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Regole alimentari per le diverse fasce di età

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Qual è l'alimentazione corretta per un bambino? La pediatra ci descrive le regole alimentari da seguire per le diverse fasce di età

Regole alimentari per bambini

Mangiare, non è soddisfare una necessità biologica, ma un momento ricco di capacità relazionali, sociali, affettive, psicologiche. Una alimentazione adeguata e corretta per ciascun bambino è una condizione essenziale per una crescita fisiologicamente armonica, pertanto deve contemplare le diverse fasi della vita caratterizzate da esigenze e competenze nutrizionali, fisiologiche e comportamentali in evoluzione. Le diverse fasce di età devono essere considerate se si desidera descrivere le ottimali regole alimentari.

  • A 12 mesi

il bambino ha sviluppato e sta sviluppando una serie di competenze e capacità: è in grado di prendere e rifiutare un alimento, di masticare e digerire cibi di diversa consistenza.

  • Verso i 24 mesi

Il bambino fa le prime esperienze sensoriali e gustative, assaggia diversi alimenti consumati dai genitori, che, per questo, sono il modello alimentare che il piccolo apprende. Il bambino in questo modo segue una dieta varia, libera che comprende tutti i gruppi alimentari.

Il menu della dietista per bambini di 3-6 anni
  • Dai 12 mesi ai 3 anni

il bambino progressivamente include nella sua alimentazione quasi tutti gli alimenti, passando dalla forma liquida alla solida, modifica la suddivisione dei pasti adattandosi via via alla frequenza dei pasti dell’adulto, scandendo la giornata alimentare in almeno 5 momenti, apprendendone il giusto ritmo, acquisendo e implementando la capacità di autoregolazione secondo il grado di fame e di sazietà.

Lo sviluppo delle abitudini alimentari

È nella prima infanzia che iniziano a strutturarsi i gusti e le abitudini alimentari che formeranno lo stile alimentare dell’età adulta, per cui coltivare corrette abitudini alimentari da parte di tutti i componenti della famiglia è fondamentale per indirizzare ed educare il bambino verso uno stile alimentare salutare.

Se lo sviluppo delle abitudini alimentari è influenzato dalla struttura e dalle interazioni, dal livello culturale familiare, ecco che la famiglia con abitudini alimentari corrette e relazioni interpersonali positive, gli permette di sviluppare stili e comportamenti alimentari corretti, evitando ribellioni, eccessi, carenze.

  • Dal 2° al 4° anno di vita

Durante il passaggio dall’asilo nido alla scuola dell’infanzia, il bambino può essere restio ai cambiamenti alimentari e può avere una scarsa attitudine a fare nuove esperienze gustative. In questa fase egli ama nutrirsi di un solo alimento per poi rifiutarlo e passare ad un altro che diventa il suo preferito. Le irregolarità alimentari, comuni in questa fase, spesso generano preoccupazione nella madre che si pone il quesito se la dieta è adeguata. Se il rifiuto per un alimento è temporaneo, è bene non insistere, lo si ripropone più avanti, incuriosendo e attirando la sua attenzione con ricette accattivanti, inoltre dobbiamo interpretare correttamente i suoi segnali di fame e di sazietà evitando di sovra o sotto-alimentarlo.

Se è sazio non lo si deve indurre a pulire il piatto, lui ha ben sviluppato il senso di autoregolazione, né si deve ricorrere a sotterfugi, cibi dolci o salati, per farlo mangiare, in quanto la sua palatabilità potrebbe incidere negativamente nelle realizzazioni delle abitudini alimentari.

Il fabbisogno energetico nell’infanzia

Alla fine del primo anno di vita, l’accrescimento è ridotto, cambia il rapporto fra crescita ponderale e staturale a favore di quest’ultima modificando l’aspetto cicciottello del bambino dei primi mesi di vita con un aspetto più asciutto e magrolino. Il bambino per crescere e svilupparsi necessita di nutrienti e di un preciso fabbisogno energetico che rispetti il sesso, l’età, l’attività che svolge.

