sbagliate dei genitori

  • Pensare che tutti i bambini siano uguali
  • Giocare e stimolare eccessivamente il bambino nelle ore serali
  • Mettere il bambino a letto già addormentato
  • Il disturbo del sonno riflette un bisogno (di mangiare o di essere consolato) del bambino
  • Lasciare il bambino piangere da solo
  • Non fidarsi dell'istinto materno
  • Le tecniche basate sull'estinzione (lasciare piangere il bambino.) sono dannose perché vanno contro l'istinto genitoriale
  • Il disturbo del sonno nel bambino è normale ed inevitabile ed è tipico della società occidentale.

Cosa è giusto fare

  • Dategli un oggetto per addormentarsi
  • Seguite degli orari regolari durante il giorno
  • Mettete il bambino nella culla o nel lettino ancora sveglio
  • Separate bene le attività che fa di giorno da quelle che fa la sera o la notte; insegnategli che la notte è fatta per dormire
  • Cercate di instaurare un rituale per l'addormentamento
  • Scegliete insieme le cose da fare prima di andare a dormire (es. quale pigiama, quale canzoncina, etc.)
  • Ricordate al bambino con un certo anticipo quando arriva l'ora di andare a dormire
  • Durante i pasti notturni, interagite meno possibile con il bambino
  • Incoraggiate il bambino ad addormentarsi da solo 

Le Conseguenze del disturbo del sonno

  • Persistenza dell'insonnia (2/3 dei bambini con insonnia nei primi anni continuano a dormire male fino ai 5 anni
  • Affaticamento e deficit di concentrazione
  • Disturbi dell'umore (genitori e bambino)
  • Alterazione della relazione madre-bambino
  • I disturbi comportamentali (iperattività, aggressività, etc.) hanno una incidenza 3 volte superiore nei bambino con insonnia
  • Microsonni diurni

Allora come mi devo comportare? Cosa devo fare?

Principi di igiene del sonno nell'infanzia ovvero consigli utili per aiutare il bambino ad adattarsi ad un ritmo di sonno regolare:

  • Programmate la notte come tempo dedicato al sonno; evitate di giocare e divertirvi la notte con il bambino. Lasciate queste attività nelle ore diurnie
  • L'ambiente dove dorme il bambino deve essere tranquillo, il più silenzioso possibile e poco illuminato
  • La temperatura della stanza deve essere mantenuta ad un livello confortevole (intorno a 20° C). Temperature troppo elevate disturbano il sonno.
  • Il bambino non deve essere mai troppo coperto.
  • Aiutate il bambino ad associare il letto con il sonno. Cercare di far addormentare il bambino nella sua stanza, evitate se possibile di farlo addormentare in braccio o in altri luoghi e poi metterlo nel lettino. Quando si sveglierà il bimbo si troverà in un posto che non riconosce subito e vorrà ritornare fra le braccia del genitore per riaddormentarsi. Resistete alla tentazione di usare il ciuccio o il biberon per farlo addormentare.
  • L'orario di risveglio al mattino e di addormentamento serale devono essere mantenuti costanti, sempre alla stessa ora.
  • Il letto non deve essere troppo grande, il bambino va a cercare un bordo per appoggiarsi; non si sveglia mai perché sbatte contro le sbarre del letto. Evitate perciò i paracolpi. Questi possono essere pericolosi perché sono un appiglio tramite cui il bambino può arrampicarsi e scavalcare le sbarre del lettino; inoltre non permettono al bambino di esplorare e controllare l'ambiente quando è sdraiato.
  • Fatelo dormire su un fianco o sulla schiena, evitate la posizione a pancia sotto.
  • Non tenete oggetti che possono essere pericolosi nel lettino
  • Cibi e bevande che contengono caffeina e teofillina devono essere evitate per molte ore prima dell'orario di addormentamento. Queste sostanze sono contenute in molti cibi e bevande di uso comune (coca-cola, cioccolata, caffè, tè)
  • Alcuni farmaci contengono alcool e caffeina e possono disturbare il sonno
  • Il bambino deve imparare ad addormentarsi da solo, senza l'intervento dei genitori.
  • Alcuni giochi possono essere eccitanti e interferire con l'addormentamento; vanno evitati da una a due ore prima dell'orario abituale di addormentamento.
  • Non mandare il bambino a letto affamato
  • Evitare di farlo bere troppo prima e durante la notte.
  • Alcuni giochi o musiche o carillon (con piccole figure di animali che girano) messi sopra la culla del bambino possono causare sovraeccitazioni visive o uditive del bambino che interferiscono con l'addormentamento. Meglio tornare alle vecchie canzoncine o ninna- nanne. La voce della madre è sempre meglio di una musica meccanica.
  • I sonnellini diurni sono legati all'età del bambino. In ogni caso dovrebbero essere evitati i sonnellini diurni troppo frequenti e troppo lunghi, specie nelle ore serali.
  • Il bagno può essere un'attività eccitante per alcuni bambini e dovrebbe essere spostato in un altro orario della giornata se il bambino presenta difficoltà dell'addormentamento.
  • Se il bambino piange, andate vicino ma non colmatelo di attenzioni. Rassicuratelo con un piccolo massaggio o cambiate il pannolino se necessario (possibilmente senza togliere il bambino dal letto). Non accendete le luci forti, e mantenete il tono della voce al minimo senza fare confusione.
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