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Arriva il corso con diploma per diventare "bravi genitori"

Otto lezioni per imparare a gestire i figli, come nella trasmissione televisiva di culto SOS tata. Dall'idea di una psicologa Antonella Marchesiello, l'ideatrice del corso

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genitori5Nasce a Caserta una scuola per imparare ad essere genitori, con tanto di diploma finale. E’ nata a Caserta, questa particolarissima iniziativa, per opera dell’associazione «Infanzia con le ali», presieduta da Antonella Marchesiello, pediatra di base. «Frequentemente arrivano nel mio studio, padri e madri disperati che mi chiedono aiuto più per sapere come comportarsi con un figlio ribelle, o poco motivato, o troppo capriccioso, o insonne, o svogliato a scuola, che per questioni meramente mediche».

«Fino a qualche anno fa - spiega la Marchesiello - allevare i figli era considerata una capacità innata, che chiunque ritrovava ad un certo punto dentro di sé. A questo del resto contribuiva la famiglia allargata o patriarcale, dove l’opera dei giovani genitori veniva affiancata e spesso determinata dalla presenza delle generazioni più anziane. Oggi, invece, è molto più difficile crescere un figlio. Le sollecitazioni esterne sono numerose e ci si sente in dovere di dare sempre di più: più cure, più tempo, più attenzione, più amore. Ma non sempre si riesce in modo corretto ed efficace anche a causa delle forti tensioni (modelli sociali da eguagliare, traguardi ambiziosi da raggiungere) cui i genitori del Terzo millennio sono sottoposti».

Cosa vorrebbero imparare in pratica questi genitori?
In cosa si sentono 'ignoranti'? «L’incapacità di trasmettere regole, prima di tutto. Così nasce e cresce il bambino "tiranno", che detta legge e tiene letteralmente in ostaggio i propri genitori. Poi, la difficoltà a capire certi atteggiamenti dei figli, ad entrare in sintonia e ad interagire con loro. In altre parole, i genitori ammettono di non sapere come porsi né come interagire, comportarsi o addirittura parlare con i propri figli. E nascono i sensi di colpa e di inadeguatezza». Da qui l’idea della scuola. «Esercitando la mia professione ho osservato il disagio di questi genitori attenti, ma impotenti. Perciò ho capito che essi hanno bisogno di essere assistiti ed aiutati e non certo giudicati,condannati, messi sul banco degli imputati come principali responsabili dei fallimenti dei figli. E’ quanto appunto si propone l’Associazione A.N.S.P.I. "Infanzia con le ali" con il seminario "Una scuola per genitori", che avrà come docente il professore Salvatore Ferrara, direttore dell’"Istituto per l’approccio centrato sulla persona" di Napoli. Il corso si svolgerà presso la Parrocchia S.S. Nome di Maria, grazie alla collaborazione del parroco don Antonello Giannotti».

Il seminario inizierà il 15 gennaio, prevede otto incontri, della durata di due ore ciascuno. «In piccoli gruppi di massimo 20 persone, i volenterosi genitori che aderiranno all’iniziativa apprenderanno le tecniche psicologiche che consentono di migliorare la comunicazione genitori-figli. Si tratta, in altri termini, di imparare l’ascolto attivo, la partecipazione empatica ai problemi dei giovani e la capacità di insegnare loro ad aprirsi, a fidarsi, ma anche il rispetto e l’accettazione dell’altro. Il metodo migliore è l’esempio e le azioni, che servono molto più che delle parole. I bambini e i ragazzi ci guardano e, il più delle volte, ci imitano. Perciò è importante essere attenti a come si agisce.
I genitori apprenderanno dalle lezioni teoriche, ma soprattutto attraverso il confronto con gli altri e faranno pratica mettendosi in discussione, guardando il proprio modo di essere genitori e cercando, insieme, strategie più appropriate. Con l’assistenza, il supporto e il conforto del docente».

E' ovvio che non bisogna aspettarsi miracoli alla fine di questo corso, come sottolinea la dottoressa. «Questa sarebbe una stupida ambizione. Ovviamente non esistono corsi o ricette per diventare genitori perfetti, nessuno di noi deve pretendere tanto da se stesso. Quello che ci proponiamo con la nostra scuola è tranquillizzare i genitori e aiutarli a commettere meno errori possibile, nella consapevolezza che quelli che si commettono, generalmente per l’intensità del coinvolgimento emotivo, andranno compensati con il tentativo instancabile di migliorarci come genitori e come persone».

Fonte: http://corrieredelmezzogiorno.corriere.it/