gpt skin_web-bambino-0
gpt strip1_generica-bambino
gpt strip1_gpt-bambino-0
1 5

Cucina etnica per i bambini?

/pictures/20150402/cucina-etnica-per-i-bambini-912532642[5168]x[2154]780x325.jpeg
gpt native-top-foglia-bambino

Educare i piccoli alla cucina etnica e quindi anche a gusti diversi è importante perché li sottopone a stimoli sempre nuovi e sviluppa lo spirito di adattamento

Cucina etnica per bambini

Non si deve aspettare che i nostri bambini siano grandi per avere curiosità per il mondo alimentare che oggi li circonda e quindi la cucina etnica può essere la loro nuova cucina. L’Italia è un paese multietnico, i nostri figli vivono a contatto con coetanei nati fuori dall’Italia o in famiglie che vivono in Italia ma che non sono italiani, quindi di culture diverse che mettono sulla tavola piatti con pietanze differentemente preparate rispetto a noi autoctoni, ma ugualmente ottimi e salutari che è un peccato non farli gustare ai nostri figli.

Va subito detto che la cucina etnica ha un valido aspetto salutistico, la differenza di base tra la nostra cucina e quella straniera è data dal maggiore uso di legumi, frutta e verdure rispetto alla nostra tradizione. Molti loro ingredienti sono apprezzati non solo per il gusto, ma soprattutto per i benefici che possono apportare. Educare i piccoli al gusto e quindi anche a gusti diversi è importante perché li sottopone a stimoli sempre nuovi e sviluppa lo spirito di adattamento del quale vi saranno grati da adulti, inoltre, avendo compagni di scuola che provengono da altri paesi, è un ottimo veicolo per avvicinarli ed essere buoni amici.

Ricette per bambini by Giallo Zafferano

Troppo spesso, però – dal momento che in questa fase sono ancora i genitori gli unici modelli dei figli – siamo noi adulti e genitori i primi a non amare la cucina etnica, a non conoscerla oppure semplicemente a non proporla per una questione di pregiudizio, di pigrizia mentale, di incapacità. Per prima cosa sfatiamo la credenza che le spezie i bambini non le possono gustare. Una volta i nostri piatti semplici e della definita povera cucina (che povera proprio non era) erano deliziosi per le spezie che arricchivano i piatti: meta e mentuccia, semi di finocchio selvatico selvatici, barba del Negus, e poi cardamomo, cumino, curcuma, coriandolo, chiodi di garofano, fieno greco, noce moscata, pepe, peperoncino, paprica, senape, tamarindo, zenzero, ecc., per altro ben note fin dai tempi antichi per le loro proprietà medicinali antinfiammatorie, digestive, protettive l’organismo.

Le spezie, che assai poco oggi inondano di profumo le nostre cucine, sono veri e propri e ottimi insaporitori dei cibi e molte volte ci permettono di evitare il sale, in altri casi come la curcuma e il curry hanno azione anti allergica e anti diabetogena. Se poi abbiamo una capacità digestiva bassa pepe nero macinato fresco e un pizzichino di peperoncino possono aiutare la digestione assopita. Facciamo per esempio mangiare il classico minestrone di verdure fitto con la banana come fanno i bimbi della Colombia, oppure la minestra di latte e datteri alla tunisina quando il nostro piccolo non vuole mangiare nulla, mentre ai più grandicelli possiamo far assaggiare il sashimi, un piatto della cucina giapponese che consiste di pesce o molluschi freschissimi, ma anche carne, tagliati in fettine sottilissime. Sono di solito mangiati crudi e serviti solo con una salsa in cui intingerli, per esempio salsa di soia con wasabi o salsa ponzu arricchite di radici di daikon tagliate in filamenti.

Cucina Giapponese

Il nome sashimi, che in giapponese significa letteralmente "corpo infilzato", è probabilmente riferito alla pratica piuttosto diffusa di infilare la coda e le pinne del pesce nella polpa, allo scopo di rendere identificabile il pesce utilizzato nella preparazione. Un'altra spiegazione del nome deriverebbe dal metodo di pesca tradizionale. Il pesce è preso all'amo da una singola lenza e, appena tirato a terra, il suo cervello viene "infilzato" con una punta affilata, in modo da ucciderlo all'istante; poi è subito messo sotto ghiaccio. Questo procedimento, chiamato Ike jime, previene la formazione di acido lattico, che si formerebbe nel caso di una morte lenta del pesce. Il sashimi rappresenta una valida fonte di omega-3 poiché, essendo crudo, nel pesce non viene alterata la composizione dei suoi acidi grassi essenziali.

