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Rapporto maestra-genitori, cosa è cambiato

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Dal rapporto di estremo rispetto che avevano i genitori per gli insegnanti si è passati a una relazione spesso tesa. Come si è arrivati a questa inversione di atteggiamento e come migliorare il legame tra scuola e famiglia?

Rapporto tra insegnante e genitori

Se un tempo si portava la mela rossa alla maestra, oggi si fa arrivare in classe una denuncia. Dal rapporto di estremo rispetto che avevano i genitori per gli insegnanti si è passati a una relazione spesso tesa. La maestra aveva sempre ragione e se rimproverava un alunno, o gli scriveva una nota sul diario, poteva contare sul supporto della famiglia che avrebbe rincarato la dose a discapito del figlio. Oggi la tendenza è invertita: il supporto e la ragione si dà ai figli contro la maestra.

Come si è arrivati a questa inversione di atteggiamento? I genitori di oggi sono i figli di quelle famiglie che non mettevano mai in discussione le decisioni di un insegnante, così come le generazioni prima di loro. Sono stati cresciuti con l’idea di rispetto verso chi stava dietro la cattedra, eppure oggi quasi ci vorrebbero stare loro. Certo, non sono tutti così i genitori, ma la percentuale è molto alta. E’ vero che c’è maggiore attenzione verso i problemi educativi e qualche evento di cronaca ha alzato la soglia di attenzione. Si parla sempre più spesso di consigli pedagogici, regole e metodi, anche in trasmissioni televisive, più per spettacolo che per supporto alla genitorialità. Alla fine tutti credono di sapere tutto e si armano di queste nozioni per contestare il programma, la scelta e lo svolgimento degli argomenti, i metodi con cui si spiega in classe, tutti argomenti che difficilmente sono al centro delle trasmissioni o dei libri sulla genitorialità.

Nel frattempo diventa difficile per tutti instaurare quel rapporto di alleanza educativa che dovrebbe animare il legame tra scuola e famiglia. I limiti diventano sempre più invisibili e l’arroganza rischia di prendere il posto dei normali rapporti sociali. I bambini che giocano a fare i bulli sono impossibili da fermare, perché se l’insegnante si fa portavoce delle lamentele degli altri bambini alla fine arriva il genitore che difende il figlio e minaccia denunce. I figli non sbagliano mai, sono l’incarnazione del bambino perfetto, così impeccabili che il loro futuro nella società inizia ad allarmare qualche osservatore esperto.

Come si può invertire questo comportamento? La necessità di migliorare il rapporto tra scuola e famiglia si sente sempre più forte. Oggi tutti affrontano il consiglio di classe con la tensione della lite imminente. I discorsi fuori da scuola sembrano le critiche alla moviola di una trasmissione di calcio in cui gli insegnanti non superano mai il giudizio dei genitori. Il clima attorno alla scuola diventa irrespirabile anche per chi vorrebbe tenere un atteggiamento diverso. Perché chi vorrebbe un clima diverso c’è. Si sono già accorti in tanti che la tendenza alla critica è contagiosa e si espande a una velocità incontrollabile. Sembra difficile resistere a una conversazione di mamme che criticano un evento in classe, eppure basterebbe non partecipare. A ben guardare chi tiene banco in queste situazioni sono sempre poche persone, gli altri probabilmente sarebbero più interessati a cambiare argomento.

Le qualità dell'insegnante ideale

Il tarlo del dubbio non scompare facilmente. L’atteggiamento con cui si ascoltano i racconti degli altri genitori porta in sé quel sospetto che viene dall’aver letto eventi drammatici a danno dei bambini. Come ogni genitore avrà già sperimentato, bisogna stare attenti a non riempire i bambini di domande troppo mirate o saranno meno spontanei e attendibili nel riferire gli eventi. E’ meglio osservare da lontano i loro atteggiamenti, o i cambiamenti nel loro modo di comportarsi e chiedere consiglio a consulenti e medici esperti dell’età infantile.
 
Al bambino che sbaglia non dovrebbe mai mancare il supporto dei genitori, purché serva a imparare dagli errori e non a coprirli

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