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I principi di un'alimentazione transculturale tra i bambini

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La Società Italiana di Pediatria, recentemente ha promosso, proprio per l’Età pediatrica, i principi della Piramide alimentare transculturale, principi che sono quelli della dieta mediterranea, integrata da cibi multietnici

Alimentazione multietnica per bambini

L’Italia è un paese multietnico non solo per colori, etnie, ma anche e sopra tutto per il cibo. Ebbene sì, asili e scuole devono cambiare menù, non solo quindi dieta Mediterranea, ma anche dietetica cinese, vegana, vegetariana, zen, sudamericana, africana, ecc. Se è vero che il cibo unisce, ben vengano le indicazioni alimentari nuove, i nuovi assaggi, le nuove mescolanze di alimenti, ma sopra tutto rispetto per usi, costumi e tradizioni. Un quesito assale: la nostra dieta mediterranea è obsoleta e va rivista?

In Italia, stando alle ultime recenti indagini, se solo un bambino su due in età prescolare mostra una valida adesione ai noti e decantati principi della dieta mediterranea antiobesità e anti sovrappeso, il numero decresce nettamente nelle età successive(*). In una società multietnica come quella italiana l’obiettivo di ridurre le cosiddette non communicable diseases, NCDs, ovvero patologie come obesità, diabete, ipertensione, tumori, può essere raggiunto sostenendo e incoraggiando una maggiore adesione alla dieta mediterranea nei bambini italiani e nei bambini di altre etnie, proponendo la mescolanza di tradizioni alimentari diverse, ma conservando il rispetto del bilancio calorico e della qualità dei macro e micro nutrienti.

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La Società Italiana di Pediatria, recentemente ha promosso, proprio per l’Età pediatrica, i principi della Piramide alimentare transculturale, principi che sono quelli della dieta mediterranea, integrata da cibi multietnici, ovvero a una elevata assunzione di verdure, legumi, frutta, noci e cerali integrali, una elevata assunzione di acidi grassi insaturi (olio di oliva), un consumo di pesce medio alto, si contrappone un basso introito di prodotti caseari, di acidi saturi grassi, una ridottissima assunzione di carne, specie la carne rossa ( una volta al mese), un apporto moderato di sale, mentre l’attività fisica deve essere quotidiana, almeno un’ora al giorno.

Come ho già avuto modo di precisare in un articolo precedente, i 5 pasti al giorno sono l’essenza della corretta alimentazione e proposti in questi termini: la prima colazione, il combustibile per far partire bene la mattina, dovrebbe essere il 15% delle calorie giornaliere: la composizione ideale è composta da latte o yogurt parzialmente scremato, fette biscottate o pane integrale con marmellata o biscotti secchi o cereali integrali, o muesli, frutta fresca. A metà mattina e metà pomeriggio due spuntini che devono garantire l’introito rispettivamente del 5% e del 10% delle calorie giornaliere. Questi due spuntini sono obbligatori, non devono mai essere saltati, perché servono a non ridurre il lungo intervallo tra i pasti, evitando che il bambino arrivi a pranzo o a cena affamato e capace di divorare tutto quello che trova, anche le schifezze. Nei due pasti principali, pranzo col 40% delle calorie, cena con il 30% delle calorie, carboidrati, proteine, lipidi, fibre devono essere presenti. Non dimentichiamo poi di garantire l’adeguata assunzione giornaliera di acqua, 1600 ml / die per bambini di 4-6 anni e 1800 ml/die per bambini 7-10 anni.

Il menu della dietista per bambini di 3-6 anni

I consigli per orientarsi nella scelta degli alimenti:

  • LATTE: preferire latte e yogurt parzialmente scremati (o alla frutta);
  • CEREALI: privilegiare pane e cerali integrali e riso parboiled (quest’ultimo massimo 2 volte alla settimana). La cottura deve essere al dente, la varietà dei cereali massima e pertanto introducendo cereali di altre tradizioni: grano saraceno, quinoa, camut, farro, spelta, sorgo, miglio, amaranto.
  • PANE: un panino al giorno, preferire quello preparato con farina integrale o con farina tipo
  • CARNE: preferire la bianca: pollo, coniglio, tacchino, agnello, come seconda scelta vitello, manzo magro, maiale sgrassato
  • PESCE: da preferire senz’altro il pesce azzurro (sarda, alici), evitando i pesci di grossa taglia, come pesce spada e tonno, facilmente inquinati. Merluzzo, nasello, sgombro, spigola o persico, calamari e polpo non più di una volta a settimana.
  • LEGUMI: freschi, secchi o surgelati, sempre associati ai cereali come piatto unico in alternativa al primo e secondo piatto. Sono le proteine vegetali.
  • FRUTTA:  fresca di stagione va consumata 2-3 volte al giorno. Non va frullata o passata, né preparata con il latte. Va proposta anche la frutta di altre tradizioni alimentari, come il frutto del baobab, il frutto della passione, il mango, la guava. Kiwi, uva, banana, ananas, papaya, jackfruit non devono essere assunti più di 2-3 volte alla settimana, e sono da limitare a 1 volta alla settimana il plantano, i datteri, l’avocado, il tamarindo.
  • VERDURA: di stagione fresca o surgelata non frullata o passata, foglie di cassava, germogli di bamboo, germogli di soya, pomodori, zucchine, peperoni, okra, e altre, da consumare 2 volte al giorno.
  • CONDIMENTI:  privilegiare l’olio extravergine di oliva e limitare il sale;
  • COTTURA: preferire quella in umido, al vapore, al forno, al cartoccio.
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Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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