Baby-sitter avvelenatrice di bambini

2 febbraio 2010

baby_sitter_angst_pm-thumbE' successo a Roma più di un anno fa, oggi il processo. Amica di famiglia accusata di avvelenare i figli delle due coppie che frequentava, in un caso anche come baby sitter. Atropina nei succhi di frutta, per poi contribuire a salvare i piccoli consigliando i medici dell’ospedale in cui erano stati portati d’urgenza sugli accertamenti da fare.

Tabitha Pacecca, 31 anni di Alatri, già studentessa di biologia

Il veleno utilizzato? L’atropina che può causare blocco del sistema nervoso e complicazioni ancora più gravi fino al decesso. La Pacecca, arrestata un anno fa in seguito alla denuncia dei genitoti, ha già scontato sette mesi di carcere. Una perizia psichiatrica l’ha dichiarata sana di mente. Sul suo conto, come studentessa di biologia, viene aggiunta anche a suo tempo la sottrazione di un camice da medico al Policlinico Umberto I. La sua passione per il ruolo appare più che sospetta. Insomma un’amica di famiglia e una tata "perfetta" che forte delle sue conoscenze acquisite all’università cercava di accreditarsi anche come un medico, funzione che avrebbe vantato durante le sue apparizioni al Bambino Gesù dove si dava da fare per consigliare la diagnosi di atropina e poter quindi permettere le cure del caso e gli antidoti necessari.

Un incubo per i genitori dei due bambini intossicati che fa preoccupare ancora di più quei genitori che a volte son costretti a lasciare i propri figli nelle mani di persone considerate di fiducia

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