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Coma vegetativo e fertilità. Berlusconi: "Eluana poteva avere figli"

In questi giorni di grande concitazione e di ferventi dibattiti ad ampio raggio sul caso Eluana e sulle sue implicazioni sociali, religiose e (purtroppo) politiche, ogni giorno nuovi spunti accendono altrettante polemiche

eluana_1"L'idea è agghiacciante ma da un punto di vista fisiologico é plausibile" commenta il direttore scientifico dell'Istituto Maestroni per la ricerca nel campo delle cure palliative di Crema.

In questi giorni di grande concitazione e di ferventi dibattiti ad ampio raggio sul caso Eluana e sulle sue implicazioni sociali, religiose e (purtroppo) politiche, ogni giorno nuovi spunti accendono altrettante polemiche.

Dopo la morte della giovane, in coma vegetativo da 17 anni, i medici hanno reso noto che, come spesso accade in questi casi, il corpo ha continuato ad espletare gran parte delle sue funzioni e, proprio per questo, Eluana ha continuato ad avere le mestruazioni. Come ha riportato Corriere.it il premier Silvio Berlusconi ha commentato la notizia ipotizzando che, "teoricamente Eluana avrebbe potuto avere figli”, questo a prescindere dal suo stato di incoscienza permanente.

"L'idea è agghiacciante — ha dichiarato Franco Toscani, direttore scientifico dell'Istituto Maestroni per la ricerca nel campo delle cure palliative di Crema — ma da un punto di vista fisiologico si può anche ipotizzare: del resto si sono fatti esprimenti con uteri artificiali. E poi dall'esperienza clinica sappiamo che persone in coma hanno portato avanti gravidanze già in atto per un mese, un mese e mezzo e poi sono morte. Ma è macabro pensare a qualcosa del genere di fronte a persone che non possono nemmeno decidere della loro vita".

In seguito all'autopsia condotta nel 2005 sul corpo inerme di Terry Schiavo, protagonista suo malgrado di una vicenda in un certo senso analoga a quella di Eluana, dopo 15 anni passati in stato vegetativo permanente (e dopo una vicenda giudiziaria alquanto intricata) i medici si trovarono di fronte ad un cervello atrofizzato, un corpo gravemente sottopeso ed una condizione di cecità irreversibile causata dal deterioramento dei centri della visione situati nella corteccia cerebrale. Per il resto l'organismo era in condizioni, nonostante tutto, buone.   

"Quando una persona è in stato vegetativo - continua Toscani - la macchina del corpo continua a funzionare. I nuclei della base funzionano e sono quelle strutture che regolano la secrezione ormonale, la temperatura, la funzionalità intestinale, il battito del cuore. Se viene fornita la benzina, cioè se una persona viene alimentata, la macchina funziona". Eluana, infatti, sopravviveva grazie ad un sondino naso-gastrico che le garantiva un'alimentazione artificiale. 

Alcuni esperti parlano anche di 'stati di coscienza' non del tutto perduti. "La letteratura internazionale  - conferma Rita Formisano, primario dell'Unità post-coma dell'Istituto Santa Lucia di Roma - parla di un confine sottile fra lo stato vegetativo, dove manca il contatto con l'ambiente, e uno stato di minima coscienza in cui il paziente è in grado di avere, in maniera fluttuante, una qualche interazione con l'ambiente". Eppure non tutti i medici sono concordi nell'affermare la presenza di qualcosa che va al di là di un corpo ormai morto, disteso in un letto e tenuto in vita artificialmente.

Le incognite in questo campo sono moltissime e non é detto che si riescano a trovare delle spiegazioni scientifiche esaustive e riconosciute da tutta la comunità medica per molti fenomeni. "A volte - va avanti Rita Formisano - vediamo con la risonanza magnetica atrofie spaventose del cervello in pazienti che poi recuperano e viceversa danni lievi in chi non si riprende più".

E' di certo un dato di fatto che il corpo, seppur in stato vegetativo, continui a conservare alcune importanti funzioni vitali, come la produzione degli ormoni, anche quelli dell'ambito riproduttivo. Comunque, come afferma Toscani "la sopravvivenza è sempre dovuta all'intervento assistenziale. In stato di natura la morte della corteccia cerebrale provoca una condizione in cui non c'è possibilità di sopravvivenza". Inoltre, senza dubbio, non é sufficiente dimostrare che una persona in coma continui ad essere 'fertile' per affermare che ci si trovi di fronte ad un organismo "vivo" a tutti gli effetti

Lucia D’Addezio