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Rapporto morboso tra bambino e baby sitter?

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Cosa fare se il bambino instaura un rapporto morboso con la baby sitter?

Rapporto morboso con la baby sitter

Può succedere che, dal momento che le mamme sono spesso impegnate sul posto di lavoro, molti bambini trascorrono una parte considerevole del proprio tempo in compagnia della baby-sitter o dell’educatrice del nido. Alcune mamme accettano di buon grado che da una propria necessità lavorativa scaturisca un rapporto intenso con queste figure di riferimento, mentre per altre esso diventa fonte di disagio, soprattutto se instaura un rapporto morboso con la baby sitter.

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E’ comprensibile che la mamma nutra un po’ di gelosia per il fatto che il proprio bambino, condivida tempo ed emozioni con qualcun altro, e che possa addirittura pronunciare le sue prime parole in presenza di un estraneo.

Tuttavia, vivere questa condizione come un furto affettivo e diventare gelose del rapporto che si instaura tra il bambino e la figura che lo accudisce in propria assenza, al punto da considerare questo rapporto morboso è in realtà indice del senso di colpa provato da chi spesso purtroppo non può scegliere di restare a casa con il proprio figlio. Lo stesso senso di colpa può celarsi dietro un’ansia profonda di lasciare il bambino, anche se ci si fida della persona a cui lo si affida.

In realtà non c’è motivo di essere gelose, ma solo felici se il bambino si trova bene con la figura che si prende cura di lui in assenza della mamma.

Questa persona non potrà mai sostituire la madre nel cuore del bambino, ma sarà una compagna di giochi che lo aiuterà a trascorrere meglio il tempo che lei deve o desidera dedicare al lavoro. E’ indiscutibile che l’educatrice e la stessa baby sitter diventino delle figure significative per il bambino e che spesso possono generarsi delle vere tragedie in caso di interruzione del rapporto di lavoro con queste persone.

Nel caso della baby sitter accade spesso che il rapporto professionale si interrompa per volontà di quest’ultima: in genere infatti si tratta di studentesse che svolgono questo lavoro per ottenere un minimo di indipendenza economica dalla famiglia e che non appena trovano un lavoro fisso tendono a diminuire drasticamente la propria disponibilità. In molti casi i bambini si amareggiano per questi abbandoni, proprio perchè quella che si è instaurata può davvero essere una relazione significativa. Soprattutto se il rapporto professionale si è protratto per diversi anni la ragazza può essere considerata dal bambino quasi come una sorella maggiore. E’ allora il caso di chiedere alla baby sitter di non sparire completamente, almeno per i primi tempi, magari chiedendole di venire a guardare i bambini qualche sera in cui si esce, diradando gradualmente la sua presenza in casa.

A volte invece sono le condizioni che cambiano e che rendono la presenza della baby sitter non più necessaria, perchè i figli maggiori sono cresciuti e possono occuparsi dei fratelli minori, o perchè si opta per una soluzione lavorativa che consente di trascorrere più tempo a casa. Anche qui il consiglio è quello di rendere la separazione il più graduale possibile.

Come scegliere la baby sitter giusta

Per quanto riguarda la figura dell’educatrice del nido da una parte il rapporto è intensificato dalla quotidianità della relazione, dall’altra risulta mitigato dalla presenza degli altri bambini: è difficile infatti che le educatrici mostrino spiccate preferenze  proprio perchè si occupano di tutti i bambini allo stesso modo. Anche qui non bisogna far nascere gelosie immotivate, ma essere liete se il proprio bambino va volentieri al ndo e se si trova bene con l’educatrice. Per le mamme più scettiche è dimostrato che i bambini riconoscono la voce della propria madre anche nell’utero e che fin dalle prime ore di vita preferiscono l’odore del latte materno rispetto a quello di un’estranea.

Anche se molto piccolo il bambino non confonderà mai l’abbraccio della propria madre con quello di un’altra donna. L’invito è quindi ad abbandonare gelosie immotivate a ad essere ancora più serene se con le figure di riferimento si creano delle relazioni significative

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