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Il pesce nella dieta dei bambini

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Pesce ai bambini, quando darlo e quale scegliere? La pediatra ci spiega perché il pesce fa bene e come introdurlo nella dieta dei bambini

Pesce ai bambini, quando ?

Il pesce nella dieta del bambino viene introdotto quando il piccolo inizia a mangiare cibi solidi, facendo attenzione se ha o manifesta eczema cronico o allergia alimentare, e in questo caso è necessario parlare con il pediatra. Infatti il pesce è uno dei primi alimenti allergenici, e la maggior parte dei pediatri consiglia di cominciare con i primi cibi solidi tradizionali (come cereali, carne frullata, frutta, verdura) o prima di offrire il pesce al bambino.

A volte il bambino può non gradire il pesce per l’odore, il sapore, per come viene cotto. È bene ricordare che ci sono dei fattori che condizionano le scelte alimentari:

  • i primi 3 anni di vita sono fondamentali per la strutturazione dei gusti, delle abitudini alimentari e del rapporto con il cibo;
  • le preferenze dei bambini per determinati cibi non sono né innate né immodificabili. È molto importante che i pediatri vigilino sulle abitudini nutrizionali e che i genitori sappiano che il comportamento alimentare è il risultato dell’esperienza e dell’apprendimento. Va sgombrato il campo dal fatalismo, che a volte viene utilizzato come alibi e impedisce il miglioramento delle abitudini nutrizionali. I genitori vanno incoraggiati ad adottare e mantenere un adeguato stile di vita, soprattutto a tavola;  l’ambiente in cui il cibo viene offerto gioca un ruolo decisivo: i genitori devono evitare sia di usare il cibo come ricompensa, che costringere i bambini a mangiare cibi sgraditi;
  • per aumentare il gradimento di nuovi cibi, un’offerta ripetuta in un contesto sociale favorevole può risultare molto efficace. L'American Academy of Pediatrics (AAP) Sezione di Allergologia e Immunologia dice che la maggior parte dei bambini - compresi quelli con eczema lieve, o una storia familiare di allergie o asma - può iniziare a mangiare cibi come il pesce, dopo l'introduzione di alcuni alimenti meno allergenici (esempio cereali, verdura e frutta) senza provocare una reazione allergica. Alcuni bambini non dovrebbero iniziare a mangiare cibi allergizzanti, come il pesce, fino a quando il pediatra non ha dato il via libera.

È giusto parlare con il pediatra se il nostro bambino:

  • ha eczema da moderato a grave, pur avendo seguito la terapia adeguata
  • ha avuto una reazione allergica immediata ad un alimento in passato
  • se è stata precedentemente diagnosticata una allergia alimentare. Quando si introduce un alimento allergizzante, l'AAP raccomanda di darlo al nostro bambino a casa, piuttosto che al nido o al ristorante, e come per ogni nuovo cibo, è consigliato servirlo per tre- cinque giorni prima di offrirgli un nuovo alimento diverso. In questo modo possiamo monitorare il bambino per una eventuale reazione e sapere cosa e quale è la causa.

I segni di una allergia alimentare sono gonfiore del viso (compresa la lingua e le labbra), rash cutaneo, dispnea, crampi addominali, vomito e diarrea. Pertanto se il nostro bambino mostra uno qualsiasi di questi segni - lieve o grave - o ha problemi di respirazione dopo aver mangiato un cibo nuovo, chiamiamo il pediatra o allertiamo il 118.

Ma oltre all’allergia il pesce può darci altri problemi di intossicazione da:

  • Mercurio. Il pesce è ricco di proteine, vitamina D, acidi grassi omega-3, e altre sostanze nutritive, ma alcuni tipi di pesce contengono alti livelli di metilmercurio, un metallo che si ritiene essere dannoso in alte dosi per lo sviluppo del cervello di un bambino e il sistema nervoso. La Food and Drug Administration (FDA) sconsiglia di offrire ai bambini i grandi pesci predatori come squalo, pesce spada, sgombro re, tilapia per i loro elevati livelli di mercurio. Ecco quindi che per mantenere i livelli di questo metallo tossico verso il basso, l'AAP suggerisce ai genitori di limitarne l'apporto nei bambini a 12 once a settimana e di scegliere i pesci che sono a basso contenuto di mercurio come il tonno in scatola (non il tonno bianco, che è più alto di mercurio), salmone, merluzzo, pesce gatto, pesci piatti, e Pollock o merluzzo giallo.
  • Batteri e virus. Assicurarsi che il pesce sia ben cotto per uccidere i batteri e virus di origine alimentare che prosperano nei pesci crudi o poco cotti.
  • Soffocamento. Per evitare il soffocamento da spine di pesce, tritare a purea il pesce.
La giornata alimentare del bambino

