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Bambini che non vogliono masticare. Cosa fare?

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La questione della '"non masticazione"' da parte di bambini è abbastanza frequente. La pediatra ci spiega cosa fare se il bambino non mastica e quali possono essere le cause

Cosa fare se il bambino non mastica

Una nostra utente ci ha inviato questa e-mail, preoccupata per la masticazione di suo figlio:
Carissima redazione,
ho tanto apprezzato l'articolo sullo spannolinamento, mi tocca da vicino dato che sto tentando di far usare il vasino in questo periodo a mio figlio, ancora non abbiamo raggiunto l'obiettivo... ma come cita lo stesso articolo rispetto i tempi del mio ometto...
E' un pò a proposito di questi che vi scrivo. Stavolta il tema in oggetto è molto più delicato...e speravo poteste inserire un articolo che mi potesse chiarire perché ci sono bimbi che a 12 mesi mangiano cibi solidi e altri come il mio tesoro, che ha 24 mesi, mangiano solo cibi liquidi.

Ho provato in tutti i modi, persino disegnando sul piatto col mangiare, ma niente da fare...perché se arriva in bocca un pezzetto di qualcosa, non lo mastica, tentando di mandar giù il pezzo sano, e di conseguenza si soffoca, vomita e si terrorizza...mi sono un pò stufata degli sguardi delle altre mamme ai vari compleanni quando vedono che mio figlio non mastica...
Per rispondere a questa nostra utente, abbiamo consultato la nostra pediatra, la Dott.ssa Teresa De Monte che ci ha spiegato il perché i bambini si rifiutano o riscontrano difficoltà a masticare e cosa fare se il bambino non mastica.

“Mio figlio mangia pochissimo!” Cosa fare?

Quando un bambino inizia a masticare?

Mamma, mamma aspetta un pochino, masticare, gustare il cibo, deglutirlo è un'impresa per me!.. Per il bimbetto che inizia a gustare le pappe, la bocca è il modo per conoscere il mondo.  Ecco che porta le sue manine alla bocca, prima senza cibo poi quello che trova nel piattino, i giochi, le cose che lo circondano e in questo modo impara a conoscere sapore e consistenze delle cose e anche relazionarsi con esse (fase orale), favorendo il suo sviluppo neuro-psicologico.

Se fino ai 5 mesi è attiva la deglutizione per il cibo liquido, ai sei mesi di vita con la comparsa dei primi denti cambia la flora batterica nel cavo orale ed è in grado di riconoscere gli oggetti portati alla bocca, impara a comprendere la masticazione-deglutizione che è intimamente collegata alla maturazione neuro-sensoriale che porta a coordinare cervello, mano, lingua, bocca, masticazione, deglutizione. Con lo svezzamento e le prime pappe inizia a partecipare in modo attivo alla sua alimentazione e a riconoscere gusti e consistenze in modo da costruire una sua personalità alimentare.

Questa maturità si ottiene per step, quindi uno alla volta e per l’assaggio quotidiano. Il passaggio dagli alimenti cremosi, semi liquidi delle prime pappe a consistenze maggiori, quindi cibo meno frullato, deve avvenire a 7-8 mesi, in modo da favorire e “indurre” la masticazione spontanea degli alimenti. 

Perché il bambino non mastica?

Molti bambini al primo approccio presenteranno un rifiuto a masticare. Se ciò avviene offriamo nello stesso pasto alimenti sminuzzati diversamente. Masticare è fondamentale per la struttura definitiva della bocca che si va formando, favorisce lo sviluppo dei muscoli della faccia e permette la crescita armonica delle ossa del cranio. All’età di 2 anni, i bambini sono in grado di masticare e mangiare quasi tutto. Masticazione e deglutizione sono due atti naturali fondamentali per l’uomo che vanno facilitati con un’alimentazione varia e adeguata. I piccoli che si rifiutano di masticare sono probabilmente bambini con problemi relazionali con chi gli somministra il cibo e attraverso di loro con il cibo stesso, o con i quali c’è stato un eccessivo ritardo nell’introduzione di alimenti meno finemente sminuzzati per cui non li riconoscono come funzionali alla loro crescita e li rifiutano. 

Cosa fare per favorire una naturale masticazione-deglutizione. Come abituare i bambini a masticare?

  1. Cominciare presto l’introduzione di alimenti non omogeneizzati
  2. Usare 2 piatti, uno a suo “uso” e l’altro di chi eventualmente lo imbocca.
  3. Proporre cibi meno sminuzzati soprattutto quando ha fame
  4. Non forzare il bambino con consistenze a cui non è pronto
  5. Permettergli di giocare, toccare, pasticciare, sporcarsi con il cibo, perché per lui è un modo per conoscerlo
  6. Essere sempre presenti durante le sue varie sperimentazioni di assaggio
  7. Durante il pasto non giocare con altro che non sia il cibo in modo da focalizzare la sua attenzione su quello che si sta facendo
  8. Farlo sedere a tavola con la famiglia così che possa osservare il cibo e il modo di mangiare dei grandi iniziando subito a sperimentare e imitare gusti, usi, abitudini dei commensali familiari
  9. Non mostrare apprensione

Dopo i 6 mesi intestino, sistema immunitario, capacità di masticare, intelligenza, abilità motorie sono ben maturi e sta seduto da solo sul seggiolone, imparando sempre più a mangiare da solo, accetta e accoglie il cibo in bocca senza rischi di soffocamento, ma mostrando un interesse per il cibo che vede nei piatti degli altri commensali, ed è per questo che si sporca, gioca con la pasta, la passa da una mano all’altra, la lancia, la frantuma sul seggiolone, sputa con soddisfazione ciò che ha appena messo in bocca, come per dire, abbiate pazienza sto imparando! 

La diretta conseguenza a una pazienza non data può essere il rifiuto a masticare, di mordere, di sgranocchiare e può riguardare sia bambini piccoli, che fin dallo svezzamento manifestano un netto no a masticare, preferendo invece cibi molto morbidi e fino a richiedere il biberon, sia quelli più grandicelli (per esempio di quattro o cinque anni), che iniziano a rifiutare i cibi solidi, nonostante abbiano, da parecchio tempo, imparato a masticare. Questo genere di comportamento può presentarsi occasionalmente anche in bambini sani, ma che si trovano in situazioni di difficoltà transitoria. 

Non necessariamente rifiutare o evitare di masticare, mordere, sgranocchiare si associa al rifiuto del cibo: spesso i bambini che non masticano hanno una crescita corporea del tutto normale. Con questo comportamento i bimbi disarmano sia i genitori che gli educatori di nidi e scuole d’infanzia; gli interventi strettamente educativi non solo sembrano poco efficaci, ma anzi, spesso, inaspriscono le difficoltà del bambino. Masticare e ingoiare sono due movimenti opposti: ingoiare ricorda la suzione del latte, masticare l’avvento dei dentini, l’aggressione, la rabbia per qualcuno o qualche cosa. I bambini che non masticano possono esprimere una loro particolare e significativa paura o inibizione nella manifestazione delle componenti aggressive all’interno della loro relazione e storia familiare, che è bene cogliere e interrogare con grande attenzione.

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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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