Regole alimentari per le diverse fasce di età

Anche le alghe sono un ottimo piatto per l’età pediatrica in quanto note per la loro capacità di fornire minerali e di sostenere il metabolismo; il cuore di palma, tipico della cucina brasiliana, fornisce un discreto apporto di ferro; il cous cous, piatto unico facilmente digeribile e gustoso, si può preparare con carne o pesce e tante verdure.

Cucina Cinese

Ma possiamo prendere spunto anche dalla cucina cinese che è legata alla filosofia e alla medicina. Essa distingue, legumi cucinati e per estensione tutto ciò che accompagna i cereali, il fan. Gli alimenti yin, femminili, umidi e teneri dunque rinfrescanti, sono i legumi ed i frutti. Gli alimenti yang, maschili, fritti, speziati o a base di carne hanno un effetto riscaldante. Un pasto deve dunque non soltanto armonizzare i gusti, ma ugualmente trovare un equilibrio tra il freddo e il caldo. Per complimentarsi con un piatto, si dice che "aiuta a far passare il riso". Un'altra cosa che caratterizza la cucina tradizionale cinese è l'assenza di prodotti lattieri a causa di un'intolleranza al lattosio che esiste in numerosi paesi asiatici. La successione cronologica dei piatti che si conosce in Italia e negli altri paesi occidentali, nella cucina cinese è sostituita da una ricerca di equilibrio a partire dai cinque sapori di base (dolce-salato-acido-amaro-piccante). Tuttavia, i cibi esclusivamente dolci non appaiono che alla fine dei banchetti o dei pranzi di festa. In Cina, un piatto deve anche essere gradevole all'occhio. I piatti talvolta sono scelti a fini terapeutici, come ad esempio i nidi di rondine o le pinne di pescecane, che sono ingredienti naturalmente insipidi. Si prende in considerazione la nozione, derivata dalla medicina tradizionale, di complementarità dei corpi caldi e freddi, particolarmente nel Sud della Cina. Il tofu è un'invenzione cinese. Rappresenta la base di una dozzina di alimenti diversi che appaiono molto spesso sulle tavole a causa del loro costo modico. Il principale farinaceo di accompagnamento è nella Cina del Sud: il riso cotto al vapore senza condimento; deve essere leggermente colloso, nella Cina del Nord: le paste, le crespelle o il pane al vapore a base di farina di grano.

Cucina Albanese

La cucina albanese è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in Albania, con influenza della cucina mediterranee e delle altre nazioni dei Balcani. Infatti, il territorio albanese è stato occupato dalla Grecia, dall'Italia e dalla Turchia e ciascuno ha lasciato il suo segno nella cucina del Paese. Riso pilaf, yogurt, il byrek, cucinato in diversi modi, il ripieno può essere a base di verdure, carne o formaggio, il Fërgesë di Tirana, un piatto con vitello, formaggio Feta, cipolle e spezie, l’Qofte Te Ferguara, polpette d'agnello, manzo o pollo fritte, il Tave Kosi, agnello al forno con salsa allo yoghurt, e poi arance, limoni e fichi e dolcetti di frutta come come baklava, il kadaif, l'hallva e il ballakume.

gpt native-middle-foglia-bambino

Cucina Thai

Un antico detto thailandese dice "Finchè c'è riso nei prati e pesce nei fiumi, la gente sarà felice"; in realtà questa popolazione non dà molta importanza a cosa cucina ma focalizza l'attenzione su come preparare i piatti che alle volte sembrano delle vere opere artistiche. La cucina thai è ricca di sapori e tradizioni, dato che risente dell'influenza di culture diverse: alcuni cibi derivano dalla cucina cinese, come il pesce cotto, le omelette ripiene di carne di maiale, l'anatra e il riso cotto a vapore. Alla tradizione thailandese si aggiungono quella derivata dal contatto con gli arabi dai quali hanno acquisito il gusto per il satay ossia lo spiedino di agnello e quella di derivazione indiana da cui deriva l'utilizzo del curry e del latte di cocco. I thailandesi fanno largo uso di aglio, peperoncino e di un caratteristico miscuglio di succo di limone, citronella e coriandolo fresco. Altri ingredienti comuni sono: radice di galanga, basilico, arachidi tritate, succo di tamarindo, zenzero e latte di cocco. Tra le specialità principali, ricordiamo la zuppa di pesce piccante, curry rosso e verde, zuppe varie e tagliolini, per gli spuntini arachidi, zenzero a cubetti o peperoni.

