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Autosvezzamento, come passare dal latte ai cibi solidi in modo graduale

Il bambino non vuole mangiare? Provate con l'autosvezzamento, così imparerà da solo a conoscere i cibi e a capire quanto deve mangiare per sentirsi sazio

Autosvezzamento

Il tema dello svezzamento è uno dei più interessanti per tutte le mamme che si ritrovano a dover affrontare il delicato momento del passaggio dal latte alle prime pappe. Per molti bambini il passaggio non è semplice. Rifiutano il cibo, piangono, non vogliono accettare il cucchiaino e vogliono soltanto il latte. Ed allora le mamme cercano aiuto per far accettare il cibo ai bambini e trovare il modo migliore per farli mangiare, senza troppi traumi. Molte mamme, invece di seguire la tradizionale tabella di inserimento degli alimenti, preferiscono affidarsi all'autosvezzamento, ovvero "l’alimentazione complementare a richiesta". In questo modo, infatti, viene stimolata la "naturale evoluzione dell’alimentazione dei bambini", che vengono guidati ad avvicinarsi ai cibi, per passare gradualmente dalla dieta a base di latte a quella dei cibi da grandi.

Differenze tra lo svezzamento e l'autosvezzamento

Lo svezzamento tradizionale consiste nell'offrire al bambino nuovi cibi un po' alla volta. Si comincia con il classico brodo vegetale con la crema di riso o di mais e tapioca e, poco a poco, a distanza di settimane, si introducono nell'alimentazione del bambino i nuovi alimenti. In genere chi sceglie lo svezzamento tradizionale segue una tabella precisa, che stabilisce a quanti mesi (del bambino) si possono iniziare a far provare determinati alimenti (ad esempio il pomodoro non viene introdotto prima dei 9 mesi e l'uovo intero si dà solo dopo i 12 mesi). Con l'autosvezzamento, invece, non c'è una tabella degli alimenti da seguire in base ai mesi. Dal momento in cui si comincia, infatti, il bambino può mangiare tutto. L'idea alla base dell'autosvezzamento è proprio quella di far sedere il bambino a tavola con i genitori e offrirgli da mangiare quello che mangiano mamma e papà. In questo modo il bambino potrà "entrare in contatto" con i vari cibi, vedendoli mangiare dai genitori.

Come funziona l'autosvezzamento

Questa forma "alternativa" di svezzamento si basa quindi sul concetto che il bambino (quando inizia a mangiare altri alimenti oltre al latte) può mangiare tutto da subito e non c'è motivo di offrirgli i vari cibi a distanza di tempo l'uno dall'altro per evitare intolleranze o allergie. L'autosvezzamento nasce dall'idea che il bambino deve essere rispettato in questo delicato passaggio. E bisogna rispettare i suoi tempi senza imporgli pappe o brodini che non vuole nemmeno vedere. Secondo i "teorici" dell'autosvezzamento, i bambini sono in  grado di autoregolarsi e di mangiare quello di cui hanno bisogno. I genitori devono solo "imparare a rispettarli e dare loro fiducia", senza temere che il piccolo mangi troppo poco e possa avere ancora fame.

Autosvezzamento come e quando iniziare?

In genere i bambini sono pronti a questo passaggio intorno ai 6 mesi. Quando, cioè, riescono a stare seduti, hanno perso il "riflesso di estrusione", quello che gli fa "tirare fuori la lingua se si stimola la bocca, necessario per la suzione al seno", e mostrano interesse per quello che mangiano mamma e papà. Ovviamente, in questa prima fase, l'alimento principale resta sempre il latte. Ma il bambino comincerà a conoscere anche gli altri cibi e ad assaporare nuovi sapori e nuove consistenze. Durante la cena a tavola con i genitori, il bambino potrà assaggiare quello che mangiano i genitori e scoprire cosa gli piace. Ovviamente al bambino devono essere offerte cose sane: quindi l'autosvezzamento porterà anche i genitori a cucinare sano.

Ricette per l'autosvezzamento

E' arrivato il momento dello svezzamento e non volete optare per il classico brodo vegetale? Potete iniziare a cucinare anche per il bambino, come fate per voi. L'unico accorgimento da tenere a mente è che dovrà essere una alimentazione sana (quindi niente fritti o cibo spazzatura). Almeno all'inizio evitate il sale (o comunque utilizzatelo con parsimonia) per evitare che il bambino si abitui a mangiare cibi molto saporiti e poi rifiuti tutto quello che non è abbastanza salato. Evitate anche pepe o peperoncino, perché i cibi piccanti potrebbero dare fastidio al loro stomaco. Per il resto, con l'autosvezzamento, il bambino può assaggiare e mangiare tutto quello che mangiate voi adulti.

Autosvezzamento e rischio soffocamento

Soprattutto se si tratta del primo figlio, una mamma può aver paura, dando il cibo "normale" e non le pappe liquide, che il piccolo possa soffocare. Inizialmente l'aiuto che si può dare al bambino è quello di tagliare il cibo in piccoli pezzi per facilitare la masticazione o a striscioline che i bambini possono mordere. Evitate di tagliare il cibo a rotelline, che potrebbero causare più facilmente un soffocamento. Tagliando il cibo in piccoli pezzi, il bambino potrà mangiarli senza problemi. Inoltre, toccando il cibo e scoprendo i vari sapori, il bambino imparerà da solo a mangiare sempre di più, finché non si sentirà sazio. E non ci saranno più scene di pianti isterici perché il piccolo non vuole stare sul seggiolone e non vuole finire il brodino vegetale.

Pro e contro autosvezzamento

Quali sono i pro e i contro dell'autosvezzamento? Sicuramente uno dei principali motivi per scegliere l'autosvezzamento è la comodità. I bambini inizieranno a mangiare quello che mangiamo noi, quindi non ci sarà bisogno di preparare in continuazione il brodo vegetale, comprare omogeneizzati o preparare carne e pesce fresco ogni giorno. Anche in caso di pasti consumati fuori casa, non bisognerà ingegnarsi per portarsi dietro il brodo, le creme e tutto il resto. Tra i contro c'è invece prima di tutto l'idea che sarebbe meglio introdurre i nuovi alimenti in maniera graduale, per evitare qualsiasi forma di intolleranza o allergia (e anche per riuscire a scoprire subito una eventuale allergia).

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