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Bimbi a tavola: quanto ne sanno le mamme italiane?

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L’educazione alimentare in famiglia passa soprattutto da noi mamme. Ecco perché è importante essere consapevoli e ben informate sul tema. A questo proposito abbiamo partecipato all’evento W il pollo!, dove si sono chiariti dubbi e sfatati falsi miti sulla carne, commentando i risultati di una recente indagine Doxa

Bimbi a Tavola, W il pollo

Fin dalle prime pappe il tema dell’alimentazione per i nostri bambini è un elemento cruciale nella vita di noi mamme. Se i piccoli faticano a mangiare e rifiutano i nostri manicaretti (veri o presunti) andiamo facilmente in crisi, correndo il rischio di non sentirci all’altezza. Ecco perché è davvero importante essere ben informate fin da subito sull’educazione alimentare, rivolgendoci a esperti e schivando i rischi della disinformazione che, nell’era del web, corre davvero veloce.

A questo proposito abbiamo partecipato all’interessante incontro W il pollo!, intitolato Bimbi a tavola - Quanto ne sanno le mamme italiane? e organizzato da Unaitalia (associazione che rappresenta la maggior parte dei produttori di carne avicole). In questa occasione sono stati presentati i risultati di una recente ricerca Doxa (condotta a fine marzo 2016), che ha voluto scoprire qual è il grado di preparazione sull’argomento nutrizione dei 5 milioni di mamme italiane (con figli tra gli 0 e i 14 anni), prendendo un campione rappresentativo di 500 mamme.

Dieta tipo per i bambini

Punto cruciale dell’indagine e dell’iniziativa era anche quella di sottolineare l’importanza e il valore nutritivo delle carni bianche e in particolare del pollo, che è risultato uno dei piatti preferiti dai bambini (al quarto posto dopo i grandi classici: pasta, pane, dolci). L’occasione ha permesso anche di discutere di dubbi, incertezze e sfatare false credenze, grazie all’intervento del Dott. Giuseppe Morino (Resp. UO Educazione Alimentare dell’Ospedale Pediatrico Bambin Gesù di Roma), e di Lara Sanfrancesco (direttore Unaitalia), mentre la cuoca e food blogger Sonia Peronaci ci ha dato qualche pratico consiglio per portare in tavola in modo originale e allegro le pietanze più bistrattate dai nostri bambini: le verdure.

Educazione alimentare: dubbi e ansie delle mamme 

Partiamo con il confermare una certezza: a occuparsi dei pasti dei bambini e in generale dell’alimentazione in famiglia sono le mamme (90%). Questo compito è svolto con molta cura e dedizione e il 92% di loro afferma di scegliere prodotti di qualità, spendendo qualcosa in più, mentre l’88% sceglie solo made in Italy. Per quanto riguarda il proprio livello di preparazione sul tema nutrizione 8 mamme su 10 (65%) lo giudica buono (ammettendo di avere tanti temi da approfondire), il 17% addirittura ottimo, mentre il 18% si dà la sufficienza. Sulle fonti di informazione preferite al primo posto restano gli esperti (pediatri e nutrizionisti), mentre al secondo si piazza il web. L’ansia principale delle mamme (6 su 10) è riuscire a garantire una dieta sufficientemente equilibrata ai propri figli, mentre una mamma su due considera troppo poca la quantità di frutta e verdura assunta dai propri figli. Altro cruccio è l’assunzione di cibi e bevande troppo zuccherate (24%) e di una quantità eccessiva di grassi (13%). La carne compare nei menù delle famiglie in media tre volte alla settimana, con una netta preferenza per il pollo (in media 2 volte alla settimana), che resta il più amato dai bambini, rispetto alle altre carni: al 47% di loro piace molto, soprattutto in versione cotoletta, al forno e crocchetta.

