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Milano: mamme in prima linea contro gli asili nido privati

Servizio scarso e mancanza di controlli nei nidi dati in appalto ai privati: la denuncia di una mamma ad Altroconsumo e la battaglia perché il Comune di Milano intervenga

Alcune mamme milanesi hanno denunciato la scarsa qualità del servizio offerto dai nidi dati in appalto dal Comune di Milano a cooperative private con un bando. Una sperimentazione avviata l’anno scorso, che fa risparmiare il Comune (500 euro a bambino contro i 1.000 del nido a gestione diretta), ma a scapito della qualità. Un mamma a seguito di una inchiesta condotta da Altroconsumo ha raccontato che il suo piccolo si è ritrovato in un nido in cui non c’era niente: nessun materiale ludico, ma nemmeno quello igienico e le educatrici sembravano in balìa degli eventi, tanto che in pochi mesi ne sono cambiate diverse.

La donna e altre mamme hanno sollecitato il Comune a fare i controlli, ma si sono trovate di fronte a un muro di gomma. Poi, confrontatesi con altri genitori dei 53 nidi accreditati hanno capito che non erano un’eccezione. Dopo la pubblicazione della sua testimonianza su Altroconsumo, la donna è stata contattata dall’amministrazione comunale e ha dichiarato di essere stata finalmente ascoltata e che nell’aprile scorso sono stati effettuati i controlli. Da un giorno all’altro l’asilo si è trasformato: la cooperativa ha portato nuovi arredi e ha appeso interessanti programmi di attività mai visti prima. Sarà stata (cita Altroconsumo) la “spada di Damocle” del rinnovo dell’accreditamento? Bisogna riflettere su questo sistema. Il privato va bene se garantisce la qualità e c’è un controllo pubblico sistematico così come la trasparenza sui criteri di assegnazione degli appalti.

asilonidoDa notare che la donna aveva già fatto un precedente tentativo prima di rivolgersi all’associazione consumatori istituendo una petizione che riportava il seguente Statuto:

in considerazione:
delle nuove modalità di accreditamento dei nidi di Milano
della ristrettezza dei tempi concessi ai gestori per la presentazione della propria domanda
della totale mancanza di comunicazione ufficiale da parte dell’amministrazione comunale milanese alle famiglie dei nuovi iscritti e alle famiglie dei bambini già frequentanti
e timorosi per :.
la qualità del servizio che si prospetta
per la continuità educativa ed affettiva messe pesantemente a rischio
esprimiamo la nostra indignazione e il nostro disappunto.
All’Amministrazione del Comune di Milano rivolgiamo il nostro appello affinchè modelli didattico pedagogici non vengano sacrificati in nome di logiche puramente economiche.


La risposta non è stata soddisfacente, da qui il ricorso all’Associazione Consumatori.

Ma il problema degli scarsi controlli sui nidi privati non è una novità. Nel registro delle imprese “Musica e Bimbi” di Milano era stato cancellato da più di due anni ma continuava a “reclutare” bambini. Senza controlli con educatrici inadeguate e malpagate. Finchè l’ufficiale giudiziario ha messo i sigilli. E’ l’esperienza raccontata da una mamma che ha iscritto a tale nido la sua piccola di 18 mesi per € 570,00 al mese. Inizia l’inserimento ma ogni giorno c’è un’educatrice diversa.
La piccola viene considerata “inserita” dopo soli tre giorni. La mamma si fida. Dopo l’inserimento e la nomina dell’educatrice che avrebbe dovuto seguire la piccola e altri coetanei, sua figlia dal bambina tranquilla, socievole e dormigliona diventa asociale e non dorme più. La mamma si informa e scopre che l’educatrice “scelta” è stata mandata via in quanto gridava spesso e strattonava i bambini.

Viene assunta una nuova educatrice che però, a causa dell’irrisorio stipendio, se ne va dopo soli 15 giorni. A seguito delle lamentele dei genitori, la situazione si normalizza finchè a febbraio le mamme nell’accompagnare i figli al nido, trovano il nido sbarrato con polizia, guardia di finanza e ufficiale giudiziario che deve eseguire lo sfratto e la Direttrice è irreperibile. Scoprono infine che da ormai due anni tale nido era stato cancellato dal Registro delle Imprese, la Direttrice non pagava l’affitto da un anno e le educatrici non percepivano lo stipendio da mesi. La cosa incredibile era che tale nido fino a un anno prima era convenzionato con il Comune , che aveva poi tolto la convenzione. Ovviamente i genitori hanno immediatamente sporto denuncia che deve ancora ottenere giustizia.

A.Ferrando
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