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Il gelato per i bambini

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Qual è il momento migliore per far assaggiare il primo gelato a nostro figlio? Quale gelato scegliere tra quelli confezionati, artigianali o vegani? Ecco i consigli della nostra psicologa

Quando dare il gelato ai bambini

Il gelato non è dunque più inteso come la gratificazione o premio di fine giornata per il bambino che è stato bravo, che ha obbedito, ma, proprio perché cibo, alimento, deve essere correttamente inserito nel dietetico o dieta quotidiana, per non creare squilibri qualitativi e quantitativi del fabbisogno nutrizionale del bambino e dell’adulto, poichè alimento nutriente e proteico e apportatore anche di fosforo, calcio, fibre. 

Gelato artigianale, confezionato, vegano?

Dipende dal gusto, dalla preferenza e dalla convinzione: c’è chi preferisce il gelato artigianale, chi ama quello industriale, igienicamente sicuro, ben confezionato e che si presenta sotto varie forme commerciali, c’è chi lo vuole esclusivamente vegano per scelta salutistica. Tra gelato vegano, privo di latte e uova, artigianale e industriale notevoli sono le differenze. Se i gelati vegani e artigianali o mantecati sono prodotti con una lenta incorporazione di aria, circa il 30-50%, durante la fase di “gelatura” della miscela che mi permette di ottenere un gelato cremoso, morbido e corposo, il gelato industriale o soffiato, durante la gelatura introduce il 100-130% di aria, per cui diviene particolarmente leggero e soffice.

La bimba che mangia il gelato per la prima volta

Senza nulla togliere in qualità ai gelati confezionati-industriali, quelli da preferire, sempre, sono i gelati artigianali e in particolare i gelati alla frutta, perché non contengono latte, a differenza di quelli alle creme, anche se oggi è facile trovare qualche gusto preparato con latte di riso o di soia.

Ciò ci porta alla scelta del tipo di gelato:

  • quelli alla frutta contengono succo e polpa di frutta, cui viene aggiunta acqua o latte e zucchero, a volte anche albume e grassi vegetali;
  • il sorbetto alla frutta invece non prevede l’aggiunta di grassi, mentre il ghiacciolo prevede l’utilizzo di acqua e zucchero con l’aggiunta di sciroppi o succhi di frutta, di infusi di te e caffè, di bibite, per legge è ammessa la presenza di grassi e proteine del latte;
  • nei gelati alle creme vi sono zucchero, latte, panna, yogurt e uova, e a questi ingredienti base ne vengono aggiunti altri per definirne il gusto: ad esempio il cioccolato, le nocciole, il pistacchio, frutta secca tritata, ecc.. Ne consegue che 100 grammi di gelato alla frutta, un po’ meno di un cono o coppetta artigianali piccoli, forniscono in media 160 Kcal, la stessa quantità di gelato al cioccolato ne fornisce circa 230 e alla panna circa 300-320 Kcal.

Se dunque il gelato alla frutta è un ottimo spuntino, utile d’estate per sostituire cibi più grassi, come pizzette, panini con salumi, merendine farcite, ecc., il gelato alle creme potrebbe essere consumato qualche volta come pranzo, durante una gita estiva, al mare, sostituendo un menù da fast-food, e magari accompagnato anche da verdura e frutta fresca; oppure può essere lo spuntino di un bambino che pratica una attività fisica intensa. Gustare un gelato vuol dire, dal punto di vista energetico e nutritivo, fare uno spuntino ottimale senza appesantire il fisico e la digestione, ma fornendo la giusta dose di energia.

Fare il gelato senza gelatiera!

Cosa dobbiamo fare quando decidiamo di scegliere un gelato?

  • Privilegiare i gelati fatti a casa o i sorbetti che sono più gustosi e meno calorici, si possono fare anche senza sorbettiera, in molte città il sabato i mercati generali sono aperti per i consumatori è possibile acquistare frutta con un buon rapporto qualità prezzo.
  • Valgono le stesse regole dei prodotti dolci, vanno dati ai bambini ogni tanto, e fino ai tre anni occasionali.
  • Nel gelato c'è il calcio e le vitamine ma certo non è il migliore modo per raggiungere l’intake di calcio e vitamine, perchè si assimilano anche zuccheri e grassi in proporzioni non indifferenti
  • Imparare a leggere le etichette quando si acquista un gelato industriale. Se di un gelato allo yogurt la prima voce ingredienti deve essere il latte, di un sorbetto il primo ingrediente deve essere la polpa di frutta.
  • Imparare ad acquistare prodotti con una lista ingredienti corta.
  • La confezione famiglia ha meno calorie dei gelati individuali.

Il gelato fa male?

No in generale, ma le persone obese o in sovrappeso dovrebbero limitarne l'assunzione, i diabetici, sceglieranno uno meno calorico, consumato dopo il pasto principale con adeguata assunzione di fibre e una tantum.

  • I gelati sono spesso ricchi di grassi e specie grassi saturi, quindi occhio alla scelta del gelato con eccesso di questi grassi specie per chi ha problemi cardiovascolari e colesterolo alto.
  • Chi è intollerante o allergico al latte vaccino, alle uova, alle noci e nocciole, pistacchi deve fare attenzione.

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Quando è il momento migliore per far assaggiare il primo gelato a nostro figlio?

