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Bambini: insonnia e sovrappeso

Insonnia e sovrappeso: quali sono i fattori che determinano il sovrappeso fin dalla prima infanzia. E' molto importante individuare quali sono i fattori determinanti il sovrappeso nella prima infanzia per attuare correttivi che aiutino a evitare le complicanze dell'eccesso di peso nel corso della vita

baby-sleepingE' molto importante individuare quali sono i fattori determinanti il sovrappeso nella prima infanzia per attuare correttivi che aiutino a evitare le complicanze dell'eccesso di peso nel corso della vita; ma non è detto che siano così intuibili e facilmente individuabili se non attraverso attente e scrupolose ricerche scientifiche.

Tra i fattori meno immediati c'è per esempio una scarsa durata del sonno. Un fattore che di recente è risultato implicato nell'adulto in aumento di peso, obesità, aterosclerosi e diabete, e ancor più di recente appare coinvolto nel sovrappeso anche di bambini e adolescenti. Una chiave di spiegazione trovata nell'adulto è che la riduzione del sonno comporta minori livelli dell'ormone di derivazione lipidica leptina e invece maggiori dell'ormone di origine gastrica grelina, uno squilibrio che può portare ad aumento dell'appetito e del peso corporeo. Le evidenze precedenti sono rafforzate ora da uno studio statunitense che mette il luce una relazione tra il sonno insufficiente dai 6 ai 24 mesi e il rischio di sovrappeso all'età di tre anni, anche indipendentemente da altri fattori.

La relazione inversa tra sonno e sovrappeso era stata osservata in altre ricerche per bambini non nella prima infanzia e adolescenti, o in studi longitudinali nel confronto tra ore di sonno a 3-5 anni e aumento di peso od obesità a 10-12 anni. Nello studio longitudinale attuale si sono prese in considerazione madri del Massachusetts alle quali sei mesi dopo il parto sono state chieste informazioni sulle ore di sonno dei neonati nelle 24 ore, ripetendo i quesiti al compimento del primo e poi del secondo anno. Inoltre si è misurato l'indice di massa corporea (BMI) più altri parametri dei piccoli all'età di 3 anni e calcolata l'influenza della durata del sonno, valutando tutta una serie di altri possibili fattori confondenti.

In media i bimbi a 6-24 mesi sono risultati dormire 12 ore e all'età di 3 anni il 9% è apparso sovrappeso. Per quelli che dormivano, però, meno di 12 ore nell'arco delle 24 la prevalenza di sovrappeso a 3 anni era circa due volte più elevata. Va precisato che l'associazione si è rilevata dopo l'aggiustamento per svariati fattori, costituiti da educazione e reddito materno, BMI pre-gravidanza, condizione di single o sposata, fumo, durata dell'allattamento, appartenenza etnica, e poi per il bambino peso alla nascita, rapporto peso-altezza a 6 mesi, ore trascorse davanti alla televisione, partecipazione a giochi attivi. Da notare che la combinazione di livelli di sonno sotto le 12 ore e presenza davanti allo schermo per almeno 2 ore appariva sinergica e rendeva più marcato l'effetto, associandosi a una probabilità di sovrappeso a 3 anni del 17%.

Oltre alla spiegazione dello sbilanciamento tra leptina e grelina, possono essere in causa ovviamente anche altri fattori, come il maggior consumo di cibo dato che si sta più svegli, o la minore attività e quindi l'aumento di peso per via della sonnolenza diurna derivante dallo scarso riposo notturno. La possibilità che l'associazione osservata dipendesse invece da aspetti etnici e socio-economici sembra esclusa dall'aggiustamento statistico, anche se gli autori precisano che i risultati non possono essere generalizzati a realtà più svantaggiate di quello dello studio dove in effetti non lo erano. Lo stare, inoltre, troppo davanti alla televisione è un noto fattore predisponente l'aumento di peso nei bambini (e non solo), e quindi ridurre questo fattore così come assicurare una durata di sonno adeguata sono senz'altro interventi preventivi rispetto al successivo sovrappeso. Il rischio dell'aumento di peso è insomma un'altra dimostrazione di quanto contino quantità e qualità del sonno, fino dalla prima infanzia: chi dorme forse non piglia pesci, ma favorisce la propria salute

Dott.ssa Giuliana Apreda
psicologa psicoterapeuta
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