Cucina Indiana

La cucina indiana è l'espressione dell'arte culinaria sviluppata in India. Questa è nota soprattutto per il grande uso che fa di spezie, latte e latticini, vegetariana e detta quasi vegana, perchè non fa uso di uova, praticamente inesistente la cucina vegana propriamente detta, cioè senza neanche latte e latticini. Noi conosciamo il ciapati, ma di pane vi sono diversi tipi preparati in modo da dare squisitezza all’alimento più semplice che ci sia e che ammalia grandi e piccini: Roti, pane di forma rotonda fatto con farina integrale di frumento e acqua, non lievitato, è consumato da solo o spalmato d'olio o di ghee, burro fuso chiarificato; Besan roti: schiacciatine triangolari di farina integrale di frumento e di ceci impastate con ghee e speziate con prezzemolo, semi di cumino e pepe nero, una variante prevede l'uso di un trito di cipolla, foglie di coriandolo e peperoncini verdi; Roti di mais, nel cui impasto ci sono anche farina di mais, coriandolo, cumino e pepe nero, viene servito con yogurt, menta e cipolle fritte; Chapati, è insieme al roti il tipo più diffuso di pane e viene consumato da solo o con verdure e spezie, di regola appena tolto dal fuoco, è un pane non lievitato di farina integrale di frumento, impastato con acqua per circa un quarto d'ora e cotto direttamente sulla fiamma così si gonfia; Puri o poori, dischi di pasta di farina integrale, fritti nel ghee in una karhai, hanno l'aspetto di sfogliatine gonfie e croccanti; Kachori, è come la puri, ma all'impasto viene aggiunto il mais o le lenticchi; Paratha o parantha, dischi molto sottili di pasta fritta sulla tawa col ghee e fatti con farina integrale senza lievito con aggiunta di semi di sedano e di cipolla; hanno un aspetto croccante, leggero, friabile e una forma triangolare, viene consumata a colazione, da sola o farcita con formaggio paneer; Alu paratha, doppio disco di paratha con in mezzo un ripieno di patate lessate, schiacciate e speziate con curcuma, zenzero tritato, perperoncini verdi tritati, garam masala e foglie di coriandolo; Jalebi paratha, paratha con semi di finocchio, tipica dei musulmani dell'India centro- meridionale; Naan o nan, pane di farina di frumento lievitata impastata con acqua e ghee, mentre prende il nome di khamiiri puri se fatto con un impasto detto khamiir composto da farina, yogurt caldo, zucchero, pepe e acqua calda. Ne esistono diverse varianti: cosparso d'aglio o di semi di cipolla o di mandorle o di frutta secca, spalmato di burro o ripieno di formaggio; Pappadam (o poppadum, papadum, pappad, papad), focaccina croccante di colore giallo perché di farina di lenticchie a cui vengono aggiunte delle spezie che la rendono piccante; viene fritta nell'olio di cocco e di solito è consumata come aperitivo o a fine pasto ma spesso serve anche da accompagnamento a thali o biryani sbriciolandola sul riso; Ildli, focaccine ottenute impastando farina di riso con una pastella di lenticchie nere (urad dal) e semi di fieno greco che viene poi versato in una serie di stampi imburrati e impilati uno sull'altro per essere cotti al vapore per circa un quarto d'ora; Shirmal, focaccine larghe circa 15 centimetri di diametro, ottenute impastando farina di frumento, latte, zucchero, sale e ghee; durante la cottura vengono leggermente spruzzate con latte allo zafferano e unte di ghee; Lucchi, sono panini fritti di farina impastata con semolino e semi di finocchio tostati e macinati.

