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Scuole aperte anche d'estate? Una petizione per allungare l'anno scolastico

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Scuole aperte d'estate fino al 30 giugno? La proposta lanciata su Change.org da alcune mamme emiliane e rivolta al ministro Giannini

Scuole aperte d'estate

Come ogni anno quando arriva maggio le mamme che lavorano cominciano a soffrire di ansia pre chiusura della scuola. Iniziano a fare la lista di tutti le possibili soluzioni papabili su dove e come i figli possono passare le loro vacanze estive. C'è chi sceglie un campo estivo e chi chiede aiuto a parenti ed amici. Ma non sempre ci sono nonni o oratori su cui contare, e non tutte le famiglie hanno la possibilità di pagare circa 90 euro a settimana per un centro estivo. Da qui la petizione di alcune mamme emiliane, lanciata su Change.org e rivolta al ministro Giannini, in cui chiedono di prolungare il calendario scolastico della scuola primaria fino al 30 giugno.

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Cosa fa il resto d'Europa? Si chiede Alberta Alessi, la mamma che ha avanzato questa proposta e in poco tempo è riuscita a raccogliere più di 3.000 sostenitrici. La Francia chiude 9 settimane, tra il 4 luglio e il 5 settembre; Germania 6 settimane tra il 7 luglio al 13 settembre; Regno Unito (Inghilterra e Galles) 6 settimane, tra il 20 luglio al 31 agosto. Mentre l'Italia 12-13 settimane tra inizio-metà giugno e metà settembre, a seconda delle regioni. In teoria in tutta Europa la somma dei giorni di vacanza è la stessa: 120 giorni, ma vengono distribuite durante l'anno in modo diverso.

Questa lunga pausa estiva non potrebbe essere distribuita in modo diverso? La scuola è un'importante risorsa e forse andrebbe rivisto il suo ruolo e il suo funzionamento, valorizzando forme alternative di istruzione. Perché non abbandonare voti e libri e riscoprire la curiosità, il piacere della scoperta, il rapporto con la natura. Ad esempio, propone Alberta Alessi, nella pausa estiva la scuola potrebbe trasformarsi in un luogo dove i bambini possono dedicarsi alle attività extra-scolastiche: musica, teatro, sport, arti visive, visite ai musei.

Ma chi dovrebbe occuparsi dei bambini? Nella petizione la proposta è di impiegare non solo le maestre, con incentivi economici, ma anche i genitori che coltivano un hobby o un sapere e si sentono capaci di trasmetterlo ai bambini. E in conclusione Alberta Alessi invita a firmare, chiedendo allo Stato di puntare sulla scuola e sforzarsi per innovarla.

Io sono convinta che sia dalla scuola che dobbiamo ripartire...ridandole gli strumenti per spronare i nostri ragazzi e anche i nostri insegnanti a coltivare la gioia della curiosità e della creatività!! Un passettino alla volta... Lo so questa petizione può sembrare solo una provocazione, ma io credo che confrontarci realmente sul tema della scuola, senza falsi pudori, ci aiuterebbe a trovare soluzioni innovative. L'impressione da genitore, è che in tutti questi ultimi anni lo stato non abbia creduto abbastanza nell'importanza di una buona istruzione per TUTTI...che il livello si sia molto abbassato e che tutto dipenda dalla passione e buona volontà delle maestre che incontri lungo il tuo cammino. Ma così non può essere, la scuola deve elevare, puntare in alto, accrescere i propri standard. C'è bisogno di innovazione, di tavoli di confronto per trovare linee guida educative adatte ai nostri tempi (le ultime sono state scritte nel dopo guerra!), CENTRATE sul bambino e sulle sue NECESSITA' FISIOLOGICHE, stimolando la sua curiosità!!

Un invito che non è passato inosservato al ministro dell'istruzione Stefania Giannini che, nell'ambito del progetto "Scuola al Centro", propone di tenere aperte le scuole durante l'estate per i ragazzi delle zone più disagiate d'Italia che restano a casa e inevitabilmente finiscono a passare le giornate per strada. I professori non sarebbero obbligati - dice il ministro - ma chi vorrà partecipare riceverà un compenso. Ma quale risorse utilizzare? Secondo Stefania Giannini si potrebbe attingere ai fondi europei destinati alla dispersione scolastica.

La proposta di questa mamma su Change.org è sicuramente da apprezzare e non ci stupisce che abbia raccolto plausi da parte di tantissime mamme. A dissentire invece molte maestre che non vogliono essere scambiate per baby sitter. A mio parere si tratta di un'idea valida che poggia su dei principi sani e innovativi, ma che richiede un cambiamento alle radici del sistema scolastico italiano affinché non resti uno dei tanti progetti utopici che si leggono in rete. Bisogna ripensare al ruolo della scuola, delle maestre e dei genitori stessi; ognuno è protagonista attivo e sarebbe opportuno lavorare sinergicamente per un obiettivo comune : il processo di crescita e istruzione dei bambini.

Inoltre lo Stato dovrebbe farsi promotore di un'analisi attenta del sistema scolastico italiano, riconoscendo colpe e meriti e ridefinendo diritti e doveri insieme agli "attori" protagonisti; un dialogo tra parti interessate per ricostruire una scuola che non si limiti a nozioni da apprendere e voti da dispensare, ma che sia una palestra di vita, un terreno dove coltivare cultura, emozioni, e curiosità. 

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