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Gita vietata al bambino down: i compagni si ribellano

A Catanzaro la preside di una scuola media vieta a un bambino down la partecipazione alle gite scolastiche. I compagni non ci stanno e si ribellano

Gita scolastica vietata a un ragazzo down, ma i compagni non ci stanno e si ribellano. Accade in una scuola media di Catanzaro. La vicenda è stata resa nota da Ida Mendicino, responsabile del Coordinamento regionale della Calabria per l'integrazione scolastica. Il ragazzo affetto da sindrome di Down si è ben integrato nell’ambiente scolastico, ha un buon profitto e un ottimo rapporto con insegnanti e compagni di classe.

Tutto è iniziato quando la preside dell’istituto ha deciso di vietare al ragazzino la partecipazione alla gita scolastica e ha chiesto ai compagni di mentirgli anche in futuro, evitando di farli sapere quando ci sarebbero state gite scolastiche. Vedi le foto: I bambini e l'amicizia
Motivo? La sindrome da cui è affetto il ragazzo gli avrebbe impedito di apprendere e apprezzare l’esperienza della gita. Da qui la reazione degli amici che si sono ribellati e si sono rifiutati di partire senza di lui. La preside è stata costretta a cambiare idea e tutti hanno poi partecipato alla gita senza problemi.

Tuttavia la vicenda non è passata inosservata: i genitori del ragazzo hanno sporto denuncia alla polizia e il caso è salito alla ribalta. La decisione della preside viola le note ministeriali secondo le quali “le gite rappresentano un'opportunità fondamentale per la promozione dello sviluppo relazionale e formativo di ciascun alunno e per l'attuazione del processo di integrazione scolastica dello studente diversamente abile, nel pieno esercizio del diritto allo studio”, spiega la Mendicino.

I casi di discriminazione ai danni di bambini e adolescenti con sindrome di Down non sono rari purtroppo. L’anno scorso a una bambina di dieci anni venne interdetto l’accesso a un’attrazione a Gardaland e ancora si ha notizia di episodi di intolleranza nei confronti di bambini con sindrome di Down e le loro famiglie.

Ma ciò che è degno di nota nella vicenda calabrese è la reazione dei coetanei del ragazzo, appartenenti a una generazione che viene spesso indicata come isolata, egoista e poco solidale, hanno dato dimostrazione di essere “vera speranza di maturazione del tessuto sociale rispetto agli esempi che spesso provengono dal mondo dei grandi”.

Fonte: RAI

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Commenti

Sole giovedì, 24 febbraio 2011

Bravi

Bravi ragazzi!!!

n° 1
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