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Ricomincia la scuola: le ansie e le domande delle mamme

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In questi giorni molte mamme si trovano ad affrontare l'ansia per il ritorno a scuola dei figli. Non è facile lasciare i propri figli e andare via sorridendo. I consigli della pedagogista per convivere con le proprie paure

Ansia per il ritorno a scuola dei figli

In questi giorni con il riento a scuola molte mamme si trovano ad affrontare i primi giorni di scuola dei propri figli o il cambio da una scuola all'altra. Sono tipiche le ansie del tipo "E se non gli piace? E se non si trova bene? Mangerà? Dormirà?". Ecco come conviverci.
Ve lo dico subito: il distacco dal vostro piccino, specialmente se si tratta del primo distacco, non sarà semplice. Nei nidi in cui lavoro, durante l’inserimento del bambino c’è anche una fase d’inserimento per la mamma. Ammettiamolo: mica è facile lasciare nostro figlio (che magari piange) e andare via sorridendo!!!

Cosa fanno i bambini al nido? Risponde la pedagogista

E allora ecco alcune risposte agli interrogativi più comuni che le mamme pongono alle maestre e alle educatrici:

  • Mio figlio non mangia nulla: come farete per invogliarlo? (oppure: a lui non piacciono gli alimenti x, y, z… )

Avrei milioni di domande sul cibo, ma la risposta è sempre la stessa: "a scuola, spesso e volentieri i bimbi mangiano anche cibi che a casa non gradiscono. Perché?"
Perché a scuola ci sono altri bimbi che mangiano le stesse cose e i piccoli si sentono rassicurati nel vedere i loro compagni mangiare di gusto. Non ci sono maestre col fiato sul collo che fanno mille domande “non ti piace? Vuoi la mozzarella? La carne, ti cuocio la pasta???” e i bambini sono liberi di sperimentare e assaggiare senza che il momento del pasto diventi stressante. Nei nidi in cui lavoro, ad esempio, il momento del pasto non è un momento di routine ma è un momento di socializzazione, aggregazione e di attività strutturata: i bimbi apparecchiano, si versano l’acqua da soli, mettono il cibo nei loro piatti, dosandolo con la maestria di uno chef, si siedono composti e mangiano da soli.

Non è una magia. Anche gli inappetenti mangiano. E come premio per il più composto a tavola c’è il carrello da riportare in cucina!!!
Con calma e serenità, senza fretta né paura di sporcarsi. Fareste apparecchiare la tavola ad un nanetto duenne? Beh, provate…
Fatevi dare dalla scuola il menù settimanale o leggete nella tabella del giorno cosa hanno mangiato, in modo da non proporre gli stessi alimenti anche a cena.

  • Mio figlio dorme solo se ballo la polka su un piede solo, nel buio totale ed in silenzio: come farete a farlo dormire?

Non c’è trucco e non c’è inganno. E’ routine: cambio, pappa, lavaggio viso e denti e lettino. La maestra si accomoda accanto ai lettini e comincia a cantare una dolce ninna nanna elargendo generose pacchette sul sederino ai piccoli. Nel giro di 30 minuti dormono pure quelli dell’edificio accanto!!!

  • Mio figlio non sta fermo un minuto: come farete a farlo stare seduto?

Di certo non lo leghiamo!!! I momenti di gioco libero e di gioco “strutturato” si susseguono durante la giornata. Se i 10 compagni di vostro figlio, al richiamo della maestra, accorreranno a disegnare, anche lui lo farà.
Ognuno ha le sue preferenze, c’è chi adora la manipolazione chi le costruzioni, chi il disegno, la maestra capirà e si regolerà di conseguenza.
Fatevi dare il piano dell’offerta formativa (POF) dalla scuola (al nido si chiama carta dei servizi) in cui c’è la programmazione didattica e le attività che le insegnanti si prefiggono di svolgere

  • Perché mio figlio piange all’entrata? E perché piange all’uscita?

Il pianto all’entrata mattutina a scuola è una fase più o meno fisiologica (soprattutto al nido) che passano quasi tutti i bambini. Quel pianto vuol dire: ”mamma io sto bene con te e mi sarebbe piaciuto rimanere con te” ma non è indice di malessere. Questa fase cesserà quando il bambino sarà in grado di esprimere i suoi sentimenti o, più semplicemente, quando capirà che c’è una routine.
Il pianto del bambino all’uscita, nel momento in cui rivede la sua mamma, è un pianto di emozione… che vuol dire “sono talmente felice di rivederti che non so come esprimerlo”.
Ci sono, tuttavia, dei segnali che ci permetteranno di capire se il bambino non vive serenamente il momento scolastico:

  • malessere ricorrente durante altre forme di separazione da casa;
  • preoccupazioni per la perdita di persone care o per la possibile separazione da esse a causa di eventi imprevisti;
  • paura di stare soli;
  • rifiuto a dormire soli;
  • incubi sul tema della perdita affettiva;
  • sintomi fisici al pensiero di dover vivere una separazione

Se vi accorgete che il bimbo presente i suddetti disturbi, consultate subito il pediatra e parlatene con le maestre

Buon rientro a scuola bambini!!!
 

Le indicazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e il lettore. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti. Disclaimer»
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