gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Parto anonimo: c'è questa possibilità

Nonostante ci sia una legge che prevede per la donna che non vuol tenere il bambino la possibilità di partorire in ospedale in completo anonimato, ogni anno sono circa 200 i neonati abbandonati alla nascita

Più di otto neonati abbandonati ogni giorno e quasi altri otto non riconosciuti ogni settimana: numeri enormi se parliamo di piccole nuove vite. Ogni anno in Italia sono circa 3000 i neonati abbandonati e ritrovati soprattutto vivi, ma anche morti purtroppo, abbandonati in media da mamme tra venti e quarant'anni.
Stando ai dati dei Tribunali minorili sulle dichiarazioni di adottabilità (LEGGI), sempre nel nostro Paese ogni anno circa quattrocento bambini non sono riconosciuti alla nascita (LEGGI).


LEGGI ANCHE: Ruota salvabebè negli ospedali


E' così che sono nate le moderne versioni delle antiche 'ruote degli esposti o degli innocenti'. L’hanno chiamata “culla salvabebè”. Il nome è stato scelto per sottolineare l’aspetto positivo del progetto e per cercare di mettere in secondo piano quello più doloroso, ovvero doversi separare da quel piccolo che non si può o non si vuole tenere. Ma che comunque si è scelto di mettere al mondo.

Questa culla salvabebè, che altro non è se non una culla termica come quelle presenti nei reparti di Neonatologia, è accessibile dall’esterno dell’edificio di vari ospedali. Dotata di uno sportello che si apre a ribaltina, accoglie il neonato in un ambiente provvisto dell’adeguata temperatura e composizione di aria. Lo farà fin quando non arriveranno i volontari e i medici della Croce Verde che a quel minuscolo lettino sono collegati. La chiusura della culla infatti aziona un segnale acustico per i frati e una chiamata per i sanitari.
In Italia le moderne ruote della vita sono diverse. Milano, Brescia, Treviso, Roma. Sono tante le città che si sono organizzate per combattere l’abbandono dei neonati. Nonostante ci sia una legge – il Dpr 396 del 3 novembre 2000 – che prevede per la donna che non vuol tenere il bambino la possibilità di partorire in ospedale in completo anonimato (LEGGI), ogni anno sono circa 200 i neonati abbandonati alla nascita.


LEGGI ANCHE: Depressione post parto, l'hai avuta anche tu?


A Roma, oltre alle culle, nel 2002 è anche sorto il primo progetto rivolto non solo al parto in anonimato, ma anche all’assistenza alle madri disagiate. Il tutto, anche qui, è iniziato con un numero verde (800.283.110) voluto dall’associazione “I diritti civili nel 2000 – Operazione Vivere Onlus”. Poi le richieste d’aiuto sono andate oltre. Spesso infatti capitava che al numero arrivassero telefonate di donne in cerca di una soluzione per mantenere quei bimbi che altrimenti avrebbero dovuto, nel migliore dei casi, lasciare in adozione. E così è accaduto che il Salvabebè partorisse il Salvamamme, una rete di assistenza composta da chi poteva offrire consulenza psicologica e ginecologica, ostetrica (VAI AL FORUM) e pediatrica, e da chi invece poteva fare qualcosa di molto pratico. Ad esempio recuperare quelle cose che, una volta i bimbi cresciuti, non servono più: seggiolini e passeggini, lettini e tutine. E raccogliere quel che la gente dona, perché avanza o perché vuol fare un gesto di umanità: pannolini e latte in polvere, creme e pappe.

gpt native-middle-foglia-bambino


La vera emergenza registrata spesso è la malnutrizione dei neonati, dovuta all’eccessivo costo del latte in polvere. Al Salvabebè arrivano tanti piccoli nutriti con acqua di riso, camomilla, succhi di frutta o patate passate. Sono circa 1.500 i bambini di due-tre mesi, figli di mamme senza reddito, che non ricevono un’alimentazione adeguata (LEGGI). Ultimamente sono segnalati anche casi di neonati alimentati con latte allungato con Maalox (un medicinale per il mal di pancia). In tutta Italia si stima che i neonati malnutriti siano 25mila. Rimane molto da fare ma grazie a queste iniziative, nel 2007 sono stati dati alla luce 42 neonati con il parto in anonimato solo a Roma; 51 quelli nati e non riconosciuti nelle neonatologie milanesi. Numeri che potrebbero crescere, se solo le donne fossero più informate e lo Stato investisse di più sulla conoscenza delle leggi che ha emanato
gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0