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Riforma scuola pubblica: ecco cosa accadrà

Studenti.it spiega ai genitori dei più piccoli la riforma della scuola pubblica: è tutto scritto e consultabile nel decreto legge 137 approvato ad agosto. Dai tagli alla scuola pubblica potrebbero aumentare le iscrizioni alle scuole private da parte delle famiglie in cui entrambi i genitori lavorano

scuolaVoti, materie, disponibilità economiche, numero di insegnanti... nella scuola dall'anno scolastico 2008/2009 cambia tutto e a farcelo capire è il decreto legge 137 approvato lo scorso agosto.

Si introduce una nuova materia, "Cittadinanza e Costituzione", e si introduce il voto in condotta che andrà espresso in decimi e che, se inferiore a 6/10, comporterà la non amissione dello studente all'anno successivo o all'esame conclusivo del ciclo.

Le bocciature arrivano anche alle elementari e alle superiori. Con il ritorno al voto in decimi, un cinque anche in una sola materia potrà far bocciare l'alunno. E in seguito alla riforma, sarà una sola persona, il maestro unico appunto, a prendere questa decisione. 

In proposito l'articolo 3 del Decreto Legge 137 dello scorso agosto parla chiaro: "Dall'anno scolastico 2008/2009, nella scuola primaria la valutazione periodica ed annuale degli apprendimenti degli alunni e la certificazione delle competenze da essi acquisite e' espressa in decimi ed illustrata con giudizio analitico sul livello globale di maturazione raggiunto dall'alunno.(...) .
Stessa formula viene usata per la scuola secondaria. E si precisa che alla classe successiva ovvero all'esame di Stato a conclusione del ciclo, saranno ammessi solo gli studenti che avranno ottenuto un voto non inferiore a sei decimi in ciascuna disciplina o gruppo di discipline. Insomma, tanto nella scuola primaria come nella scuola secondaria, se non si ottiene almeno sei in ogni materia si ripete l'anno senza possibilità di recupero, come avviene invece per le superiori. In merito all'insegnante unico, ne parla l'articolo 4 dove si precisa che sarà attivo 24 ore settimanali, ovvero 4,8 ore al giorno se spalmate su 5 giorni settimanali, oppure 4 se si va a scuola anche il sabato. E il tempo pieno? E' scritto che si terrà conto della domanda delle famiglie che potrà portare ad un allungamento dell'orario scolastico ma su questo si rimane nel vago, delegando successivamente i regolamenti scolastici. Quali scenari possono profilarsi all'orizzonte alla luce di queste nuove leggi?
Le famiglie nelle quali entrambi i genitori lavorano e nelle quali non si ha la possibilità di affidare il proprio figlio a parenti, tate o baby-sitter, potrebbero rivolgersi alle strutture private che garantiscono orari più lunghi.

Per gli studenti più grandi i tagli nelle scuole superiori si concretizzeranno attraverso la riduzione degli orari delle lezioni alle medie inferiori ed alle superiori. Saranno chiusi e accorpati istituti scolastici con un numero di studenti non adeguato ed aumenterà il numero degli studenti per classe.
A questo punto come conciliare le parole del Ministro Gelmini che afferma che il tempo pieno non verrà toccato e la qualità della scuola non sarà scalfita, con i tagli di 150.000 posti di lavoro e 7 miliardi e 800 milioni di €?

Articolo di Marta Ferrucci su Studenti.it

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