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Il bambino rifiuta un alimento: è allergico ad esso?

L’avversione verso alcune pietanze può essere causata da esperienze spiacevoli collegate a questi alimenti oppure dalla ‘sindrome orale allergica’. Alcuni pollini, infatti, reagiscono provocando prurito e bruciore in bocca se associati ad alcuni cibi

33-bimbo-pappaL’avversione verso alcune pietanze può essere causata da esperienze spiacevoli collegate a questi alimenti oppure dalla ‘sindrome orale allergica’. Alcuni pollini, infatti, reagiscono provocando prurito e bruciore in bocca se associati ad alcuni cibi.

Le intolleranze alimentari e le allergie a determinati cibi colpiscono in media un bambino ogni venti. Si tratta, nella maggior parte dei casi, di allergie ad una tipologia chiusa di prodotti alimentari: latte, uova, kiwi, semi di sesamo, noci, nocciole ed arachidi. Ma i genitori sono davvero in grado di valutare correttamente i sintomi delle allergie e di riconoscere le intolleranze dei propri figli?
Le allergie sono una cosa seria anche se spesso vengono sottovalutate ed affrontate con superficialità. Le reazioni causate da un’intolleranza possono essere anche molto pericolose e, nei casi più gravi, fortemente invalidanti.

I genitori, quando constatano che il proprio bambino rifiuta di mangiare determinati alimenti, sono propensi ad etichettare subito questa rigetto come ‘intolleranza’, senza indagare le ragioni di tale indisposizione e le cause reali che spingono il bambino a questo comportamento ‘ostile’.
Se, infatti, frequentemente la repulsione verso alcuni alimenti può indicare la presenza di un’allergia, non sempre è vero che un bambino avverso a dati cibi sia ad essi intollerante. I sintomi delle allergie si manifestano, in genere, nell’arco di 15 minuti dall’assunzione della pietanza incriminata (anche se non sono rari i casi in cui il tempo per la comparsa delle avvisaglie fisiche di una possibile intolleranza si sia prolungato fino a due ore in seguito alla consumazione dell’alimento). Eruzioni cutanee e arrossamenti della pelle, gonfiore delle labbra, vomito, problemi respiratori, bruciore negli occhi e lacrimazione eccessiva, questi sono i segnali fisici più comuni di una reazione allergica. 

33-allergie-bambiniQuando si ha il sospetto di una possibile intolleranza del bambino bisogna immediatamente rivolgersi ad uno specialista, che deve provvedere a condurre degli esami approfonditi sulla condizione fisica del piccolo paziente.
Le allergie alimentari, però, non sono sempre la giusta risposta al rifiuto di un bambino di alcuni cibi. Il consulente della sezione pediatrica dedicata alle allergie dei più piccoli dell’ospedale ‘St. Thomas' di  Londra, spiega a tutti i genitori che l’avversione dei propri figli verso una determinata pietanza può indicare varie cose.

Se il piccolo scuote la testa e si allontana quando gli viene messo davanti un cibo, rifiutando di ingerirlo, la casistica dimostra che può trattarsi di un alimento che crea una sensazione sgradevole in bocca secondo i gusti del bambino.
Un’altra spiegazione può essere l’associazione da parte del bambino di quel determinato piatto ad un’esperienza non positiva vissuta nel passato. L’istamina rilasciata quando l’alimento entra in contatto con la bocca del piccolo può arrivare a creare una sensazione di bruciore ed la percezione di un sapore disgustoso.
La prima reazione del genitore è, di solito, quella di forzare il figlio a mangiare questi cibi ma gli esperti sconsigliano di attuare questo approccio 'aggressivo'.

C’è un altro tipo di reazioni che può essere riscontrato nei più piccoli, già allergici ai pollini, in collegamento all’assunzione di frutta: se il vostro bambino è soggetto alla cosiddetta ‘febbre da fieno’ nel periodo dell’anno in cui si disperdono nell’aria i pollini (soprattutto delle betulle) potrebbe iniziare a percepire una sensazione di prurito o formicolio sia nella gola che in bocca quando mangia frutti come pesche, ciliegie, prugne, susine o mele. Come spiegato da www.allergyverona.it, “circa il 25 per cento dei soggetti affetti da pollinosi presenta manifestazioni cliniche di allergia alimentare a frutta e verdura. Questo problema è più frequente nei pazienti allergici a più tipi di pollini (polisensibilizzati). La pollinosi precede quasi sempre la comparsa dell’allergia alimentare. La ‘sindrome orale allergica’ é caratterizzata da sintomi orali immediati nei punti di contatto con l’alimento (prurito, bruciore al palato, alla lingua, alle labbra con eventuale gonfiore della mucosa orolabiale, senso di costrizione al faringe, disturbi della deglutizione)”

Lucia D’Addezio
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