Il pesce fa bene perché:

  • apporta proteine nobili a elevato valore biologico che per qualità sono pari con quelle della carne e per quantità solo di poco inferiori rispetto al vitello o al pollo;
  • rappresenta una buona fonte di sali minerali (come ferro, fosforo, iodio, selenio e calcio) e di vitamine (A, D, PP, B1 e B2).
  • il pregio nutrizionale del pesce, per tutte le età, è la qualità dei suoi grassi polinsaturi: in particolare gli acidi grassi Omega 3 che aiutano lo sviluppo del sistema nervoso centrale e della funzionalità visiva. Per queste caratteristiche il pesce costituisce una valida alternativa agli altri alimenti proteici di origine animale, come carni, uova e formaggi, assunti solitamente in quantità eccessive.

I genitori nella scelta del pesce, per l’alimentazione pediatrica, seguono i criteri di tipo organolettico o pratico: sono preferite le carni di sapore delicato e senza spine, sono preferiti pesci che non richiedono una digestione laboriosa, da preparare con cotture semplici specie per i più piccoli. Da entrambi i punti di vista, nutrizionale e organolettico, sogliola, merluzzo, platessa e nasello sono generalmente le specie preferite. Per quanto riguarda il contenuto di grassi e di vitamina D, il pesce azzurro, acciughe, sarde, sgombri e il salmone, offrono quantità più rilevanti, ma hanno un sapore più deciso e difficile, gradito generalmente solo dai bambini più grandi. Il filetto di merluzzo, in particolare, è caratterizzato da carni tenere, bianche e facilmente digeribili con un contenuto di grassi intorno allo 0,3%, uno dei più modesti.

Il sapore della carne di merluzzo è delicato, apprezzato anche da chi di solito fatica ad accettare gusti più decisi. Infatti ricordiamoci che il sapore e soprattutto l’odore del pesce non favoriscono l’atteggiamento del bambino verso questo alimento e quindi occorre armarsi di pazienza, non rinunciare al primo tentativo fallito, ed educare gradualmente il palato del bambino a questi prodotti, in modo che diventino una componente abituale della sua alimentazione. In età pediatrica, secondo le regole alimentari che dovrebbero seguire i bambini, l’assunzione settimanale di pesce risulta in media 1-2 volte alla settimana, sicuramente inferiore rispetto alle raccomandazioni (3-4 volte alla settimana).

Non dimentichiamo che il tipo di cottura può influenzare il gusto del bambino: se le cotture al cartoccio, al vapore o la lessatura sono le più semplici, l’impanatura del pesce è indubbiamente la più gradita, per il gusto e la croccantezza del risultato finale.

Pesce fresco o surgelato?

L’alimento fresco è meglio, tuttavia i Nutrizionisti considerando la surgelazione uno dei metodi più efficaci e rispettosi della qualità dell’alimento, perché i tempi rapidi e le basse temperature utilizzate consentono di mantenere intatte le sostanze nutritive e il sapore del prodotto appena pescato, consigliano i surgelati anche in età pediatrica. La rapidità con cui gli alimenti vengono portati alla temperatura finale di -18°C preserva l’integrità delle membrane cellulari: ne consegue che i liquidi e vitamine minerali in essi disciolti non si perdono quando il pesce viene portato a temperatura ambiente. Questo vantaggio si riflette anche nel mantenimento dell’odore, del sapore e della consistenza del pesce, la cui carne rimane soda e compatta anche durante la preparazione. I prodotti surgelati non sono solo estremamente pratici, ma anche sicuri dal punto di vista nutrizionale e di buona qualità.

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