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Riforma della scuola e sciopero

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Perchè oggi si sta scioperando contro la riforma della scuola? Tutto sulla riforma Buona Scuola e sulle ragioni di chi protesta

Sciopero della scuola 2015

Sette città coinvolte nello sciopero generale della scuola che vede scendere in piazza docenti, collaboratori scolastici e studenti per protestare con la riforma Buona Scuola che è oggetto di discussione alla Camera.

Da sempre, nelle passate legislazioni, la riforma della scuola non è passata indenne da scioperi e proteste. E nemmeno Matteo Renzi e il ministro dell’Istruzioni  Stefania Giannini potranno sottrarsi a questo iter. Scioperare è un diritto assoluto del lavoratore, un principio di democrazia indiscutibile.

Ma, come rileva il Corriere, il 72% degli italiani non conosce la riforma e forse sarebbe utile fare un po’ di chiarezza sulla riforma e sulle ragioni di chi sciopera.

La riforma Buona Scuola

Una sintesi della riforma preparata dal governo è consultabile qui Il progetto è stato presentato il 3 settembre scorso alla Camera ma la discussione sulle eventuali modifiche è stata estesa anche ai cittadini con l’apertura di un sito internet dedicato per raccogliere consigli e suggerimenti da parte dei cittadini.

La community è stata attiva dal settembre al novembre 2014 e ha avuto ampio consenso:  207mila partecipanti online, 45mila commenti rapidi, 200 mila partecipanti ai dibattiti.

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I punti cardine della riforma “Buona Scuola”

  • Assunzioni dei precari

Il Miur intende assumere a tempo indeterminato per l’anno scolastico 2015/2016 100.701 docenti iscritti alle graduatorie ad esaurimento (ad eccezione di 23mila insegnanti dell’infanzia) e tra quelli che hanno vinto l’ultimo concorso pubblico del 2012. Inoltre dal 2016 l’unico modo per essere assunti sarà attraverso un concorso pubblico (il prossimo sarà nel 2016).

  • Presidi manager

All’inizio il testo della riforma prevedeva che i dirigenti scolastici potessero scegliere gli insegnanti dagli albi territoriali. Un emendamento presentato proprio in queste ore, invece, modifica questa norma e sostituisce la parola “scegliere” con la parola “individueranno”. Pertanto i presidi potranno individuare i docenti dagli albi territoriali, consultare i loro curricula ma la nomina effettiva dovrebbe venire solo dal Consiglio d’Istituto.
La riforma prevede anche che i dirigenti - che sono i responsabili del piano didattico e formativo - verranno aiutati nel loro lavoro da tre coadiuvanti (scelti tra gli insegnanti di ruolo) per l’organizzazione della scuola.  Il dirigente potrà premiare i i docenti in base al merito con un bonus sullo stipendio (per il quale è stato stanziato un apposito fondo)

  • Connubio scuola e lavoro

Almeno 400 ore per gli studenti che frequentano gli istituti tecnici e professionali e 200 per gli studenti dei licei dovranno essere impiegate in azienda nel secondo biennio e nell’ultimo anno

  • Scuola paritarie

Le famiglie potranno detrarre il 19% delle spese scolastiche se i figli frequentano scuole paritarie. E per le paritarie è previsto un bonus per ricevere un credito da enti o da privati per migliorare le aule.

  • Formazione

Per ogni docente è previsto un bonus di 500 euro all’anno per l’acquisto di libri, programmi digitali, corsi di aggiornamento ingresso a musei e mostre e altro per garantire una formazione continua.

  • Supplenti

La riforma prevede l’istituzione di un team di docenti stabile che copra le cattedre vacanti e le supplenze fino a dieci giorni in modo da garantire una continuità formativa agli studenti.

  • 5xmille

Sarà possibile donare il 5xmille alla scuola

La riforma Buona Scuola

Le ragioni dello sciopero della scuola

Come spiega Orizzonte Scuola chi oggi sta scioperando lo fa per queste motivazioni

  • no ai super poteri del dirigente scolastico e a modelli di gestione autoritaria che stravolgono i principi di un’autonomia fondata sulla collegialità, la cooperazione, la condivisione, il pluralismo culturale e la libertà di insegnamento (ndr. ma il nuovo emendamento sembra aver fatto una modifica a questa norma)
  • subito un piano di assunzioni che assicuri la stabilità del lavoro per tutto il personale docente e ATA impiegato da anni precariamente (ndr. nella riforma non c’è nessun riferimento alla situazione attuale del personale ATA e vengono eslcusi dal piano di assunzioni circa 200mila insegnanti);
  • organici adeguati al fabbisogno;
  • rinnovo del contratto scaduto da sette anni per una giusta valorizzazione del lavoro nella scuola;
  • no a incursioni per legge su materie soggette a disciplina contrattuale, come le retribuzioni e la mobilità del personale;
  • avvio di una politica di forte investimento su istruzione e formazione, recuperando il gap che separa l’Italia dagli altri paesi europei

E ancora, i sindacati non sono d'accordo sull'entrata delle aziende nel percorso formativo, per non favorire il divario che già esiste tra scuole di quartieri benestanti e scuole di quartieri popolari, e per non creare l'occasione di sfruttare il lavoro gratuito degli studenti.

Le parole del premier

Oggi è il giorno dello sciopero e della protesta. Domani forse  sarà il giorno delle proposte e delle reazioni costruttive.

Almeno così auspica Matteo Renzi che così scrive

Vorrei, se possibile, discutere nel merito. Siamo aperti a ogni modifica se finalizzata all'interesse dei ragazzi e di chi la scuola la vive, giorno dopo giorno.
Sul tema della scuola non faremo un decreto legge, non procederemo con strumenti d'urgenza. Chi contesta ha tutto il diritto di farlo. Ma il giorno dopo, per favore, entriamo nel merito. Punto per punto. La scuola è un bene troppo prezioso per lasciarlo alle ideologie e agli slogan. Noi siamo pronti a cambiare. Ma la scuola è di famiglie, professori, studenti: non può essere lasciata agli addetti ai lavori

E ancora, scrive il presidente del Consiglio

Noi siamo il governo che ha messo più soldi di tutti sull'edilizia scolastica (e ancora non basta). Che propone l'assunzione di oltre centomila precari. Che vuole istituire un fondo per la valutazione del merito dei professori, per il diritto allo studio e soldi per la formazione dei docenti (500 euro l'anno a testa, non per la finta formazione arrangiata, ma a disposizione dell'insegnante). Che vuole responsabilizzare il preside, che non sarà certo uno sceriffo, ma non può neanche essere un passacarte di circolari ministeriali. Sul testo, siamo aperti. Abbiamo già stralciato la riorganizzazione degli organi collegiali e anzi daremo più ruolo al consiglio di istituto.
Siamo pronti a discutere nel merito di come valutare i professori (non è possibile che si chieda ai ragazzi di fare del proprio meglio e contemporaneamente si abbia paura del merito: la stagione del 6 politico è finita, voglio sperare)

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