Piccoli geni: a due anni come Einstein
Questa è la storia di Elise Tan-Roberts, una bella bimba di 2 anni e 4 mesi, diversa però dalle coetanee. Perché? Il suo quoziente intellettivo è di 156 e per questo è stata inserita di diritto nel Mensa, il club dei cervelloni
Questa è la bellissima (almeno così sembra) storia di Elise Tan-Roberts, una bella bimba di 2 anni e 4 mesi, diversa però dalle coetanee. Perché? Il suo quoziente intellettivo è pari a 156 e per questo è stata inserita di diritto nel Mensa, il club dei cervelloni.
Tutto ebbe inizio a soli 5 mesi quando la piccola guardando negli occhi suo padre disse “Papà”. Tre mesi dopo ha iniziato a parlare. A otto, camminava. A dieci era in grado di correre. E non è di certo finita così! Prima di compiere il suo primo anno di età già scriveva il suo nome e a sedici mesi era in gradi di contare fino a dieci. Oggi conosce ben 35 capitali, sa contare in spagnolo e corregge le amiche quando confondono un dinosauro con un triceratopo.
Il suo quoziente intellettivo è pari a 156, tra gli adulti la media è di 100 e quello di Albert Einstein era di 160. Così il Mensa, che riunisce tutte le persone più intelligenti della Gran Bretagna, sebbene la piccola non abbia ancora l’età minima richiesta per farne parte ha deciso di fare uno strappo alla regola e di arruolarla (ispirandosi forse alla storia di Georgia Brown entrata nel Mensa anche lei a due anni).
Il padre di 34 anni è un uomo di colore che vende auto usate in cattive condizioni, la madre ha 28 anni, lavora part time e nessuno dei due è laureato. Tra i parenti ci sono medici e ingegneri ma nessuno con un’intelligenza da record come quelle di Elise. La piccola che è nata a Londra può vantare nel suo background, influenze dall’Inghilterra, Malesia, Cina, Nigeria e Sierra Leone.
La cosa più assurda e incredibile è che nessuna delle scuola che i genitori hanno contattato vuole avere a che fare con Elise almeno fino a quando non avrà compiuto 4 anni e mezzo. E se nel frattempo continuasse a vivere come una bimba di 2 anni? Insomma è un’età che non torna e anche se super intelligente vorrà anche giocare o no?
Foto e fonte: http://www.dailymail.co.uk/home/index.html
Martina Braganti

Da grande sarà depressa?
Mi sono sempre chiesta se poi questi geni possano davvero trarre vantaggio dal loro stato. Secondo me perdono un po' di sana "spensieratezza". Un pezzo d'infanzia inevitabilemte viene superato per occuparsi di altro.
A mio parere, una consapevolezza così viva di ciò che accade intorno a noi, ci rende vulnerabili ed inclini alla depressione.
Spero ovviamente di sbagliarmi, perchè mi farebbe piacere saperli soddisfatti della loro vita e delle conquiste che potranno raggiungere, ma sarà davvero così?
Mi piacerebbe sapere cosa ne pensate.