Le basi fondamentali per la corretta nutrizione

  • Il fabbisogno energetico è e deve essere soddisfatto con una corretta suddivisione dei diversi nutrienti
  • La quota proteica è e deve rappresentare il 13-15% delle calorie totali, principalmente data da alimenti con proteine di alto valore biologico, carne bianca, pesce, uova, latte e derivati, ovvero che abbiano e forniscano tutti gli amminoacidi essenziali in rapporto equilibrato tra loro. Gli alimenti proteici di origine vegetale, cereali, legumi, verdura, frutta, contengono proteine di valore biologico inferiore agli alimenti su citati, perché sono carenti in uno o più amminoacidi essenziali, tuttavia è possibile associare le proteine dei cereali con i legumi per ottenere una miscela proteica completa ed equilibrata con valore biologico paragonabile a quella fornita dalle proteine animali (pasta e fagioli, riso e piselli, pasta e lenticchie etc.).

  • L’apporto lipidico gradualmente passa dal 50% delle calorie totali nel 1° anno di vita al 30% alla fine del 2° anno di vita. Successivamente nella fascia di età 1-3 anni l’aspetto qualitativo dei lipidi è molto importante: si deve assicurare un adeguato apporto di acidi grassi essenziali necessari allo sviluppo del sistema nervoso, dell’apparato visivo, della prevenzione delle malattie cardiovascolari nella successiva età adulta. Ecco quindi che i grassi presenti nel pesce, ricchi di acidi grassi essenziali, gli omega3, si rivelano preziosi per la salute del bambino e pertanto la necessità che questo alimento sia inserito nel dietetico almeno 2-3 volte alla settimana. Si devono privilegiare i grassi da condimento di origine vegetale, in particolare l’olio extra vergine di oliva, che contiene vitamina E ad azione antiossidante e acidi grassi monoinsaturi (acido oleico) ad azione protettiva, capace di contrastare l’accumulo di colesterolo nei vasi sanguigni. Si devono limitare gli alimenti contenenti acidi grassi saturi e colesterolo, i grassi di origine animale, le carni grasse, gli insaccati, l’olio di cocco e di palma, poiché un loro eccessivo consumo è legato al rischio di patologie cardiovascolari. La quota di acidi grassi saturi non deve superare il 7-10% delle calorie totali. Snacks e fuori pasto che contengono grassi saturi, devono essere alquanto limitati.
  • L’apporto di carboidrati è dato in prevalenza da carboidrati complessi, pasta, riso, orzo, farro, camut, quinoa, pane ecc., più una quota, non superiore al 15% del totale, di zuccheri semplici, saccarosio, fruttosio, lattosio. I carboidrati dal 40% , nel 1° anno di vita, salgono al 50% nel 2° anno di vita per poi raggiungere il 55-60% durante il terzo anno.
  • È importante che il bambino, fin dalla prima infanzia, non si abitui ai sapori dolci, pertanto bevande come succhi di frutta, aranciata e simili devono essere limitate e non devono sostituire l’acqua ai pasti o la porzione di frutta fresca, in quanto il loro uso anche non quotidiano espone il bambino a rischi di carie, dislipidemie, sovrappeso, obesità.
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  • L’assunzione di fibra è importante per la prevenzione di stipsi, diverticolosi, sindrome del colon irritabile ecc. La quantità di fibra giornaliera raccomandata per anno di vita del bambino si può calcolare con una semplice formula: la quantità di fibra raccomandata in grammi è l’intervallo compreso tra gli anni del bambino + 5 e gli anni del bambino + 10, ovvero per un bambino di 3 anni va da 8 a 13 g circa, quantità che può essere raggiunta inserendogli nella dieta ottimali quantità di alimenti di origine vegetale, quali cereali, legumi, verdura e frutta. Se abituiamo il bambino fin da piccolo al consumo regolare di alimenti naturali ricchi in fibra egli consoliderà questa abitudine nelle età successive.
  • Fornendo al bambino un' alimentazione varia, associando alimenti di origine vegetale con alimenti di origine animale, siamo in grado di assicurare la copertura dei fabbisogni per quanto riguarda i macronutrienti e micronutrienti, es. vitamine e sali minerali.
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