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Scuola Montessori: una élite creativa

Un articolo del Wall Street Journal rilancia i risultati di una ricerca che conferma: crescere in un ambiente montessoriano apre la mente e rende più creativi

In America l’hanno chiamata “la mafia montessori”. Una sorta di élite formata da ex allievi di scuole montessoriane che in qualche modo hanno fatto la storia della new economy del 21 secolo nel mondo industrializzato.

Il dibattito l’ha aperto il Wall Street Journal che qualche giorno, in un articolo a firma di Peter Sims, ha pubblicato i risultati di uno studio durato sei anni che ha indagato sulle modalità con le quali i manager esprimono la propria creatività sul lavoro. La ricerca è stata condotta da Jeffrey Dyer, professore presso la Brigham Young University, e da Hal Gregersen, dell’Institut Européen d’Administration des affaires (INSEAD),  e ha arruolato ben tremila manager e cinquecento persone che hanno avuto idee innovative che si sono poi tramutate in un nuovo prodotto.

Ebbene, una significativa percentuale di questi manager innovatori avevano frequentato scuole a indirizzo montessoriano. Sims spiega questo interessante dato con il fatto che nella scuola tradizionale gli allievi vengono valutati in base alla loro capacità di rispondere correttamente alle domande e spesso il talento creativo viene sottovalutato; al contrario in una scuola montessoriana il bambino viene lasciato libero di esprimere se stesso e da adulto sarà più predisposto a riconoscere un’idea innovativa e a metterla a frutto.

Pura teoria? Non proprio se si guarda ai grandi innovatori della new economy.
Larry Page e Sergei Brin, gli ideatori di Google, Jeff Bezos, l’inventore di Amazon, Jimmy Wales, il “papà” di Wikipedia e Will Wright, tra gli ideatori dei videogiochi così come li conosciamo, hanno tutti frequentato una scuola Montessori e non può essere una coincidenza.

Piuttosto, come dichiara Sims, è una élite creativa che si è formata in un ambiente scolastico dove non si viene valutati con voti o esami, ma dove la creatività e lo sviluppo personale vengono promossi nella piena autonomia grazie alla convivenza con bambini - che vengono divisi per fasce di età - e alla promozione delle nuove scoperte.

A confermare che la scuola montessoriana ha avuto davvero un peso significativo nello sviluppo di una mente innovatrice furono proprio Page e Brin che, intervistati qualche anno fa, spiegarono con “l’essere andati a una scuola montessoriana la capacità di non seguire le regole e l’ordine, di fare le cose diversamente e del domandarsi sempre cosa stia accadendo nel mondo”.

D’altronde l’idea che la scuola montessoriana possa rappresentare per i giovani una marcia in più non è nuova. Già nel 2006 uno studio apparso sull’autorevole rivista Science dimostrò che i risultati ottenuti in matematica e lettura dai bambini che frequentavano scuole montessoriane erano di gran lunga superiori rispetto a quelli ottenuti da allievi delle scuole tradizionali e, cosa più importante, gli studenti montessoriani mostravano anche una “maggiore capacità di adattarsi a problemi in evoluzione e complessi nonché migliori livelli di alcune funzioni esecutive

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