Il bambino probabilmente lo ha già assaggiato durante la sua vita intrauterina, se la mamma lo ha gustato. Se nei primi sei mesi di vita di un bambino la migliore alimentazione possibile è l’allattamento esclusivo al seno, viene da sé che durante lo svezzamento possiamo far assaggiare il gelato, ma senza viziare il gusto del bambino con l’introduzione di cibi ricchi di zuccheri, perché le basi di una sana alimentazione devono essere impostate da subito. L’ideale è dopo l’anno di vita.

Il dilemma di molte mamme è quale tipo di gelato proporre al bambino: un gelato confezionato? preparato in casa, l’artigianale, il vegano? e di che tipo? Il gelato confezionato, prodotto secondo precise norme di igiene e di qualità, ci porta a sceglierlo come primo gelato della vita da offrire a nostro figlio. Importante è scegliere il gelato più adatto, ovvero un gelato privo di coloranti e saporanti, meglio se a base di yogurt o fior di latte, tenendo conto che essendo un prodotto cremoso ha un contenuto di grassi leggermente superiore alla media, ma che se consumato da un bimbo di uno o due anni non c’è alcun problema in quanto egli ha un fabbisogno di grassi maggiore dell’adulto.

Va comunque precisato che anche un gelato alla frutta artigianale o casalingo è una ottima scelta, a patto che la quantità di zuccheri aggiunta non sia eccessiva. Molte volte le mamme chiedono al pediatra: quale è la dose di gelato giusta per un bambino di uno-due anni? quante volte alla settimana può essere offerto? come merenda o come sostituto del pasto?

Per prima cosa ricordiamo che l’alimentazione di un bambino deve essere improntata in base al suo peso, alla sua costituzione, alle sue abitudini di vita. Per un bambino di uno o due anni, si fa assaggiare una mezza porzione di gelato, o una mini porzione, che, nel caso di un prodotto confezionato è di circa 40-50 grammi. Il momento migliore per offrirlo, 2 o 3 volte la settimana, è la merenda, in quanto può sostituire gli alimenti che date tradizionalmente a metà mattina e/o a metà pomeriggio.

Merende fresche: gelati, ghiaccioli, frullati e smoothie fai da te

Il gelato fa bene agli:

  • anoressici che rifiutano un’alimentazione solida
  • adolescenti che rifiutano prodotti derivati del latte Il mercato presenta oggi un vasto plateau di scelte: dal gelato industriale a quello artigianale fino alla possibilità di poterlo fare in casa con elettrodomestici di piccole dimensioni. Molte mamme sono scettiche nel dare ai propri figli il gelato industriale preferendo quello artigianale per motivi di sicurezza nella preparazione, e a tal proposito ricordiamo che l’Istituto del gelato ha emanato un regolamento che prevede una serie di regole che tutte le aziende che producono gelato industriale devono categoricamente rispettare: 
  1. Al gelato non devono essere aggiunti conservanti, per garantirne la conservazione nel tempo è sufficiente mantenere la catena del freddo
  2. Gli additivi indispensabili per mantenere inalterate nel tempo le qualità organolettiche devono essere sostanze naturali o comunque presenti in natura, come le lecitine, gli alginati, la farina di semi di carrube.
  3. I coloranti, devono essere obbligatoriamente di origine naturale, come la curcumina, l’estratto di paprika, il rosso di barbabietola, il caramello. Sono state anche emanate una serie di norme igieniche sugli ingredienti freschi che devono essere opportunamente refrigerati e conservati, mentre la miscela degli ingredienti base deve essere prima pastorizzata e poi rapidamente raffreddata. Ma queste norme igieniche, assieme alla qualità alimentare, entrano di diritto anche nella produzione artigianale e casalinga del gelato, per garantirne bontà e sicurezza al 100%, ricordando il detto di Paracelso: “È solo la quantità che distingue il farmaco dal veleno”.

Storia del gelato

Il gelato è un alimento vero e proprio, adatto a tutte le età, dai bambini ai nonni, la cui origine è antica forse quanto l’uomo. Si dice che i primi inventori del gelato siano stati i Cinesi 3000 anni prima di cristo, poi venne Isacco che, offrendo ad Abramo del latte di capra misto a neve, produsse un gelato primitivo, similmente gli Egizi, e poi i Romani che, amanti del buon cibo, amavano gustare dei dessert gelati, chiamati “nivatae potiones”. Nel ‘500, a Firenze si cominciò a produrre un gelato innovativo, con ingredienti fino ad allora mai utilizzati: il latte, la panna, le uova. La storia moderna del gelato italiano inizia nel 1906 quando a Milano si cominciarono a consumare le “nuvole”: gelato posto tra 2 ostie, mentre il primo vero gelato industriale nasce alla fine degli anni ’40, dal recupero di macchinari portati in Italia dalle truppe americane. Il gelato di oggi è sicuro dal punto di vista igienico, perché la temperatura a cui viene prodotto e conservato fino al consumo è estremamente bassa (-8°C) e non permette la crescita di microbi. 

Un gelato sicuro deve anche garantire l’assenza di  contaminanti potenzialmente tossici, come è di norma per i gelati industriali e per gli artigianali. E se fino a qualche anno fa veniva mangiato solo dal primo caldo al sopraggiungere dell’autunno, oggi si mangia tutto l’anno, artigianale, confezionato, vegano.

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