L’insalata fatta con yogurt e verdure tritate, raita, che fa da contorno ai piatti piccanti. Alcuni esempi di raita sono: raita di ananas: cubetti di ananas ricoperti di yogurt sbattuto con l'aggiunta di sale, semi di cumino tostati, zenzero grattato e peperoncino; raita di ceci: ceci cotti in casseruola con ghee, garam masala e aglio schiacciato, e ricoperti di yogurt salato e pepato; raita di cetriolo: frullato di cetrioli a fette, cipolle tritate, salsa di menta, sale, yogurt e acqua; raita di melanzana: pezzetti di melanzana lessata e schiacciata ricoperti di yogurt sbattuto a cui sono stati aggiunti sale e un trito di cipolla e peperoncini verdi; raita di menta: yogurt sbattuto con salsa di menta, cipolla tritata; raita di menta e cetriolo: dadini di cetriolo ricoperti di yogurt sbattuto al quale è stato aggiunto sale, pepe e un trito di foglie di menta, foglie di coriandolo, zenzero grattugiato e peperoncini verdi. La chutney o chatni, sostantivo femminile affine al verbo, cāṭnā, "leccare", è una salsa vegetale piccantina e abbastanza densa, a base di frutta, spezie e ortaggi. Le chutney servono come condimento per i piatti principali, che siano a base di carne o di riso, e per le verdure: in alcuni casi durante la preparazione si tostano per alcuni minuti le spezie in modo da far loro aromatizzare gli altri ingredienti; l'aggiunta di zucchero e aceto conferisce in genere alle chutney un sapore agrodolce, ma la prevalenza degli uni o degli altri elementi fa sì che esistano chutney salate e chutney dolci. Il Lassi, bevanda molto popolare a base di yogurt, da bere fresca o almeno a temperatura ambiente.

Il cibo spazzatura da evitare con i bambini

La composizione base (plain lassi) è costituita da yogurt, succo di limone e semi di cumino tostati e pestati in un mortaio, il tutto mescolato in mezzo litro d'acqua oppure frullato; esistono la versione dolce (sweet lassi) e la versione salata (salt lassi) a seconda se nella composizione base viene aggiunto rispettivamente zucchero o sale, ma può essere aggiunta anche della frutta ed essere aromatizzato alla rosa o allo zafferano. Latte: esistono bevande a base di latte che possono essere bevute sia calde che fredde o addirittura ghiacciate; alcuni esempi sono il latte badam, a cui vengono aggiunte mandorle (badam) e zafferano, il latte al cardamomo e miele, un latte scaldato ma non bollito a cui vengono aggiunti miele e semi di cardamomo, e il latte allo zafferano, un latte bollito a cui vengono aggiunti zafferano, chiodi di garofano, cannella, miele e pistacchi. Nimbu pani: bevanda a base di succo di limone verde o limetta, zucchero, sale, pepe o garam masala e acqua.

Cucina Sudamericana

La cucina sudamericana, invece è difficile definirla con precisione. Quell’enorme subcontinente che è l’America centromeridionale, infatti, è un’area estremamente diversificata al suo interno sotto il profilo culturale. Una varietà che ne influenza, naturalmente, anche la cucina, nata dall’incontro tra le millenarie civiltà precolombiane e le tradizioni europee e africane che a più riprese si sono avvicendate su questo suolo. Patate, pomodori, manioca nativi di queste terre e portati, i primi due, nel Vecchio continente a metà Cinquecento dal condottiero spagnolo Hernán Cortés. Gustoso è carapulcra, un piatto a base di patate essiccate e cotte al forno e di carne arricchito con chiodi di garofano, cannella e cumino, oppure l’arroz chaufa, un piatto di riso cucinato al salto con zenzero, cipolline fresche e salsa di soia.

Inevitabilmente attraverso il cibo si costruiscono rapporti e quello che può essere ghettizzante per target definiti e per minoranze chiuse, come nel caso delle proibizioni religiose islamiche ed ebraiche della carne di maiale, al contrario può essere uno strumento per facilitare l’accoglienza e l’integrazione. Attraverso il cibo si possono veicolare messaggi di pace, come suggerisce Antonella Greco in “Conflict Kitchen”.

gpt native-bottom-foglia-bambino
gpt inread-bambino-0
Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
gpt skin_mobile-bambino-0