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A Brescia sì al pranzo al sacco a scuola

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La Asl di Brescia permetterà agli studenti di portare il pranzo al sacco a scuola, per evitare gli sprechi e lasciare libera scelta alle famiglie

Pranzo al sacco a scuola

A Brescia la Asl ha autorizzato i genitori a mandare il pranzo al sacco a scuola. Il provvedimento coinvolgerà le scuole primarie e secondarie di primo grado di 147 comuni. Da novembre, dunque, gli studenti potranno scegliere se consumare il pasto offerto dalla mensa scolastica oppure portare il pranzo al sacco da casa.

La proposta è partita dal Movimento 5 Stelle che ha promosso l’iniziativa per dare alle famiglie libertà di scelta e per ridurre gli sprechi alimentari della mensa.

Fabrizio Speziani, responsabile della Prevenzione medica dell’Asl bresciana, spiega a Il Fatto quotidiano che gli sprechi in mensa sono tantissimi. Spesso i bambini non mangiano ciò che viene proposto e molti alimenti vengono buttati. Alla fine i bambini tornano a casa e pranzano lì oppure si ingozzano di merendine per arrivare fino a cena. Considerato che il pasto singolo della mensa scolastica costa circa 5 euro per il reddito massimo indicato dall’Isee, offrire la possibilità di portare il pranzo al sacco a scuola comporta un notevole risparmio per le famiglie.

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Per assicurarsi che i lunch box rispettino le regole alimentari per bambini e siano adeguati dal punto di vista nutrizionale la Asl distribuirà ai genitori delle linee guida da seguire per confezionare piatti sani. I cestini verranno conservati in appositi armadietti a scuola e le mense verranno dotate di forni a microonde per riscaldare le pietanze.

Ma cosa ne pensano gli esperti?

La maggior parte dei pediatri sconsiglia il pranzo al sacco a scuola: crea disuguaglianze e non favorisce una corretta educazione alimentare. Insomma se da un lato le famiglie risparmierebbero, dall’altro per i bambini potrebbe non essere affatto un vantaggio perchè non andrebbe incontro alle indicazioni della dieta tipo per bambini.

Claudio Maffeis, direttore del Centro di diabetologia pediatrica di Verona, spiega che numerosi studi hanno dimostrato che mangiare tutti insieme le stesse cose aiuta i bambini ad abituarsi ad assaggiare, e magari scoprire gradevoli, alimenti che generalmente in casa rifiutano stabilmente o che non vengono nemmeno preparati. Insomma la scuola può essere veicolo di informazione su un'alimentazione sana per i bambini

Inoltre è provato  che l’esposizione a un alimento ripetute volte, meglio ancora se in una comunità di coetanei, è necessaria perché i più piccoli lo prendano. La scuola può essere un veicolo di educazione alimentare. A casa invece uno può mangiare bene ma anche male, non c’è un controllo

spiega l’esperto che mette in guardia anche dai possibili rischi igienici e di contaminazione per il pranzo al sacco portato a scuola.

Idee per la merenda a scuola

Forse invece che caricare le famiglie (le mamme) anche dell’onere di dover preparare piatti gustosi ed equilibrati per la scuola e rischiare che alla fine i bambini mangino pizze, panini e torte tutti i giorni, l’ideale sarebbe intervenire attivamente sulla qualità delle pietanze offerte a scuola dalla ristorazione collettiva. Insistere per avere menu equilibrati e nutrizionalmente corretti, e assicurarsi che i pasti siano caldi e gustosi.
 

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