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Perchè mandiamo ancora i nostri figli a scuola?

La storia racconta di tanti casi di persone geniali che hanno cambiato il mondo che sono andate male a scuola

John Gurdon non è uno qualsiasi. Grazie alle sue teorie un po’ visionarie ha rivoluzionato il mondo della scienza e della ricerca scoprendo le enormi potenzialità delle cellule staminali (LEGGI). Grazie ai suoi studi oggi si possono usare queste straordinarie cellule per provare a curare un gran numero di malattie e le potenzialità delle staminali sono ancora tutte da scoprire.


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Perché oggi sentiamo parlare di Gurdon? Perché giorni fa gli è stato assegnato il Premio Nobel per la medicina. Strano, per uno che a scuola aveva brutti voti in pagella e che aveva un professore di biologia che scriveva nei giudizi di fine anno  “Credo Gurdon abbia in mente di diventare uno scienziato. Ad oggi, mostrare queste ambizioni è parecchio ridicolo. Se non è in grado di imparare le basi della biologia, non avrà nessuna possibilità di diventare uno specialista. Sarebbe una pura perdita di tempo, per lui e per chi dovesse insegnargli”.

Certo, i suoi voti in biologia all’epoca erano tutt’altro che buoni e forse Gurdon ha trovato il “sacro fuoco” della scienza dentro di sé e non di certo grazie al suo maestro. Ma quanti ce ne sono di questi potenziali geni (LEGGI) che restano incompresi nelle aule scolastiche?


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La scuola, e gli insegnanti, non dovrebbero riuscire a far emergere i talenti e le potenzialità inespresse di ciascuno? Un bravo maestro dovrebbe riuscire a vedere al di là delle intemperanze ribelli giovanili, dell’apatia e della pigrizia e magari aiutare il bruco a diventare farfalla. Resto convinta che il ruolo della scuola sia questo. Sfida impossibile, in gran parte dei casi. Qualcuno eclatante. Gordon, infatti, non è l’unico a non essere stato riconosciuto a scuola.
Margherita Hack racconta di essere stata bocciata, proprio in matematica, e di aver dovuto sostenere l’esame di riparazione per pura antipatia da parte del suo professore nei suoi confronti. Di Thomas Edison i professori dissero che era lento nell’apprendimento e alla fine studiò a casa. Guglielmo Marconi non si è mai diplomato ma ha al suo attivo 16 lauree honoris causa e decine di scuole italiane dedicate a lui.



E tornando ai geni del nostro tempo il pensiero corre a Bill Gates, Mark Zuckerberg, Steve Jobs (LEGGI). Nessuno di questi è mai andato bene a scuola, arrivavano tardi e nessuno dei tre alla fine si è laureato.
Geni che non sono riusciti mai ad integrarsi nel sistema scolastico o non sono stati riconosciuti da un sistema scolastico che non sta al passo coi tempi, è rigido e non ha la capacità di far emergere lo straordinario talento che ciascuno ha dentro, ma si limita a instillare nozioni.


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Quante volte a un allievo poco rispettoso delle regole, silenzioso o al contrario sempre pronto a fare domande destabilizzanti, anticonformista, viene classificato come affetto da un disturbo dell’apprendimento (LEGGI)
Quanti di questi geni incompresi resteranno incompresi per tutta la vita, a  fronte dei pochi che rivoluzioneranno il mondo?

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