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Rifiutato perché soffre di fibrosi cistica, la scuola nega

La dirigente scolastica della scuola materna nega di aver mai ricevuto e rifiutato la domanda di iscrizione di un bambino con fibrosi cistica: il Ministero indaga

La sezione calabrese della Lega Italiana Fibrosi Cistica ha denunciato un episodio, raccontato dalla mamma di un bambino di 5 anni, secondo la quale la scuola materna pubblica di Montepaone, in provincia di Catanzaro, alla quale la donna si era rivolta per iscrivere il figlio, avrebbe rifiutato di accogliere il bambino perché affetto da fibrosi cistica. Secondo la denuncia della donna, la dirigente scolastica avrebbe rifiutato il bambino perché affetto da una "malattia infettiva", nonostante il tentativo della madre di spiegare che la fibrosi non è infettiva, anzi che sono gli altri bambini, con eventuali raffreddori o influenze, ad essere pericolosi.



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Mattia Colombi, presidente della Lega Italiana Fibrosi Cistica Onlus, denuncia che "il fatto è estremamente grave perché un bambino affetto da fibrosi cistica è un bambino dall'aspetto normale e dall'intelligenza vivace che però lotta tutta la vita contro una malattia subdola e progressiva che colpisce soprattutto l'apparato respiratorio e digestivo. Gli ostacoli sono ancora una volta posti proprio da quelle istituzioni che dovrebbero tutelare il bambino e consentirgli un totale e sereno inserimento scolastico e sociale e che, invece, con troppa superficialità, lo hanno discriminato, negandogli alcuni dei suoi diritti fondamentali quali la formazione e la socializzazione".

Una accusa molto grave, che la Lega Italiana Fibrosi Cistica ha deciso di far presente al Ministero dell'Istruzione per prendere i dovuti provvedimenti. Ma un'accusa che la scuola in questione controbatte, sostenendo di non aver mai ricevuto la richiesta di iscrizione di un bambino con fibrosi cistica.



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La direttrice della scuola si difende sulla Gazzetta del Sud: "Non c'è stato nessun rifiuto nei confronti del bambino affetto da fibrosi cistica nella scuola dell'infanzia di Montepaone perchè nessuno ha mai presentato richiesta di iscrizione. Non è mai stata presentata alcuna richiesta di iscrizione presso la segreteria della scuola. Pertanto non vi è mai stato neppure un rifiuto, che ritengo impensabile sia dal punto di vista etico che legale. Apprendo dalla stampa, la denuncia di una madre (di cui peraltro non viene neppure riportato il nome) e me ne dispiaccio perché ho sempre agito nel rispetto delle persone e delle varie situazioni familiari che si sono presentate nel corso della mia carriera, cercando di trovare soluzioni condivise nel totale interesse dei bambini, e in particolare di quelli bisognosi di cure e di maggiore assistenza. Ho avviato progetti a favore di tutti i bambini collaborando con gli stessi genitori con i quali ho instaurato un rapporto di reciproco aiuto".



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Il Ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo (GUARDA LE FOTO), ha intanto chiesto al direttore dell'Ufficio regionale scolastico della Calabria di svolgere una indagine su questa vicenda per chiarire che cosa è avvenuto e se ci sono state veramente inadempienze da parte della scuola. Questa la posizione ufficiale del Ministero: "Il ministro vuole vagliare esattamente fatti e circostanze prima di prendere qualsiasi decisione o avviare interventi amministrativi. La scuola italiana è di grande qualità e solitamente dirigenti ed insegnanti sono preparati ad affrontare situazioni analoghe a quella che si è verificata in Calabria".

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