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"Vorrei che la maestra sapesse..."

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La maestra, di una scuola elementare difficile di Denver, propone ai suoi allievi di scrivere delle lettere anonime dal titolo: " Vorrei che la maestra sapesse...". Una grande lezione di empatia!

Vorrei che la maestra sapesse

Kyle Schwartz è una maestra che insegna in una scuola elementare di Denver negli Stati Uniti. Il suo lavoro non è facile perché ogni giorno viene in contatto con alunni provenienti da situazioni svantaggiate e di forte disagio economico e psicologico. Per capire e dar voce alle paure, il malessere, e le richieste di aiuto dei suoi alunni ha chiesto loro di scrivere in forma anonima quello che vorrebbero che la maestra sapesse su di loro.

Bambini di 7 o 8 anni hanno così scritto delle lettere anonime dal titolo: " Vorrei che la maestra sapesse..." . I risultati sono stati commoventi e mostrano fino a che punto i bambini sanno essere profondi e riflessivi, spesso più degli adulti.

Vorrei che la mia maestra sapesse che non ho matite a casa per fare i compiti...Vorrei che la mia maestra sapesse quanto mi manca mio papà da quando è stato arrestato...ma anche ...che voglio andare all’università, o banalmente ...che ci dà troppi compiti.

La lettera che vorrei scrivere alla maestra dei miei bambini

La maestra si è detta soddisfatta delle lettere e dei messaggi ricevuti, perché in questo modo è riuscita a capire meglio chi sono i suoi alunni e i problemi che devono affrontare ogni giorno. Inoltre in classe ha stimolato empatia, ascolto e sensibilità verso i problemi, le emozioni e le sofferenze dell'altro. La maestra ha condiviso su Twitter alcune lettere e messaggi lanciando l'hashtag #IwishMyTeacherKnew.

Lo scopo è quello di sensibilizzare i genitori, ma anche la società, mostrando loro quali sono le problematiche dei bambini e su quali temi lavorare di più, per portare delle risposte concrete ai loro disagi. Molti bambini hanno scelto di non restare anonimi, e hanno voluto condividere il loro desiderio coi compagni di classe. Una bambina ha scritto:

Vorrei che la mia maestra sapesse che non ho un amico che giochi con me

La risposta non si è fatta attendere e dal giorno dopo le sue compagne si sono avvicinate a lei.

In Italia si tratta di un'attività di cui si servono spesso le maestre per poter conoscere a fondo le realtà e il vissuto quotidiano dei loro alunni. Ad esempio come leggiamo sul Corriere, una maestra elementare genovese, parla di una scatola magica o scatola dei segreti dove i bambini possono inserire lettere e messaggi in cui raccontare segreti, paure o semplicemente porre delle domande che non hanno il coraggio di fare in classe. E' uno strumento molto utile per l'insegnante perché può farsi da ponte con la famiglia, e aiutare il bambino, e inoltre può dare consigli e lanciare messaggi importanti alla classe.

Sempre in tema lettere degli alunni, Bruce Farrer, un professore di scuola superiore secondaria ha chiesto ai suoi studenti di scrivere una lettera a se stessi nel futuro, promettendo loro di spedirla a 20 anni di distanza. Farrer sembra abbia mantenuto la promessa e molti ex studenti stanno ricevendo le sue missive. Immaginate l'emozione e la meraviglia di leggere le proprie lettere scritte durante l'adolescenza, a distanza di tanti anni...

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