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Videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani ? Il punto di vista della pedagogista

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Le riflessioni della pedagogista sulla legge sulla videosorveglianza nelle strutture scolastiche e in quelle per anziani. Le telecamere negli asili possono essere una valida soluzione?

Telecamere negli asili

“Per camminare scalzi da grandi bisogna avere i piedi in caldo da piccoli”cit. Natalia Ginzburg, scrittrice

Da troppi anni ormai nei telegiornali vengono mostrati dei video relativi a maltrattamenti subiti da persone ospitate in strutture sanitarie e socio-sanitarie per anziani e disabili e da bambini nelle scuole dell’infanzia. Di questa drammatica realta’ si è potuto venire a conoscenza grazie al posizionamento, ad opera delle Forze dell’ordine, di microcamere negli ambienti dove avvengono le violenze e i maltrattamenti. La gravità dei gesti compiuti dagli operatori e da alcuni maestri ha colpito a tal punto da arrivare alla approvazione, alla Camera dei deputati (per l’ufficialita’ si attende ora la votazione del Senato ) della legge sulla videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani.

Ritengo che si sia compiuto un grande passo verso la tutela dei minori e dei soggetti disabili; in questo modo si individueranno più velocemente i colpevoli di questi terribili azioni che saranno puniti penalmente. Qualche considerazione è da farsi se pensiamo che c’è il rischio che si possa arrivare ad una specie di”Grande Fratello” in asili e case di riposo. Insomma, ci auguriamo che si tratti di un occhio “discreto” . Da una prima valutazione sembra che si possa parlare di norme che renderebbero piu’ celeri le indagini delle Forze dell’ordine in caso di segnalazione di reato. In base alle nuove norme che il Senato sta esaminando, fatti come quelli accaduti fino allo scorso agosto nell’asilo nido del quartiere Bicocca (Milano), potranno essere accertati molto prima. Ad esempio in questo caso i carabinieri installarono le telecamere per sorprendere le maestre proprio mentre commettevano i terribili atti di violenza sui piccoli, dopo la segnalazione di due ex dipendenti dell’asilo. Con la nuova legge, se la struttura della Bicocca fosse stata già dotata di telecamere, il pubblico ministero avrebbe potuto vedere subito le percosse subite dai bambini.

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  • Riguarda alla tutela della privacy sembra che sia assicurata, anche perché è previsto l’assenso dei sindacati. Per maggiori chiarimenti sul processo di installazione delle telecamere, però, bisognerà attendere 60 giorni dall’adozione della legge, quando il Garante della privacy dovrà precisare alcuni dettagli importanti. Inoltre, le immagini riprese non potranno essere viste da nessuno, neppure dal personale della scuola. Solo la magistratura (e la polizia giudiziaria su delega della magistratura) potra’ richiedere di esaminarle.
  • I tempi non saranno molto lunghi visto che per visualizzare le riprese è sufficiente che ci sia una denuncia da parte dei genitori, cosi’ è salvaguardato il diritto alla privacy di bambini e insegnanti.
  • Attraverso le nuove norme si potrà attuare una sorta di “prevenzione” degli atti di violenza: è, infatti, prevista l’introduzione di test psico-attitudinali per tutto il personale che lavora a contatto con bambini in fascia di eta’ 0-6, anziani e disabili. Insegnanti, operatori socio-sanitari, educatori e infermieri dovranno dimostrare di essere in grado di svolgere bene il proprio ruolo e saranno garantite cure adeguate ed elevata professionalità per i minori (ma anche per gli anziani e i disabili). La qualità dell’operato dovrà essere eccellente e sempre monitorata nel tempo per garantire al bimbo una certa continuità con l’affetto e le cure che riceve tra le mura domestiche dalla propria famiglia.

Sicuramente c'è da interrogarsi su quali conseguenze possano avere questi gesti così gravi. Il linguaggio non verbale (gesti, atteggiamenti, tono vocale, mimica facciale) è il primo veicolo di comunicazione con il mondo per i bambini; i piccoli agiscono per imitazione il più delle volte e assorbono come “spugne” ogni stimolo proposto, anche se negativo. Durante l'età evolutiva l'esempio dell'adulto costituisce un vero e proprio modello di comportamento, quindi è fondamentale che trasmetta messaggi positivi. Pensiamo,invece, al tono della voce fin troppo alto, alla gestualità marcata fino ad arrivare alle percosse. Il bambino si sentirà spiazzato dal sentimento di ira e dall’uso della violenza da parte di chi, contrariamente, avrebbe dovuto trattarlo con amore e cura durante le ore scolastiche lontano dalle coccole di mamma e papà.

La violenza fisica colpisce anche moralmente il bimbo indifeso e debole e che, per questo, viene tutelato dalla Legge. Ricollegandomi a quanto detto all'inizio, la telecamera rappresenta indubbiamente un mezzo efficace per individuare eventuali responsabili di violenze e abusi e fornire prove utili per avviare il procedimento penale, che può portare all’applicazione di opportune sanzioni.

Non dimentichiamo, però, l’importanza di un buon approccio educativo a qualunque tipo di problema ed a questo in particolare, proprio perché si parla di una categoria così fragile. Fin dalla piu' tenera infanzia bisogna inculcare l'idea del rispetto per chiunque sia in uno stato di difficolta' e far raggiungere questa consapevolezza attraverso un'azione educativa continuativa negli anni. Il concetto di rispetto per chi é debole dovrebbe appartenere ad ogni singolo individuo e, ancor di piu', a chi svolge la delicata funzione di educatore. Gli operatori degli asili e degli asili nido, dunque, che lavorano con i bambini in età evolutiva devono essere costantemente formati ed aiutati in questo difficilissimo compito perché affrontino una realta' educativa che diventa di giorno in giorno più complessa.

Non dimentichiamo che uno degli aspetti piu' difficili del mondo di oggi é rappresentato dai cambiamenti della famiglia che provocano ripercussioni sugli adulti e sui bambini, condizionandone spesso i comportamenti. Dunque è utile attuare un controllo diretto sugli operatori: questa è una una vera e propria necessità che,però, non deve incidere sulla fiducia che si può ancora avere nei confronti di tanti educatori affettuosi e competenti e nell’isituzione scolastica da sempre impegnata ad affiancare la famiglia nella crescita e nella formazione di ogni bambino.

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