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"Vado a scuola" di Pascal Plisson dal 26 settembre

"Vado a scuola" di Pascal Plisson, il 26 settembre al cinema: la storia emozionante di quattro bambini, provenienti da angoli del pianeta differente, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza

"Un bambino, un insegnante, un libro, una penna possono cambiare il mondo"
Malala Yousafzai

 

La campanella che ha segnato il rientro a scuola è suonata in molte regioni d'Italia, un appuntamento importante che ricorda uno dei diritti più importanti dell'infanzia, quello all'istruzione. E se andare a scuola per i nostri figli è una formalità, un dovere accolto con tristezza soprattutto dopo le vacanze, per molti bambini in altri paesi del mondo è un sogno, una speranza, uno sforzo e un sacrificio.

 

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La Redazione di Pianetamamma è stata invitata alla proiezione di "Vado a scuola", un film che fa riflettere e commuovere per il tema trattato e la potenza delle storie raccontate. Nella pellicola, in uscita il 26 settembre al cinema, il regista Pascal Plisson ci racconta l'avventura emozionante di quattro bambini, provenienti da angoli del pianeta differente, ma uniti dalla stessa sete di conoscenza.

 

Dalle savane pericolose del Kenya, ai sentieri tortuosi delle montagne dell'Atlante in Marocco, dal caldo soffocante del sud dell'India, ai vertiginosi altopiani della Patagonia, questi bambini sono uniti dalla stessa ricerca, dallo stesso sogno. Quasi istintivamente sanno che il loro benessere, anzi la loro sopravvivenza, dipenderà dalla conoscenza e dall'istruzione scolastica. Jackson, Zahira, Samuel e Carlito sono gli eroi di "Vado a scuola", un film che intreccia la storia di quattro alunni costretti ad affrontare innumerevoli ostacoli, spesso pericolosi - distanze enormi da attraversare, serpenti, elefanti, ma anche banditi – per raggiungere la scuola. Il film racconta di Jackson 10 anni (LEGGI LA SUA STORIA), che abita in Kenya e percorre, mattina e sera, quindici chilometri in mezzo alla savana e agli animali selvaggi e di Zahira 11 anni (LEGGI QUI), che vive nelle aspre montagne dell'Atlante marocchino e che percorre una giornata di faticoso cammino per raggiungere la scuola con le sue due amiche. Il film segue Samuel, 11 anni, (LA SUA STORIA) che ogni giorno viaggia in India per otto chilometri, anche se non ha l'uso delle gambe, spinto nella sua carrozzina dai due fratelli minori e Carlito, 11 anni, (LEGGI LA SUA STORIA) che attraversa le pianure della Patagonia per oltre venticinque chilometri, portando con se la sua sorellina. Il film di Pascal Plisson racconta il viaggio di iniziazione che cambierà la vita di questi bambini per sempre.

All'uscita dalla sala abbiamo pensato a lungo a questi piccoli già grandi, che nel loro viaggio per la conoscenza affrontano pericoli, paure, e sviluppano la solidarietà, il coraggio, il senso di responsabilità, la costanza e la forza di carattere. Ma sono pur sempre bambini e la loro innocenza e spensieratezza (ogni giorno messa a dura prova) si esprimono in un sorriso, una canzone, il gioco, uno sguardo, un desiderio, un sogno e la fantasia. Negli occhi di questi piccoli possiamo vedere quello stesso barlume che notiamo negli occhi degli altri bambini che provengono dagli angoli più remoti del mondo, pronti a scavalcare le montagne pur di assicurarsi una istruzione.

 

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Il regista francese Pascal Plisson ha scritto e diretto, dal 1984 ad oggi, numerosissimi documentari. Viaggiando con la sua cinepresa per i quattro angoli del mondo, ha attraversato i luoghi dove gli uomini vivono nelle condizioni più estreme. Dopo aver realizzato il film è ancora in contatto con i bambini e le persone incontrate: "Non è possibile immergersi in questo tipo di progetto e poi lasciare le persone che hai incontrato dove le hai trovate, una volta che è finita, come se niente fosse. Sono ancora in contatto con i bambini. Ho un rapporto molto forte con loro. Questi bambini investono su di te perché si fidano di te." Plisson descrive gli impegni intrapresi per continuare a dare il suo contributo in queste realtà difficili che chiedono non solo voce ma anche sostegno.


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Una frase del regista ci ha colpito in modo particolare: "Ogni bambino deve essere aiutato a sviluppare il proprio potenziale, sia che viva in un angolo sperduto del pianeta, o tra le montagne più remote, o nelle nostre città. Più impegnativo è l'ambiente, più motivati  sono i bambini. Se gli diamo questa possibilità saremo tutti più ricchi"

GUARDA QUI IL TRAILER DEL FILM


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