Carni bianche: fonte di proteine, vitamine e sali minerali 

Sulle proprietà nutritive di questo alimento così amato dai più piccoli il dott. Morino ha spiegato: “Le carni bianche sono un’ottima fonte di proteine nobili (con tutti e nove gli amminoacidi necessari alla nostra dieta), contengono sali minerali, vitamine, pochi grassi (concentrati nella pelle) e di buona qualità (con omega 6 e omega 3), hanno una elevata digeribilità e un ragionevole apporto calorico”. Ecco perché le carni avicole sono importanti anche in gravidanza e allattamento, quando il fabbisogno di vitamine, sali minerali e acidi grassi essenziali aumenta. In generale il pediatra ha ribadito l’importanza di una dieta varia per i nostri bambini, che includa dunque anche la carne nelle giuste dosi (3 volte la settimana). Sconsigliate, dunque, le diete vegane o vegetariane molto di moda di questi tempi che non garantiscono tutte le vitamine e i nutrienti necessari alla crescita: “La carne è un alimento dall’elevato valore nutritivo, poiché è una fonte primaria di alcuni nutrienti e micronutrienti solitamente assenti (come la vitamina B12), o scarsamente rappresentati (zinco, selenio, niacina e riboflavina), o meno biodisponibili (come il ferro) nei prodotti di origine vegetale.”

Polli italiani: sfatiamo i falsi miti

L’intervento di Lara Sanfrancesco, di Unaitalia ha permesso poi di approfondire il tema della sicurezza della carne di pollo, vittima ancora di alcuni falsi miti e pregiudizi. Secondo la ricerca Doxa il 49% delle mamme ha ancora il timore che la carne avicola contenga ormoni, credenza del tutto infondata secondo Lara Sanfrancesco:

Gli ormoni sono vietati dalla legge in Italia e non avrebbero comunque nessun senso, perché il pollo non raggiunge la maturità sessuale e quindi sarebbe un costo inutile per l’allevatore. Anche gli antibiotici non possono essere presenti nelle carni, perché le norme impongono che animali trattati (esclusivamente per cure mediche) con antibiotici, debbano smaltirli completamente prima di essere macellati. Purtroppo ci sono credenze radicate che possono essere estirpate solo con un’informazione corretta.

Importante dire che, nonostante il recente allarme dell’OMS sui rischi legati al consumo di carni rosse e trasformate, in Italia il consumo di pollo non è calato. “In Italia il 90% delle persone assume carne e se siamo il secondo popolo più longevo del mondo, dopo il Giappone, ci sarà un motivo”, ha commentato la Sanfrancesco, proseguendo:

Il nostro Paese è autosufficiente al 106% per la produzione di carni avicole e la nostra filiera è una delle migliori a livello di sicurezza. A livello di normativa e tracciabilità non abbiamo rivali, siamo un’eccellenza a livello mondiale. Diversamente da quello che spesso si sente dire, la sicurezza oggi è esponenzialmente più elevata rispetto al passato

Motivo in più per stare tranquilli quando serviamo ai nostri bambini carne di pollo italiano, insomma, facendo attenzione a rispettare anche a casa le norme di igiene (senza pretendere di vivere in camera sterile…). Importante conservare in frigorifero la carne e non lasciarla troppo a lungo nel bagagliaio dell’auto dopo la spesa, o evitare che la carne cruda entri in contatto con verdure o cibi che poi non subiranno cottura. Proprio la cottura elimina infatti ogni rischio di proliferazione di batteri: per il pollo bisognerà stare attenti a cuocerlo al punto giusto, ovvero quando tutta la carne avrà una colorazione bianca (non rosea) e avrà però ancora intatti i suoi succhi. Una cottura eccessiva la farà diventare invece stoppacciosa.

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Sonia Peronaci: " Non vogliono le verdure? Giocate e trasformatele" 

Per quanto riguarda i suggerimenti per portare a tavola le verdure, nel corso dell’evento Sonia Peronaci ha tenuto uno show cooking durante il quale ha preparato un simpatico bruco di polpettine di pollo, adagiato su una crema di spinaci, e degli sfiziosi cupcake di pollo con zucca e patate. Degli esempi di come è possibile giocare con il cibo e rendere più appetitoso per i nostri bambini il momento del pasto, come ha spiegato Sonia:

Disegni e decorazioni nel piatto attraggono maggiormente i piccoli. Certo, aumenta il tempo trascorso in cucina ma ne varrà la pena!

Altro trucco suggerito dalla food blogger per facilitare l’assunzione di verdure, quello di cambiare le consistenze:

Il mio consiglio è trasformare quello che si può in due preparazioni che ai bambini piacciono molto: purè e polpette, magari mescolando un po’ gli ingredienti. Se al bambino non piace il cavolfiore, proviamo ad aggiungere anche una patata e del formaggio grattugiato

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